Kruso – Lutz Seiler

Le edizioni Del Vecchio mi riservano spesso delle belle sorprese. Stavolta è un autore tedesco che non conoscevo, poeta e saggista rinomato in patria, al suo primo romanzo. Lutz Seiler attinge dalla letteratura classica (Defoe e Mann sopra tutti) per creare un romanzo moderno e innovativo.

Un linguaggio evocativo e poetico, a volte impenetrabile, che crea fin dall’inizio un’atmosfera sfumata, eppure potentemente reale: le mille digressioni, i mille richiami, le mille sfumature di un periodare intenso e a volte contorto generano all’inizio un vortice di intuizioni, che trascina il lettore nelle profondità di un racconto che contiene molto di più di ciò che appare in superficie. E infatti ho dovuto aspettare circa duecento pagine prima di avere l’illuminazione: non si tratta solo di una fuga, di un’amicizia, di una vita nuova.

I protagonisti, novelli Crusoe e Venerdì su un’isola deserta dai contorni sfilacciati, e tutti i componenti della strana compagnia di filosofi, scienziati, letterati e artisti – che insieme a loro hanno creato un’articolata associazione per la salvezza dei rifugiati della Germania dell’Est – sono alla ricerca della libertà. E una volta toccata la “radice della libertà” che si trova all’interno di ognuno di noi la vita cambia aspetto, tutto ciò che sembra normale nasconde voragini di significati, tutto ciò che appare insensato ha una sua ragione d’essere: l’isola in mezzo al Baltico, leggendaria tappa per la fuga verso la Danimarca, territorio di frontiera e simbolo di speranza, diventa il terreno su cui costruire un mondo a sé stante, in cui si consuma una battaglia contro un nemico esterno tramite l’attenzione quotidiana verso l’interno di ognuno dei componenti di questo meccanismo, ognuno con il proprio nemico interiore con cui fare i conti.

L’isola respira e il Baltico ne è l’ossigeno, ma sono la costanza, l’amicizia, la solidarietà degli abitanti a farne un organismo pulsante e ben congegnato.

Sono fortunati i tedeschi a poter leggere questo libro in originale, ma lasciatemi dire: ancora più fortunati siamo noi italiani ad avere la possibilità di apprezzare il lavoro straordinario della traduttrice Paola Del Zoppo che ha sempre saputo trovare le parole giuste per rendere fruibile non solo un concetto, ma un’atmosfera, così difficile da interpretare.

 

Ariela Faso

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Autore dell'articolo: Simona Merlo