María Gracia de Pedro, la nuova interprete dell’Arte contemporanea

Intervista // Entrevista a María Gracia de Pedro

I lettori di #CasiQuotidiani sanno ben poco di te: chi è María Gracia de Pedro e di che cosa si occupa oggi?
Mi occupo di arte contemporanea e, più nello specifico, della promozione di artisti che si trovano all’inizio del proprio percorso artistico. L’interesse verso il mio attuale campo di lavoro è nato al terzo anno della laurea presso la facoltà di Belle Arti all’Università di Saragozza, in Spagna, quando ho avuto la possibilità di fare un’esperienza all’estero grazie ad una borsa Erasmus e sono andata all’Accademia di Belle Arti di Palermo. In quell’anno, mi resi conto che la mia produzione artistica non era la cosa più importante per me, ma ciò che mi affascinava davvero era contribuire allo sviluppo delle opere dei miei colleghi. Ecco perché, nell’ultimo anno di università, insieme ad alcuni amici abbiamo creato un’associazione per dare il nostro supporto e aiutare la “diffusione” di artisti contemporanei. Durante quegli anni di formazione mi resi conto, quindi, delle difficoltà che i neo-laureati devono affrontare dopo gli studi e così decisi di frequentare un master in “mercato dell’arte”, di viaggiare e cominciare a lavorare direttamente nelle gallerie d’arte contemporanea per conoscere il mercato dall’interno. Questa voglia d’imparare mi ha portato di nuovo in Sicilia dove un tirocinio post-laurea nella galleria d’arte Francesco Pantaleone Arte Contemporanea è stato il primo, ma fondamentale, step del percorso che mi ha portato al punto in cui sono adesso. Dopo circa due anni vissuti a Palermo, decisi di trasferirmi a Londra: avevo tantissima fame di conoscere, di capire come funzionava il mercato dell’arte là, ed anche voglia di vivere in una città diversa, con tantissimo desiderio di imparare e crescere condividendo il tempo con artisti, curatori e gestori culturali che hanno contribuito ad arricchire la mia esperienza all’estero. Dopo Londra, dove ho sviluppato le mie conoscenze da waterside contemporary, sono andata a Bilbao, poi a Santander, fino ad arrivare a Madrid, dove adesso vivo e lavoro sebbene io mi consideri una persona che “non appartiene a un luogo fisso”, e infatti collaboro sempre con aziende e associazioni che sono in diversi Paesi. Ancora oggi, penso sia stata ed è la mia più grande fortuna quella di aver trovato un “punto di equilibrio” da cui poter sviluppare progetti in luoghi diversi, imparando comunque tanto da ciò che mi circonda. Sul mio percorso ho anche trovato persone bellissime con le quali continuo a condividere molte esperienze che spero mi porteranno a muovermi sempre meglio in questo splendido ambito professionale.

Los lectores de casiquotidiani saben muy poco de ti: ¿Quién es María Gracia de Pedro y de qué se ocupa a día de hoy?
Me ocupo de arte contemporánea, más en lo específico, de la promoción de artistas que están comenzando su trayectoria artística. Mi interés comienza cuando estudio Bellas Artes en la Universidad de Zaragoza, España, más en concreto, en el tercer año de carrera, cuando realicé una experiencia en el extranjero gracias a una beca Erasmus en la Accademia di Belle Arti di Palermo, en Sicilia. En aquel año, me doy cuenta que mi propia producción artística dejaba de ser lo principal, y que lo que más me fascinaba era contribuir al desarrollo de las obras de arte de mis compañeros. Quizás por eso, en el último año, con unas amigas de la universidad creamos una asociación con la intención de contribuir a la ayuda y difusión de artistas contemporáneos.
Durante estos años de formación me doy cuenta de las dificultades a las que se enfrentan los recién graduados y decido estudiar un máster en mercado del arte, viajar, y comenzar a trabajar directamente en galerías de arte contemporáneo para comprender el mercado del arte desde el interior. Estas ganas de aprender me llevan de nuevo a Sicilia, donde unas prácticas Leonardo en la galería de arte Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, serán imprescindibles para mi carrera profesional.
Después de casi dos años viviendo en Palermo, decido trasladarme a Londres, tengo mucha “hambre” de comprender cómo funciona el mercado del arte allí, y evidentemente también la posibilidad de vivir en una ciudad diversa, con muchas ganas de aprender y crecer, compartiendo el tiempo con artistas, comisarios y gestores culturales que han contribuido a mi experiencia en el extranjero. Después de Londres, donde desarrollo mis conocimientos en waterside contemporary, marcho a Bilbao y a Santander, hasta Madrid, donde vivo y trabajo ahora. La verdad es que no considero que pertenezca a un lugar fijo, ya que colaboro (y trabajo) con empresas y asociaciones que se encuentran en diversos países. Todavía hoy pienso que la mayor fortuna, ha sido el encontrar un balance entre lugares diversos, aprendiendo de todo aquello que me rodea, encontrando tantas personas increíbles en el recorrido, así como el haber experimentado a compartir experiencias y aprendido a ser más profesional.


