#Covid19 – Diari dal mondo – Mia Di Stefano da San Francisco

#Covid19 – Diari dal mondo è una rubrica realizzata con le testimonianze degli amici e delle amiche che vivono in Italia e all’estero e che, tramite video, testi e fotografie, raccontano che cosa sta succedendo nel loro Paese e in che modo l’emergenza COVID2019 sta cambiando la loro vita. Oggi su #CasiQuotidiani le splendide fotografie di San Francisco scattate il 24 marzo 2020 da Mia di Stefano (soltanto la foto di copertina è del 25 marzo).

Mia è una consulente nel settore Tech, si occupa di fusioni e integrazioni. Fino all’11 marzo lavorava in ufficio. Parla e scrive in italiano molto bene (la sua famiglia ha origini italiane e lei ha studiato la nostra lingua per diversi anni) ed è così che fa il quadro della situazione Coronavirus.

“Posso dire di sentirmi fortunata nonostante questa situazione. Rispetto ad altre persone, ho un lavoro fisso e, al momento, posso portarlo avanti da casa. Mi posso spostare a piedi per andare, ad esempio, al supermercato o per altre cose essenziali. Nel mio quartiere di solito le strade sono affollate, piene di gente. Ora, invece, ci sono poche persone durante la settimana.

Di solito non esco tranne per una breve passeggiata. Qualche giorno fa, però, ho fatto 28 chilometri in bicicletta e, posso dire, che non c’erano tante macchine in giro. Purtroppo però ho visto un sacco di persone a Ocean Beach (la spiaggia che si affaccia sull’oceano Pacifico); lì alcune persone facevano surfing. Nel parco Golden Gate c’era meno gente del solito, però credo non meno di un centinaio di persone. Erano lì a passeggiare, giocare a frisbee, etc. In generale, le disposizioni dicono che possiamo uscire per fare esercizio.

Il problema però sussiste quando le persone si riuniscono nei parchi. Le autorità stanno considerando, infatti, di chiudere alcuni parchi nella baia est (East Bay) proprio perché lì c’è troppa gente: si rischia un affollamento. In generale posso dire, comunque, che San Francisco è più avanti rispetto a New York proprio perché circa due settimane fa grandi imprese tipo Google, Facebook, Salesforce, Twitter (e altre) hanno istituito il “lavoro a casa” , e così altre aziende hanno seguito il loro esempio.

Un’altra problematica riguarda i ristoranti che sono ancora aperti anche se si può ordinare solo per farsi consegnare il cibo a casa o lo devi portare fuori. Di sicuro l’impatto economico sarà immenso.

Come, ti dicevo io mi sento fortunata, però ho paura per i miei parenti, in particolare per mia mamma che continua ad andare al supermercato 5 volte alla settimana (anche se rimane a casa per il resto) e che vive in un sobborgo di NYC. Come sapete NYC è un epicentro dell’outbreak. Sono preoccupata in  particolare per la mancanza di respiratori – è per questo che ho paura per la mia mamma –  perché gli ospedali di NY sono già stati travolti dal Coronavirus”.

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Autore dell'articolo: Simona Merlo