Cioccolato, che bontà!

È nell’America centrale che bisogna andare per conoscere la storia del cacao, famosa pianta dai frutti afrodisiaci: si narra che Montezuma, nel cui harem aveva 600 donne, ne consumasse 50 tazze al giorno…

Fu Cristoforo Colombo il primo straniero a ricevere in dono il cioccolato, il quale però non mostrò molto entusiasmo poiché la bevanda era qualcosa di completamente diverso da quello che noi ora chiamiamo “cioccolata”: era un succo denso e amaro aromatizzato con pepe e peperoncino.

All’inizio del XVII secolo, dopo che fu aggiunto lo zucchero, il cioccolato e la bevanda che se ne ricavava destò l’interesse degli europei. In effetti, il cioccolato come lo si mangia oggi è una realizzazione piuttosto recente: nel 1879 lo svizzero Rud Lindt inventa il concaggio, l’operazione che toglie l’acidità al fondente. Dalle fave di cacao si estraggono i semi, questi vengono fermentati, tostati e macinati. Da tali operazioni viene infine prodotta la pasta di cacao che, a sua volta, può essere separata in Burro di Cacao e Cacao in polvere.

Nella produzione del cioccolato si parte direttamente dalla pasta di cacao che viene amalgamata con zucchero, vaniglia ed altri aromi mediante una lunga miscelazione detta concaggio, molto delicata, che può durare anche dei giorni, in cui il cioccolato si “tempera”. In seguito il composto viene versato in apposite forme scaldate su un tavolo oscillante e fatte raffreddare, poi avvolte nella carta stagnola per proteggerle dall’umidità.

Diversa la preparazione del cioccolato a freddo, tipico di Modica (RG), in cui il cioccolato non viene temperato, ottenendo un prodotto più granuloso ed integrale, che mantiene tutti i benefici nutritivi del cacao d’origine.

(fonte Dr Giuseppe Geraci Biologo-Nutrizionista)

#LoackerCioccolato2018 

 

Autore dell'articolo: Simona Merlo

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