Quali sono gli artisti con cui hai lavorato nell’ultimo periodo e che ti hanno lasciato un segno distintivo, un messaggio degno di condivisione?
Sono stata fortunata perché ho lavorato con artisti con cui sono anche diventata amica durante la produzione/realizzazione dei progetti. E per me è una cosa veramente importante avere un rapporto trasparente con gli artisti con cui lavoro. Inoltre, grazie alle varie esperienze accumulate, ho anche sviluppato progetti di coordinazione con artisti “mid-career”.
La mia ricerca dottorale si sviluppa attorno agli artisti emergenti e alla loro capacità di entrare dentro al mercato dell’arte contemporanea. Perciò molti dei creatori con i quali ho lavorato sono della mia stessa generazione ed è più semplice per me lavorare con loro perché abbiamo le stesse preoccupazioni sociali, politiche, etc. Da quando ho capito il funzionamento del mercato dell’arte, ho tentato di avvicinarmi ad artisti la cui pratica m’interessa e che siano “svegli”; a me piace moltissimo contribuire al percorso artistico degli artisti, ma ho bisogno anche di vedere il loro impegno, di capire che non vogliono perdere il loro tempo. In tal senso, ecco alcuni artisti con cui ho lavorato o con cui sto preparando dei lavori futuri o alcuni nomi di artisti con cui mi piacerebbe lavorare presto: Alexander Duncan, Abel Jaramillo, Gala Knörr, Bianca Bondi, tanto per menzionarne qualcuno.

Alexander Duncan, Wake, Maritime Museum of Ría Bilbao, Bilbao, Spain. 2017 (courtesy Alexander Duncan)
Alexander Duncan, Wake, Maritime Museum of Ría Bilbao, Bilbao, Spain. 2017 (courtesy Alexander Duncan)

¿Cuales son los artistas con los que has trabajado en el último periodo y que te han dejado una señal diferente, un mensaje digno de compartir?
Me considero con suerte porque he trabajado con artistas, con los que hemos forjado una amistad durante la producción de los proyectos. Para mí esto ha sido (y es), verdaderamente importante, tener una relación transparente con los artistas con los que se trabaja. Aunque gracias a mi experiencia he trabajado también en proyectos de coordinación con artistas establecidos, mi investigación doctoral se desarrolla entorno a los artistas emergentes y su capacidad de adentrarse en el mercado del arte contemporáneo. Es por eso, que muchos de los artistas con los cuales he trabajado pertenecen a mi generación, y me es más sencillo también trabajar con ellos porque compartimos las mismas preocupaciones sociales, políticas, etc.

Desde el momento en el que he comprendido el funcionamiento del mercado del arte contemporáneo he intentado siempre acercarme a artistas cuya práctica artística me interesa, y también que sean espabilados, me reconforta poder contribuir al desarrollo de los artistas, pero también necesito comprender que ellos no quieren perder el tiempo. Si tengo que mencionar artistas con los que he trabajado, preparo proyectos o que me gustaría organizar pronto, podrían ser Alexander Duncan, Abel Jaramillo, Gala Knörr o Bianca Bondi, por mencionar alguno de ellos.

Raccontaci le città europee e non per te più vivaci dal punto di vista artistico che non solo gli addetti ai lavori ma tutti dovrebbero visitare almeno una volta nella vita.
Penso che Londra (finché rimane dentro l’EU) sia la città immancabile tra quelle da visitare. Ne ho goduto sia come turista, in diverse occasioni, che come lavoratrice sul territorio e credo veramente che la quantità di spazi artistici a disposizione sia enorme e molto variegata. Negli ultimi anni sono stata anche a Bruxelles in occasione della settimana di Art Brussels: l’offerta artistica della città, che va dai musei più antichi agli spazi contemporanei, è davvero incredibile. Inoltre è vero che negli anni scorsi si parlava moltissimo di Berlino come meta di tanti artisti e ora sembra che “la moda” stia cambiando verso Lisbona. Nella bellissima capitale del Portogallo stanno nascendo progetti molto interessanti come “Emerge” o l’artist-run-space “Las Palmas”. Per le città “non europee”, anche se può sembrare un’ovvietà, consiglio New York poiché è finora la città artistica dove più spazi d’arte convivono e, altro aspetto molto importante, dove tantissime persone, non solo i turista, frequentano i musei ogni giorno.

