Paracadutismo, lo spettacolo dal cielo

Sergio Amato, istruttore presso il MadridFly, un noto simulatore di caduta libera a Las Rozas de Madrid (Madrid), svela ai lettori di CasiQuotidiani la magia del paracadutismo e le mille emozioni che regala. La mansione principale di Sergio, e di ogni collega istruttore, è quella di garantire la totale sicurezza ai clienti, che siano professionisti o meno, mentre svolgono questa speciale attività, e di aiutarli a migliorare la loro tecnica di volo.

 

Sergio Amato

Il simulatore è un cilindro di vetro, alto 22 metri e largo 4,5, al cui interno viene pompata aria da quattro motori; viene così ricreata esattamente la caduta libera in modo da permettere non solo ai paracadutisti professionisti di praticare le varie tecniche di volo, ma di far “provare” questa sensazione a chiunque ne abbia voglia senza la necessità di doversi lanciare da un aereo.
Esattamente. Io ho scoperto questo mondo dei tunnel solo dopo aver seguito il corso di paracadutismo e ho deciso di investire in questa professione perché non volevo passare tutta la vita a fare un lavoro che non mi piacesse. La cosa più importante per me è scegliere bene come investire il mio tempo, che poi è la risorsa più preziosa per tutte le persone, e devo dire che è una stata una decisione fondamentale che mi sta ripagando e regalando tante soddisfazioni. Al momento, comunque, nel mondo del paracadutismo sono un principiante: ho fatto soltanto 80 salti, e devo farne moltissimi ancora, ma la voglia di imparare e crescere non mi manca.

In base ai tuoi racconti, è abbastanza evidente che dei quattro elementi naturali il tuo sia quello dell’aria, un elemento senza il quale non ci sarebbe “vita” e che rappresenta il respiro cosmico. Ti andrebbe di raccontare ai lettori del nostro blog che cosa è per te?
Il mio sogno più grande è sempre stato quello di volare. Mia madre mi racconta che da piccolo correvo sul marciapiede muovendo le braccia come se fossero delle ali, sperando di spiccare il volo. In tutti i miei viaggi in aereo, mi sono sempre seduto vicino al finestrino: avevo la necessità di guardare il cielo, le nuvole; ho sempre adorato il momento in cui l’aereo entrava dentro una di esse, e poter ammirare la terra dall’alto. Sono cose che sento dentro di me, diciamo, da quando ho coscienza.

Il concetto di “aria” conduce la mente all’idea del volo. È un collegamento quasi istantaneo e molto naturale. In che modo te lo spieghi?
Penso che chiunque, almeno una volta nella vita, abbia sognato di essere in grado di spiccare il volo, guardare il mondo dall’alto, avere la possibilità di andare ovunque senza limiti. Rappresenta un’estrema sensazione di libertà: ecco la ragione di un collegamento così spontaneo tra aria e volo. Almeno per me è così.

Sergio con Vicente Sanseroni e Matthias Walde
Sergio Amato, Vicente Sanseroni e Matthias Walde

Al centro delle metafore di molti artisti, “volare” è una parola utilizzata spesso come sinonimo di libertà. Il paracadutismo, attività sportiva o militare, secondo te rende concreta tale metafora? Se sì, come? Insomma che cosa regala “un lancio” in termini di emozioni e di disciplina?
Sono sinceramente convinto che non esista un’attività che esprima l’idea di libertà meglio del paracadutismo. Quando fai un lancio, o quando voli nel tunnel, hai la possibilità di muoverti in totale libertà su tre dimensioni. Inoltre, durante quei 50 secondi di caduta libera di un lancio, sei completamente assorbito dal momento, non esiste altro nella tua mente, sei completamente cosciente, e questo ti dà anche una forma totale, seppur momentanea, di libertà, lontano da ogni tipo di preoccupazione o pensiero. La disciplina è fondamentale nel paracadutismo. Siamo coscienti che esiste una componente di rischio, di fatto enormemente ingrandita dalla nostra mente, ma sappiamo anche che, prendendo le dovute misure, è uno sport praticabile in totale sicurezza.

Sergio Amato, Vincente Sanseroni, Matthias Walde, Lorenzo Mogliotti, Luis Rodriguez
Sergio Amato, Vincente Sanseroni, Matthias Walde, Lorenzo Mogliotti, Luis Rodriguez

Tu che ami volare e che lo fai di mestiere, consiglieresti anche a chi ha paura di provare almeno una volta nella vita a lanciarsi nel vuoto?
Assolutamente si! Le cose più belle che possiamo vivere sono al di fuori della nostra zona di confort, o no?!

Sergio Amato, Vincente Sanseroni, Matthias Walde, Lorenzo Mogliotti, Luis Rodriguez
Sergio Amato, Vincente Sanseroni, Matthias Walde, Lorenzo Mogliotti, Luis Rodriguez

Qual è l’iter per chi, invece, vorrebbe iniziare a fare un percorso serio nel paracadutismo?
Innanzitutto consiglio di fare un lancio in tandem, cioè agganciato a un istruttore, e solo successivamente pensare a fare il corso di paracadutismo. Il corso si chiama AFF (Accelerated Free Fall). Si tratta di un corso teorico-pratico dove l’istruttore insegnerà agli iscritti tutto ciò che bisogna sapere per lanciarsi senza nessun altro e in totale sicurezza. Ad esempio, spiegherà la posizione di volo in caduta libera fino all’utilizzo della vela, alle procedure di emergenza e, naturalmente, all’atterraggio. Una volta completato il corso, si diventa qualificati per lanciarsi da soli e conseguire la licenza di paracadutismo.  Tale tipologia di licenza permette lanci con altri paracadutisti, ed è lì che ci si comincia a divertire!

Simona Merlo

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Autore dell'articolo: Simona Merlo

3 commenti su “Paracadutismo, lo spettacolo dal cielo

    ross

    (6 Marzo 2020 - 15:57)

    il mio cucciolo volante!!!

      Simona Merlo

      (6 Marzo 2020 - 17:51)

      Davvero innamorato di ciò che fa: da esserne fieri. Fotografie splendide.

    Cicciobiv

    (6 Marzo 2020 - 21:46)

    Grande mio compare Sergio!!! Ti voglio bene anche se non ci si vede da una vita!!

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