Il “giaciglio” di Santa Caterina scoperto a Capodanno

La notte del 31 dicembre 1700 Girolamo Macchi, Scrittore Maggiore dell’ospedale di Santa Maria della Scala, grazie alle sue ricerche e ai suoi studi, scopre il “giaciglio” nel quale la tradizione vuole che Santa Caterina riposasse quando andava ad assistere poveri e malati.

La scoperta venne fatta in un locale accanto al carnaio, in un’area che dal 1607 era stata assegnata alla Compagnia di Santa Caterina della Notte proprio perché si sapeva che in quelle stanze la santa amava pregare nelle notti che trascorreva all’interno dell’ente ospedaliero.

Girolamo Macchi, come ricorda enfaticamente nelle sue Memorie, identificò lo stanzino che ancora oggi si apre a sinistra dell’oratorio dei Caterinati, vano che al tempo era murato e che lui stesso fece riaprire. La Compagnia di Santa Caterina vi fece subito deporre la propria insegna, la croce nodosa, e nel 1761 vi venne fatta adagiare la statua in terracotta che possiamo ancora ammirare.

 

Maura Martellucci, Roberto Cresti

 

 

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Autore dell'articolo: A cura della Redazione