Cuéntanos las ciudades europeas y no, que para ti son las más vivas del punto de vista artístico y que no sólo los trabajadores del mundo del arte deberían visitar por lo menos una vez en la vida.
Pienso que Londres (hasta que esté dentro de Europa), es la ciudad que no puedes olvidarte de visitar. He tenido la oportunidad de disfrutarla, sea como turista en diversas ocasiones que como trabajador en el territorio y creo que la gran oferta de espacios artísticos a disposición del público es muy variada. También en los últimos años he estado reiteradamente en ocasión de la semana de ArtBrussels en Bruselas y la variedad artística de la ciudad, que va desde museos antiguos a espacios contemporáneos es sorprendente. Si que es verdad que antes se hablaba mucho de Berlín, como esa ciudad donde todos los artistas se trasladaban, y ahora parece que esa “moda” está moviéndose hacia Lisboa. Fantástica ciudad donde están naciendo proyectos muy interesantes como “Emerge” o espacios de proyectos gestionados por artistas (artist-run-space) como “Las Palmas”.
De aquellas ciudades no-Europeas, mencionaré Nueva York, parece una obviedad, pero es hasta ahora la ciudad artística donde más espacios artísticos conviven, y también una parte importante, donde tantas personas frecuentan los museos cada día, no solamente los turistas sino también los locales.

Tra i progetti a cui stai dedicando la tua attenzione c’è HIATO PROJECTS di cui ci ha parlato brevemente l’artista Alessandro Leggio: puoi aggiungere qualcosa sul funzionamento e sugli obiettivi della piattaforma?
Dopo aver trascorso molti anni lavorando per gallerie commerciali, ho capito che il mio interesse principale sul mercato dell’arte è per gli artisti emergenti. Molte volte la parte commerciale del mercato ti impedisce di concentrarti sugli artisti giovani perché ci sono tante, troppe spese da coprire e loro hanno ancora prezzi bassi.
HIATO PROJECTS nasce come piattaforma sulla quale evidenziamo settimanalmente la pratica artistica di un artista contemporaneo scegliendo e pubblicando sei fotografie del suo lavoro. Per noi è importante che gli artisti scelgano sei lavori o progetti con cui si identificano. Molte piattaforme presenti sui social media spesso prendono le opere degli artisti senza chiederne l’autorizzazione, o anche quando chiedono il “permesso”, l’artista viene messo un po’ da parte. Per noi, invece, è importante stabilire un rapporto con gli artista, anche se delle volte rimane virtuale; bisogna che ci sia una conversazione, un legame. Non avrebbe senso in un’altra maniera. Alla fine, e stiamo cominciando solo ora, scegliamo artisti in cui crediamo, ma è necessario che anche loro “credano” in quello che stiamo facendo.
Al momento il nostro è un progetto digitale; si tratta però di un primo step di un progetto che speriamo possa avere uno spazio fisico di referenza.

Entre los proyectos a los cuales estás dedicando tu atención está HIATO PROJECTS, del cual nos ha ya hablado brevemente el artista Alessandro Leggio. ¿Podrías añadir algo más sobre el funcionamiento y los objetivos de la plataforma?
Después de años trabajando para galerías comerciales, he comprendido que mi interés principal en el mercado del arte se encuentra en los artistas emergentes. Muchas veces en la parte comercial del mercado no puedes concentrarte solamente en aquellos jóvenes, sobretodo por los gastos existentes a cubrir, imposibles con ellos porque todavía el valor de las obras es medio.
HIATO PROJECTS nace como una plataforma donde cada semana se evidencia la práctica artística de un artista contemporáneo a través de seis fotografías de su trabajo. Para nosotros es importante también que los artistas elijan los seis proyectos con los que se sienten identificados. Habíamos visto numerosas plataformas en las redes sociales que cogen directamente las obras de los artistas sin pedir permiso, o cuando lo piden, el artista siempre se queda desplazado, no participa más en la relación. Para nosotros es importante establecer una relación aunque sólo sea virtual, pero que exista una conversación, un enlace. No tendría ningún sentido de otra manera. Al final, estamos comenzando, elegimos esos artistas a los que creemos, y también ellos tienen que “creer” en lo que hacemos nosotros.
Actualmente, esto es una plataforma digital, y un primer paso de un proyecto que esperamos pueda tener un espacio físico de referencia.

