I consigli di lettura su Casiquotidiani: per ripartire con il libro giusto…

“Un amore” – Dino Buzzati. Recensione di Ariela Faso.

Come non restare sbalorditi da una scrittura così ricca, variegata, precisa e interessante, curata e trascinante, a partire dal sintetico e risonante incipit?

E infatti, sempre più coinvolta, ammirata e incuriosita ho letto senza problemi di iperglicemia questa “storia d’amore” fuori dai canoni, possibile ma impossibile, scritta con una padronanza straordinaria e pervasa da un filo di suspense che tiene alta la tensione fino alla fine: lo stile di Dino Buzzati è precisissimo, il discorso colloquiale inframezzato con perizia da lunghi flussi di coscienza in cui la punteggiatura, fino ad allora ben dosata, viene meno quasi del tutto, mentre anche la consecutio va a farsi benedire, specialmente nei momenti in cui il protagonista si trova sull’orlo del crollo psicologico.

La storia in sé non è niente di speciale, ma il lettore viene trascinato in un vortice di pathos, lirismo e un pizzico di spregiudicatezza, a condividere le angosce di un protagonista che se non fosse così ben delineato potrebbe sembrare semplicemente uno squallido frequentatore di postriboli. E invece no, lo “sfruttatore” si ritrova a essere sfruttato, mentre la povera fanciulla in fiore sa bene cosa vuole, e a dispetto dell’immagine eterea e sbarazzina, è una donna sfuggente ed equivoca, non priva di una generosa dose di crudeltà.

E poi c’è Milano, quella Milano del boom economico, che sa essere imponente e popolare, esagerata in tutto, nello splendore come nello squallore, ipocrita e falsa nell’espressione della propria vitalità. La città con i suoi simboli di potere che si intersecano con le sue zone degradate fa da specchio a questa “storia d’amore” in cui tutto sembra il contrario di ciò che è, in cui l’ossessione alberga in un cuore ingenuo e la perfidia corrode l’anima di una giovane “di talento”.

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Autore dell'articolo: Simona Merlo