La scopa del sistema – David Foster Wallace

Inutile dire che c’è del fascino, in questo libro, ed è indubbio che il giovane David ci sapeva fare con le parole, i pensieri, le riflessioni. Ma forse mi ero creata delle aspettative sbagliate: ho affrontato l’ostacolo con troppa grinta e l’ho scavalcato senza notarlo. Me lo immaginavo più ostico, e invece è stata una lettura “disarmantemente semplice”.

Ora non saprei come fare a dare una valenza positiva al termine che sto per usare, perché l’ho

trovato poco profondo, nel senso che non ho dovuto scavare per trovare il significato, le tracce, i due, tre (ma anche più) piani di comunicazione.

Erano tutti lì, detti e direi spiattellati in faccia al lettore, che si ritrova a dover scegliere da una tavola su cui un pranzo completo dall’antipasto al dolce è servito tutto insieme con una presentazione impeccabile.

E la sottoscritta, lettrice golosa, salta da un piatto all’altro senza riuscire a gustare tutto ciò che vorrebbe perché vede più in là qualcosa che la attira di più.

 

Ariela Faso

 

 

Autore dell'articolo: A cura della Redazione

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