La venere di Urbino – Bernard Malamud

Innegabile la perizia tecnica di Malamud, che in questo breve romanzo composto da sei racconti raccoglie tutti gli stili, tutti gli stereotipi, tutte le stravaganze e tutti i riferimenti artistici che riesce a riunire: troppo contenuto, secondo me, per una struttura che a volte scricchiola rischiando di cedere.

Il personaggio principale, necessariamente mutevole e direi quasi camaleontico, è tutto tranne che ben delineato, ma gli si riconosce una costanza nella ricerca del proprio posto in un mondo che, comunque sia, lo vede come estraneo e diverso, un mondo aggressivo che assume di volta in volta caratteri gotici, barocchi, rinascimentali.

Nonostante le evidenti pecche, la mancanza di unità, gli scivoloni stilistici, questo romanzo ha un suo particolare fascino che risiede soprattutto nelle descrizioni delle città d’arte, nella forza evocativa di un personaggio-simbolo che nonostante i fallimenti trova forza e consolazione nella ricerca della bellezza, salvezza nell’espressione dell’arte.

 

Ariela Faso

Autore dell'articolo: Simona Merlo

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