La storia del valoroso Luciano Raveggi

Il 12 dicembre 1837 nasce ad Orbetello Luciano Raveggi. Di famiglia senese, il padre si trasferisce in Maremma dove apre un forno. Luciano, malato, nel 1859 (ha 22 anni), scappa a Livorno e si arruola nell’esercito piemontese, combattendo nella sanguinosissima battaglia di San Martino (II Guerra d’Indipendenza). L’anno successivo si imbarca a Talamone diretto in Sicilia dove si unisce alle Camicie Rosse di Garibaldi e partecipa a tutte le battaglie combattute nell’isola: Marsala, Calatafimi, Palermo, Milazzo, fino allo scontro finale del Volturno vicino Caserta.

Particolare dell’affresco nella Sala del Risorgimento, Raveggi sulla sinistra

Per il coraggio dimostrato, Raveggi si guadagna la medaglia al valore e viene congedato con i gradi di sottufficiale e rientra ad Orbetello. I contatti con Siena sono tuttavia frequenti dato che nel 1865 diventa “accademico rozzo”. Il forte senso patriottico lo portano a seguire Garibaldi anche sui campi di battaglia della III Guerra d’Indipendenza, alla guida di un battaglione con il grado di Maggiore.

Sciolto il corpo dei volontari garibaldini, Raveggi si trasferisce definitivamente a Siena, andando ad abitare in via di Città nella casa del nipote Luigi Bordoni. Insignito a Roma del Cavalierato della Corona d’Italia nel 1895, per mano del deputato senese Stanislao Mocenni, Luciano Raveggi muore di polmonite il 29 aprile 1899 e viene sepolto, dopo che le maggiori autorità di Siena e Orbetello e le Associazioni combattentistiche gli hanno tributato molti onori, nel cimitero della Misericordia.

Nella sala del Risorgimento in Palazzo Pubblico si conserva la sua divisa rossa, donata al Comune di Siena da un suo nipote nel 1939 e restaurata in occasione dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Luciano Raveggi è, inoltre, raffigurato nell’affresco, ad opera di Pietro Aldi, che racconta “l’incontro di Teano”.

 

Maura Martellucci

 

 

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Autore dell'articolo: A cura della Redazione

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