Un sì, un no e una recensione spettinata

“La cantina” di  Thomas Bernhard: decisamente sì! Lo stile di Bernhard mi cattura sempre. E questo romanzo, con il suo procedere a spirale, è un continuo tuffarsi e riemergere dai flutti dello Stige: un respiro e poi giù all’inferno, una fuga in avanti verso la consapevolezza e poi due passi indietro, a descrivere la disperazione […]

Qualcosa sui Lehman – Stefano Massini

Quando ci si approccia a quest’opera senza preparazione, come è successo a me, ci si trova spiazzati da un testo difficile da catalogare: non è prosa, non è poesia, non è testo teatrale, pur essendo l’adattamento successivo della prima stesura di ciò che poi diventò “The Lehman Trilogy”, in scena sui palcoscenici di mezzo mondo. Leggi di più a proposito di Qualcosa sui Lehman – Stefano Massini

Il linguaggio della nostalgia II parte

Virginia Calabria continua il suo viaggio nel mondo schizofrenico di Paola; lo fa attraverso l’analisi di un linguaggio fatto di nostalgia, di paura della solitudine e di elementi conducibili all’affetto familiare (mancante, inventato?). Scaricabile gratuitamente dal blog #CasiQuotidiani, l’approfondimento di Virginia nasce durante la preparazione della tesi del master ed ha come location una casa […]

Faber – Tristan Garcia

Non si può non lasciarsi trascinare dal linguaggio altamente evocativo, dalle mille sfumature di questo romanzo in cui la narrativa è solo un pretesto per parlare di filosofia, politica, linguistica, letteratura, denuncia sociale e non so quante altre cose che probabilmente mi sono sfuggite, perché quello di cui ho appena chiuso l’ultima pagina ma la cui copertina non riesco a smettere di guardare è uno dei romanzi più densi e poliedrici che mi sia capitato di leggere. Leggi di più a proposito di Faber – Tristan Garcia

Il linguaggio della nostalgia

Una circostanza sicuramente fortunata per chi si approccia all’analisi della conversazione è costituita dal rendersi conto del valore che hanno i propri dati. Il linguista raccoglie dati di parlato in forma di registrazioni audio e/o riprese video: il setting può essere più o meno formale (da una cena, a una lezione universitaria a un processo in tribunale); il numero dei parlanti può variare da due a indefinito (con la possibilità di situazioni comunicative molto complesse in cui nonostante l’interazione avviene fra molti partecipanti, si assiste spesso a una divisione interna in gruppi separati di parlanti ognuno con un topic che si lega e si distacca da quello che era il topic principale di interazione comune); i dati sociolinguistici dei parlanti (età, sesso, provenienza geografia, istruzione, ecc.) possono essere disomogenei. Leggi di più a proposito di Il linguaggio della nostalgia

Il paese delle prugne verdi – Herta Müller

Come esprimere una realtà tragica, fatta di violenza, orrore, repressione? Herta Müller lo fa al meglio in questo piccolo romanzo ermetico e involuto, scegliendo un linguaggio che tende a nascondere più che a rivelare, ma che nascondendo rivela – molto più efficacemente che con una cruda descrizione -qualcosa che non è possibile descrivere a parole. Leggi di più a proposito di Il paese delle prugne verdi – Herta Müller

Canto della pianura – Kent Haruf

Dopo Benedizione, che mi aveva catturata per lo stile asciutto e la rudezza dei personaggi, leggere questo romanzo mi è sembrato come visitare un’altra cittadina, una Holt raccontata da un altro. È vero che l’atmosfera è sempre quella: sembra di muoversi nella povere delle strade delle campagne statunitensi, ed anche in questo caso, come in […]

Come faccio a capire me stesso? Aldo e la sua schizofrenia

Virginia Calabria ha rivisto Aldo, più volte. Dai loro incontri è nato “un modo”, quello di Virginia, di utilizzare l’Analisi della conversazione come strumento d’indagine per la comprensione di un mondo altro, quello di Aldo, affetto da schizofrenia. Di cosa hanno parlato? Quali modalità ha utilizzato Aldo? Qual è il suo “obiettivo comunicativo”? Quali strumenti […]

Renoir, mio padre – Jean Renoir

Voglio essere chiara fin dall’inizio: pur apprezzando il lodevolissimo lavoro di raccolta di ricordi, la ricchezza di particolari e di notazioni, l’attenta descrizione di persone e luoghi, ho trovato irritante la mancanza di struttura di questo libro. Quella che avrebbe potuto essere una gradevolissima passeggiata insieme ad una grande figura di uomo e di artista […]