Benedizione – Kent Haruf

Oggi più che mai le parole non mi bastano. Questo autore semi-sconosciuto in Italia, pubblicato da una casa editrice nuova nuova, rischia di diventare il mio preferito di quest’anno.

Haruf non usa mai una parola più del necessario, utilizza questa sua scrittura asciuttissima per tratteggiare un argomento che potrebbe sembrare la solita storia, ma che già dall’incipit dimostra la propria individualità.

La durezza del linguaggio ben si accorda alla rigidità di una piccola comunità chiusa e poco accogliente, alla dura rettitudine del protagonista, uomo tutto d’un pezzo, che non sgarra un centimetro dalle sue convinzioni, e agisce di conseguenza nella certezza di essere nel giusto.

La meraviglia affiora quando ci si accorge che questo stile scarnificato mostra con delicatezza una realtà vivida e multiforme, i personaggi scavati con lo scalpello e i dialoghi perfetti, nell’atmosfera calda e luminosa di un’estate in Colorado. E come una benedizione, i rapporti interpersonali di un ristretto gruppo di persone creano un ambiente protetto per gli istanti finali della vita del protagonista e per il futuro di coloro che gli gravitano intorno.

 

 

Ariela Faso

 

Autore dell'articolo: A cura della Redazione

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