“YOU”, il riflesso di una piaga sociale

Da settembre 2018, Netflix ha reso disponibile sulla sua piattaforma una delle serie più
coinvolgenti e a tratti drammatiche dell’anno. “You” racconta di Joe, del suo amore per i libri e del
suo amore folle ed impetuoso per Beck: lui è un ragazzo docile, premuroso e colto; lei, problematica e
alla ricerca perenne del suo posto nel mondo. Ma Beck scoprirà ben presto che cosa nascondono
quel viso dolce e quelle calde premure. Joe è forse un sociopatico, un assassino malato d’amore? Di certo la storia ci racconta via via di uno stalker molto furbo con manie di protagonismo. Sarà così?

La storia di Joe e Beck non è così distante dalla realtà in cui tutti noi, uomini e donne, viviamo. “You” descrive abilmente quanto sia malato e perverso l’amore del ragazzo e, al contempo, in che modo un sentimento così nobile venga strappato alle sue radici benevole e trasformato in paura. Analizzata in chiave attuale, Joe rappresenta la minaccia dello stalker in tutte le sue forme, dall’inizio alla fine. Dapprima e solo in apparenza innocuo, il suo personaggio si evolve riuscendo ad occupare sempre più spazio nella vita della ragazza fino ad impadronirsi della sua libertà e a manipolare lei e chi le sta intorno.“YOU” non è altro che una chiara radiografia di una piaga sociale che fa fatica ad arrestarsi. Lo
stalking, così come altre forme di reato volte a danneggiare l’integrità fisica e mentale della
persona, è un fenomeno sempre più diffuso e molto pericoloso.

Stalking in Italia: quali sono i dati?
Dall’ultima elaborazione ISTAT sui dati ottenuti dal Ministero dell’Interno, è stato stimato che il
21,5% delle donne italiane fra i 16 e i 70 anni (pari a 2 milioni 151 mila) abbia subito
comportamenti persecutori da parte di un ex partner. Il dato più inquietante è che il 78% delle
vittime non si è rivolta ad alcuna istituzione e non ha cercato aiuto presso servizi specializzati. Una
su due ha affermato di non averlo fatto perché ha gestito la situazione da sola. Ma non sono
solamente le donne ad essere soggette a minacce e stalking: dal 2014, la percentuale di vittime di sesso maschile è in crescita, confermando che lo stalking è un reato ed un problema sociale che
colpisce tutti senza distinzioni. Uomini e donne – quest’ultime in maggioranza – sono le vittime di abusi e violenze psico-fisiche. Ma di chi è la colpa? Dall’analisi dei dati ISTAT non è possibile far emergere una fascia specifica di soggetti “propensi” a commettere tale tipo di reato; lungi da me accusare chiunque e su queste accuse a costruire nuovi fenomeni allarmisti o di propaganda, sono certa che il vero colpevole sia la società intesa come sistema (fallimentare?) che dovrebbe tutelare tutti coloro che vi sono all’interno.

Chi si sente in diritto di ledere la libertà altrui guarda alle donne e agli uomini dei propri desideri (che siano ex o futuri partner non importa) come ad un oggetto; uno dei problemi legati ai comportamenti di stalking, a mio avviso, è proprio causato dalla totale mancanza di educazione al rispetto dell’altro. Capire che la persona che si ha davanti ha un cuore e una mente che funzionano e non solo gambe ed occhi da ammirare e/o da possedere è alla base di un rapporto sano costruito sul rispetto reciproco e sull’amore, quello che “non fa male”. Reputare una donna o un uomo personalissimi oggetti del desiderio da perseguire in modo maniacale e perverso è lo stesso “gioco” che fa Joe e nonostante la serie tv a tratti possa sembrare fin troppo “montata”, non si può certo dire che eventi simili non capitino nella vita reale.

Be careful!

 

Martina Russo

Autore dell'articolo: Simona Merlo

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