Due gelati, i miei nipoti e torno bambina

Una delle cose che amo di più al mondo è fare la zia. Ho due nipoti, la più grande ha 9 anni ed il piccolo quasi 2. Mi piace definirmi una zia non-convenzionale per almeno due motivi. Il primo è che vivo a più di cinque ore di distanza dai miei amati nipotini e quindi non me li posso spupazzare quanto vorrei; il secondo è che non mi comporto quasi mai da zia. Non fraintendete! I bambini adorano stare con me ed io adoro stare con loro quando ne ho la possibilità, ma anziché insegnare ad essere perfettamente educati, il più delle volte mostro come si fanno le facce buffe o i giochi stupidi, cose così insomma, ma non ditelo in giro perché proprio non dovrei. I miei nipoti poi mi imitano sempre, ma vabbè…

Fare la zia mi riempie di gioia. Sarà anche perché assumendomi certe responsabilità mi sento importante, ma la verità è che stare con loro per me è troppo divertente: torno bambina. Ritorno a scoprire la gioia di avere tanti fogli bianchi da colorare con mille colori o di trovare il giusto outfit per Barbie in vista del suo appuntamento con Ken nel Castello Magico. Balliamo insieme come pazzi. Spesso, invece, dei cartoni scegliamo di guardare in tv i video musicali e così creiamo delle coreografie da urlo, assurde. Proprio pochi giorni fa, quando sono andata a trovarli, mi sono ritrovata prima sul pavimento ad imitare le movenze del più piccolo, poi a fare le piroette. Una ballerina d’alta classe, non c’è che dire, che si dimentica di essere tale quando riprende la routine quotidiana.

Un’altra cosa che mi fa ridere da morire è la condivisione del cibo. Con la più grande non ci sono problemi a meno che non si tratti di una fetta di torta al cioccolato, e solo in quel caso inizia una guerra vera e propria per conquistare il tanto agognato dolce. Con il piccolo invece è diverso. Ad esempio, dopo essere stati al parco, l’ho portato in gelateria. Era un pomeriggio davvero caldo e mi sono detta: “Perché no?”. Io ho scelto un gelato con due gusti fantastici, due prelibatezze: torta al cioccolato e pistacchio. Per lui, invece, sotto puntuale raccomandazione della mamma, solo crema e yogurt alla mela. Un accostamento che non mi ha fatto impazzire (anzi direi proprio orribile) però è un bambino ed i gusti troppo cioccolatosi mi/gli erano vietati. Fatto sta che dopo dieci minuti, io mi sono ritrovata a contemplare e a non poter mangiare i suoi gusti tremendi (mi sentivo di una tristezza inenarrabile) mentre lui si è divorato il mio fantastico cono, scelto con cura e con amore. E in più anche la beffa: ripeteva “Gnam” ad ogni boccone come per dire “zia complimentoni per i gusti che hai scelto TU e che sto mangiando IO”. Una ferita ancora aperta.

Ma era felice, balbettava qualcosa in una lingua strana, seduto al tavolino per bambini dove, a forza, mi sono inserita anch’io e ci siamo intrattenuti parlando dei massimi sistemi. Ed era felice. Ed io ero felice come lui, con lui.

Mia nipote, “la grande”, la considero più una sorella. Mi sento, infatti, come se fossi sua sorella maggiore e non sua zia. Io non ho avuto la fortuna di avere una sorella e mi piace questa nuova versione di me, inedita direi, che utilizzo quando sono insieme a lei. Mi parla di questioni personali che ai genitori non racconta, soprattutto di ragazzini di cui è innamorata, o di amiche che si comportano male con lei. Ogni estate ci prendiamo un giorno interamente per noi, dalla mattina alla sera, per andare al parco giochi dove mi obbliga ogni volta a salire sulle montagne russe ed io ogni volta ripeto a me stessa “ma chi me l’ha fatto fare”. Andiamo al parco, andiamo a correre, facciamo colazione in un bar che prepara pancakes giganti, andiamo al cinema e litighiamo anche!

I miei nipotini sono parte del mio cuore, sono dei piccoli esseri umani che grazie alla loro vivacità ed ingenuità mi regalano la possibilità di tornare piccina. Di estraniarmi dalla realtà, dalle ansie, dalla monotonia della vita e di ridere senza pensare a niente. Sarà che crescendo mi accorgo sempre più che la vita non è uno spasso. Affatto. In un periodo così strano per me, dove a breve si concluderà un capitolo importante, l’ansia mi pervade. L’entusiasmo di un nuovo futuro si è sostituito all’inquietudine di un avvenire misterioso sul quale per la prima volta non ho il controllo. Ma con loro sto bene.

Ho passato davvero pochi giorni in loro compagnia ma mi hanno aiutata a scrollarmi di dosso tutta la pesantezza di questi ultimi mesi. Mi sono dimenticata di “essere” triste, ansiosa, preoccupata. Ero felice. Ma domani ritornerò alla mia quotidianità, ad essere la Me di sempre. Ma domani ritorno, e con me porto via dei dolci momenti.

Martina Russo

Autore dell'articolo: Simona Merlo

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