Qual è stato il primo artista con cui tu ed Alessandro avete inaugurato HIATO PROJECTS? Esistono dei parametri o un criterio di selezione particolari?
L’artista di “apertura” di HIATO PROJECTS è stata Virginia Gamna, artista italiana con base a Parigi, per la quale entrambi sentivamo una fascinazione incredibile. La prima volta che abbiamo visto il suo lavoro è stato grazie al progetto curatoriale “Curate It Yourself”; Alessandro (www.alessandroleggio.com) ed io conoscevamo gli organizzatori da una partecipazione alla fiera “Poppositions” a Brussels dove avevano, in effetti, una proposta curatoriale molto ricercata con la vendita di edizioni di artisti, ognuno nella sua chiavetta. Due di loro, Pietro Della Giustina e Claudia Buizza, con base a Parigi, mi hanno dato una mano per farmi incontrare artisti emergenti a Parigi e poter vedere i loro studi. Gamna era una di loro.
I parametri che seguiamo si basano sempre sui nostri gusti teorici e anche estetici. Non faremmo mai “featuring” di un artista del quale non compreremmo un’opera né tantomeno organizzare una mostra: fa parte della nostra filosofia.

Virginia Gamna, La Lune. 2012 (courtesy Virginia Gamna)
Virginia Gamna, La Lune. 2012 (courtesy Virginia Gamna)

¿Cuál ha sido el primer artista con el que tú y Alessandro habéis inaugurado HIATO PROJECTS? ¿ Existen parámetros o un criterio de selección particular?
El primer artista con el que comenzamos  HIATO PROJECTS ha sido Virginia Gamna, artista italiana residente en París. Ambos sentíamos una fascinación increíble por sus obras de arte. La primera vez que vimos su trabajo fue gracias al proyecto curatorial: “Curate It Yourself”, los conocía por una participación de ambos en la feria Poppositions en Bruselas, donde ellos tenían una propuesta curatorial muy cuidada, con la venta de ediciones limitadas de artistas, cada uno en un pen drive. Dos de ellos, Pietro Della Giustina y Claudia Buizza, que residen en París, me ayudaron a buscar artistas emergentes allí y poder ver los estudios, Gamna fue una de ellos.
Respecto a los parámetros a seguir son siempre en base a nuestras precedencias y gustos teóricos y también estéticos. Nunca haremos un “featuring” de un artista del cual no compraríamos una obra de arte o no haríamos una exposición, es parte de nuestra filosofía.

Infine quali sono i progetti futuri di cui ci puoi anticipare qualcosa?
Per il momento sto lavorando alla presentazione dello stand di JosédelaFuente nella fiera ARCO a Madrid, dove ci sarà una collaborazione senza precedenti tra gli artisti Bianca Bondi e Marco Montiel-Soto, frutto della profonda relazione teorica e concettuale tra i loro discorsi. Entrambi gli artisti sviluppano i loro lavori a partire dalla riflessione sulle conseguenze che il passaggio del tempo e l’intervento umano hanno sull’ambiente, sugli oggetti e sulle società. Da sottolineare anche la mostra personale al CDIS in Santander dell’artista tedesca Mathilde ter Heijne con la proposta “Woman to go”, attiva dal 2005, dove l’obiettivo è far “visualizzare” la figura di donne non riconosciute. E la continuazione di una serie di interviste ad artisti e lavoratori del mondo dell’arte contemporaneo attraverso Daily Lazy

¿Cuáles son tus proyectos futuros de los que nos puedes avanzar algo?
Por el momento estoy trabajando en la presentación del stand de JosédelaFuente en la feria de arte contemporáneo ARCO en Madrid, donde se presentará una propuesta de los artistas Bianca Bondi y Marco Montiel-Soto, fruto de una profunda relación y no, teórica y conceptual de sus discursos. Ambos realizan una reflexión sobre las consecuencias que el paso del tiempo y la intervención humana tienen en el ambiente, sobre los objetos y la sociedad.
La exposición individual en el  CDIS de Santander de la artista Mathilde ter Heijne con la propuesta “Woman to go”, trabajo activo desde el 2005, donde pretende visualizar la figura de las mujeres no reconocidas en el pasado, en la época del daguerrotipo. Continuaré también con una serie de entrevistas a artistas y trabajadores del mundo del arte contemporáneo a través de Daily Lazy.

 

Autore dell'articolo: Simona Merlo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *