Se Dante fosse vissuto ai giorni nostri

“Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una metro oscura,
ché la diritta via per il Bosco Verticale era smarrita”.

Difficile negarlo, quante volte abbiamo pensato di poter vivere anche solo per pochissimo tempo in epoche passate? C’è chi predilige gli anni ’50 per poter rivivere i movimenti sociali rivoluzionari, chi nella Roma Imperiale (sperando di rinascere patrizio ovviamente). C’è chi addirittura si proietta nel futuro, immaginandosi una realtà fatta di auto volanti, teletrasporto, in cui le persone si manifestano attraverso le proiezioni olografiche. Io invece mi soffermo su altro. Una specie di gioco o passatempo che mi aiuta spesso a svagarmi un po’… quello di pensare a come potrebbero vivere i personaggi che hanno segnato la nostra Storia se fossero vissuti ai giorni nostri. Nell’epoca dei Millennials, degli smartphone, della realtà aumentata; delle sorelle Kardashian alla tv, della classe politica a tratti tragi-comica, dei social network e dei selfie. Immaginiamo insieme. Immaginiamo se Dante Alighieri fosse vissuto ai giorni nostri ritrovandosi a scrivere la Divina Commedia oggi.

Dante Alighieri, classe 1990, è uno studente fuori corso ormai da troppi anni. Di quelli del tipo “che triennale è se non finisce in 7 anni?”. Ansioso, vegano-crudista, sviene spesso per mancanza di ferro e vitamina B12. Ovviamente, la strada smarrita che deve raggiungere è la tanto agognata laurea. Radical Chic ovviamente.

Nel percorrere questo viaggio, Dante sarà accompagnato dal suo maestro Virgilio, una guida, un punto di riferimento che critica con saggezza e risolutezza, accoglie e conforta: protettore e mediatore per Dante. L’Antonio Conte della nostra politica italiana: compare e scompare.

Quali saranno le figure illustri che i due incontreranno nel loro percorso, smarrite anch’esse? Tra le personalità più importanti, troviamo Paolo e Francesca, o meglio i Brangelina della situazione. Galeotto fu il film Mr & MrsSmith. Povera Jennifer Aniston, chissà se sono rimasti davvero Friends, lei e Brad. Due amanti passionali ma poco fedeli, conosciutisi su Tinder. Cosa cantava Beyoncé? To the left, to the left…right?

 

Ciacco, detto il Goloso. Nome d’arte di Robert Baratheon: cibo (e vino a volontà). Nelle sue Instagram Stories, Dante gli attribuisce l’aggettivo di “porco”. In realtà Ciacco si definisce Curvy, non accetta i classici stereotipi sull’uomo magro e palestrato. Tuttavia, segue una cura dimagrante che si traduce in beveroni proteici FitTea durante il giorno, a merenda lasagna della mamma e a cena peperonata. Tra i due si cela una velata antipatia: Ciacco il goloso era il compagno delle medie di Dante. Il suo “posso mangiare un pezzo del tuo panino” si trasformava in “Attento, quello è il mio dito!”.

Poi c’è Ulisse, per Dante il simbolo della Follia. Un uomo, un mito che si è spinto oltre i limiti dettati dall’alto. Paragonato ad un personaggio odierno, non mi viene in mente che Elon Musk, CEO di Tesla, papà di PayPal e del progetto SpaceX. Per lui le colonne d’Ercole non esistono e se per i Maneskin, Marlena deve tornare a casa lui è già pronto per andare su Marte. Per Dante, Elon è il classico Nerd smanettone che si chiude in biblioteca per tutto il giorno anziché fare aperitivo in Piazza Affari.

A parte questa parentesi divertente, mi capita spesso di soffermarmi a pensare sulle epoche passate in cui avrei voluto vivere, anche solo per un po’. Consapevole del fatto che l’indice di mortalità non era dei migliori rispetto all’aspettativa di vita di oggi, resto comunque affascinata dall’Età Rinascimentale italiana. Quella nuova corrente artistico-culturale che ha elevato l’uomo al cielo, spezzando le catene che lo imprigionavano a terra. I secoli bui ed oscuri erano finiti e nuove scoperte, nuove correnti letterarie e di pensiero, si facevano strada per illuminare l’umanità. Questa nostalgia di un passato innavigato nel quale vorremmo rivivere in qualche modo si traduce nella sindrome dell’epoca d’oro, quel melanconico pensiero che ci svolazza nella testa e ci fa proiettare in un tempo passato. Un senso anche di dis-appartenenza ad un presente troppo stretto in cui i nostri desideri non possono essere realizzati. Woody Allen nel film “Midnight in Paris” non fa altro che dimostrare, nella stupenda cornice parigina, quest’inquietudine del cuore e della mente. E se questa sensazione non fosse che un lascito, un ricordo di una vita passata? Un flashback emozionale che ci tiene ancorati ad un passato glorioso?

E voi, in quale epoca vorreste vivere?

 

Martina Russo

Autore dell'articolo: Simona Merlo

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