Dolore – Zeruya Shalev

Niente a che vedere con tutto quello che mi sarei aspettata. Una scrittrice israeliana apprezzata da Amos Oz e spesso paragonata ad Abraham Yehoshua, un titolo durissimo, un argomento profondo: tutto lasciava ben sperare, così non ho avuto dubbi quando l’ennesima offerta lampo si è proposta ai miei occhi, e con curiosa frettolosità non ho esitato a “comprare con un click”.

Il romanzo parte bene con il dolore fisico risvegliato dal ricordo e intensificato dal dolore psicologico. Un attentato, una donna in carriera, una famiglia come tante in una zona a rischio, la vita di tutti i giorni in una terra mai serena. E all’improvviso il crollo: tutta la parte centrale è un romanzetto rosa scadente e mal scritto, ripetitivo e noioso, con l’aggravante di darsi arie da opera impegnata, con i suoi fiacchi tentativi di indagine psicologica e perfino con una stentata vena di debole ironia.

Eppure gli argomenti non mancano: il Terrorismo, i figli adolescenti, l’amore idealizzato e l’amore reale, il desiderio di morte e l’attaccamento alla vita, l’assenza del padre e la madre che salva… Tutti questi temi vengono però frullati in un orrendo, sdolcinato polpettone ripieno di malriusciti tentativi di flussi di coscienza e di flash back poco curati, con uno stile di scrittura veramente sciatto, all’interno di una improbabile storia di amore ritrovato e di tradimento consumato senza eccessivi sensi di colpa.

Per fortuna il tono si risolleva nell’ultima parte, con l’excursus a Tel Aviv e la lotta contro il plagio, condotta con intensità e passione, ridando qualche energia a questa stanca lettrice che, grata di essere stata tirata fuori da una palude di melassa gelatinosa, è disposta a perdonare con un sospiro la – a dir poco inverosimile – facilità con cui si raggiunge la vittoria conclusiva e il persistente retrogusto dolciastro che non svanisce neanche nel finale.

Ariela Faso

 

Autore dell'articolo: Simona Merlo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *