Arbitrarietà non solo del linguaggio

L’aderenza al frame teorico dell’Analisi della Conversazione comporta un corollario di scelte metodologiche: la trascrizione rientra fra quelle fondamentali, configurandosi addirittura come «un momento importantissimo del lavoro di un analista della conversazione. Grazie al lavoro di trascrizione che diventiamo sempre più vicini all’interazione che vogliamo studiare, che diventiamo sempre più attenti ai fenomeni che costituiscono questa interazione» (Fele, 2007: 131). Annotare il testo, nella fase di trasposizione da audio (registrazioni) a versione cartacea, presuppone una sorta di pre-analisi che il trascrittore compie nell’atto di trascrivere. Il procedimento è soggetto inevitabilmente alle scelte arbitrarie del trascrittore, ma è evidente che l’esistenza di un insieme di convenzioni di trascrizione condivise permette la condivisione dell’orizzonte ermeneutico.

Le convenzioni adottate (il documento Trascrizione lo potete scaricare dal blog #CasiQuotidiani in ogni momento) sono quelle di Jefferson 2004, essenziali per una fruizione della trascrizione sia da parte di esperti che di meno esperti, perché chiare al primo impatto grafico: il testo resta sempre leggibile nonostante sia intramezzato da simboli. Oltre a ciò, il sistema Jefferson è largamente usato negli studi di AC, per cui un corpus può essere sempre paragonato e riutilizzato in un sistema di riferimento ampio.

Virginia Calabria

Autore dell'articolo: Simona Merlo

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