Perché leggere “Il Palio di Siena. Una festa italiana”, il nuovo libro di Duccio Balestracci

Dopo aver ascoltato un’articolata presentazione sul nuovo e quanto mai interessante libro del professore Duccio Balestracci – “Il Palio di Siena. Una festa italiana”, edito da Laterza -, e aver colto tutta l’elettricità che si respira in città a ridosso del Palio del 2 luglio, rifletto su questa dimensione di una festa italiana (per l’appunto), eppure unica.

Il mio divagare è stimolato proprio dal recente lavoro di Duccio Balestracci, il cui libro si propone come cantiere di riflessione su alcuni punti che meritano di essere di nuovo messi sotto la lente di ingrandimento della decodificazione. “Il Palio di Siena. Una festa italiana”, infatti, non è l’ennesima narrazione della vicenda storica del Palio, piuttosto è un libro che incoraggia a fare domande, che favorisce la curiosità e che offre importanti approfondimenti. Ad esempio che cos’è la Contrada? In che modo nasce, e come si trasforma il senso stesso della parola “contrada”?  E ancora: il Palio che è una festa senese, fatta dai senesi, per i senesi in quale misura ricapitola e sillogizza un patrimonio ludico-festivo che altrove si è perduto e che invece qui, a Siena, si è mantenuto? perché per l’appunto a Siena si è mantenuto e altrove no?hi

In relazione alle domande sulla Contrada, fondamentali gli studi di Giuliano Catoni, Aurora Savelli, Giovanni Mazzini, Enzo Mecacci che hanno “aperto voragini” in un lemma troppo a lungo letto in modo sbrigativo e, quindi, errato. In questo libro, l’autore cerca di sistematizzare le varie suggestioni interpretative e di tracciare una mappa del percorso fatto, nei secoli, da questo concetto.

E ancora: quanta traccia hanno lasciato sul Palio e sulle Contrade le onde d’urto della “grande” Storia? Quella del disciplinamento delle coscienze e dei comportamenti post-tridentina, ad esempio. O quella napoleonica, prima, e risorgimentale, poi. E fin dove sarebbe arrivato il fascismo, se non ci fosse stata la catastrofe della guerra, nel suo progetto di rimodellamento di Palio e Contrade entro un disegno che non era per niente locale ma piuttosto nazionale?

Alla fine del libro, Duccio Balestracci insinua ancora qualcosa che non può passare inosservata; in breve qual è il senso – e ne ha ancora uno? – di questa festa e di questa concrezione di socialità/gioco/memoria/identità nel mondo di oggi?

Tutti i lettori de “Il Palio di Siena. Una festa italiana” sono quindi invitati a riflettere sul piano della storia, cercando di intrecciare visioni e eventi lontane nel tempo con le emozioni della propria quotidianità.

Autore dell'articolo: Simona Merlo

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