“Mi sono resa conto che lui può essere anche la mia forza”.

Per farti conoscere ai lettori di CasiQuotidiani, racconta un po’ di te: chi è e cosa fa nella vita Giulia Batistoni?
Dunque, sono di certo una persona che tentava di non aprire il discorso con un allora; adesso che ho piazzato il mio dunque, posso andare avanti.
Sono l’ultima di sei figli e, per ribellione, amo la solitudine.
Faccio la cameriera sui pattini, spero di poter lavorare, un giorno, coi libri, scrivo spesso, leggo mai abbastanza.
Vivo con Marito e, da poco, la famiglia si è allargata: è arrivata Mandy, otto anni, pelo nero e miagolio sintetico.

Che cos’è il progetto veicolato su YouTube “Quanto basta. Ricette discutibili e sorrisi a KM0” ? E ricordati: vogliamo sapere proprio tutto! Dove nasce l’idea, perché, chi gira i video, chi è la cavia delle ricette (quando riescono), chi è il vero attore di famiglia, etc. etc. 
Il progetto nasce con la necessità di riempire il tempo che io e Sergio (il mio quinto fratello) condividiamo. Dal bisogno di trovare qualcosa di allegro, di più pratico dei raduni di cosplay, di meno rumoroso del baskin (i vicini del piano di sotto non approverebbero), di più nostro di una passeggiata.

Sergio frequenta (prima della pandemia), un corso di cucina al Trismonia 21 di Firenze; io e la cucina ci snobbiamo per incompatibilità e così… perché no? Abbiamo provato a fare una cosa che non sapevamo fare cercando di lasciare fuori la serietà che rischiava solo di abbatterci.
Insomma, una torta bruciacchiata può essere divertente o deprimente; dipende dallo spirito con cui la guardi, giusto?

La condivisione web non era prevista.
Ma quando abbiamo guardato i video montati, insomma… le decisioni migliori le prendiamo dopo un perché no? E così, siamo approdati su Facebook.

Sono io che faccio il montaggio – passatemi l’appropriazione indebita del termine – ma è da Sergio, che nasce la carica attoriale.
Senza di lui e senza Marito, non avrei mai avuto il coraggio di espormi nella giungla del web.
Funziona così:
Sergio è il fratello paracadute: se c’è, mi butto.
Marito è la spinta che arriva decisa se tentenno guardando in basso.

Per quanto riguarda il risultato delle nostre ricette, è…
Abbiamo promesso un muffin ai primi dodici iscritti al nostro canale, quindi… risultato simpatico, ecco.
Ci teniamo comunque a dire che nessun commensale è stato maltrattato per le riprese dei nostri video.
Di solito, sono anche carini, quando assaggiano: ciao colleghi, ciao parenti, amici facebookiani e youtubici tutti!

Oltre all’impegno con “Quanto Basta”, ci sono tante foto sul tuo profilo Facebook che ti immortalano “giocatrice di basket” dei Baskin Montespertoli. Raccontaci anche di questa avventura sportiva: che combinate?
Mi piace, il termine avventura!
Lo è, in effetti.
Riflettendo, sono giunta alla conclusione che le attività alle quali partecipo non hanno grandissimi risultati gourmet o da champions, ma hanno tutt’altro. Sono potenti, mentre le fai, mentre le vivi e le riguardi.
Portano messaggi che poi si riducono a un: divertiamoci, cazzo!
Così, semplicemente.
Siamo una squadra variopinta, che differisce per sesso, velocità, numero di arti, di cromosomi, di anni, di capelli.
Ci incastriamo con le nostre potenzialità e abbiamo solo un obbiettivo: passare la palla a Valentina che sennò si arrabbia.
Scherzo.
Giocare a Baskin, è il nostro obiettivo.
Tutti insieme. Alla pari.
Non è facile. A volte, in partita, in campionato, la competitività può pulsare più forte, soprattutto, in chi è un professionista del basket.
La trasformazione in professionista del Baskin arriva nel momento in cui, invece di andare dritto a tirare, porta la palla a un compagno che forse non ha il canestro sicuro come il suo.

Per quanto riguarda i Turtle – noi – probabilmente non vinceremo mai una partita, ma avrò sempre la certezza che, guardandoci, potrete vedere che cos’è il Baskin.

Al di là dell’allegria che le tue parole svelano sempre, e dell’ironia che invece copre riflessioni più profonde, in che modo “i timori” da COVID19 sta influenzando (o ha influenzato) la tua vita? Che cosa pensi di questo virus “bastardo”?
Penso che ci voglia cautela: indossiamole, ‘ste mascherine, che possono essere pure molto fighe. Scomode? Vero, ma pure fighe, don’t miss!

E che ci vorrebbe un po’ più di rispetto. A volte basta non commentare, per mostrarlo.
Facebook ha dato a tutti la libertà d’espressione (che sia salvaguardata, Amen), ma questo non vuole dire che dobbiamo giudicare qualsiasi cosa ci passi sotto i pollici. Nel senso: pure la bocca, ce l’abbiamo, ma a volte tenerla chiusa è indice di saggezza.

Come immagini il prossimo futuro, anche alla luce dei fatti dolorosi e violenti che stanno scuotendo l’America e il mondo intero?
Difficile. Come sempre.
Ma, credo, che l’evoluzione telematica ci possa aiutare.
C’è questa lotta a colpi di click, post, share, adesso.
Il nuovo linguaggio, la nuova ribellione.
Ho visto il web scuotersi, tingersi di nero, schierarsi – seppur in modo piccolo – dalla parte del giusto.
Il piccolo di tanti crea qualcosa di grande, quindi…
Diciamo: lo vedo difficile, ma questo non è un buon motivo per arrendersi.

Altri progetti nascosti? Oltre alla tua passione per la scrittura…
Il mio progetto a lungo termine prevede il continuare a fare le cose che mi fanno stare bene, senza ridurmi a pensare alla felicità con un’alzata di spalle e un sospirato magari.

Quindi, oltre a quello di cui abbiamo parlato… scrivere, scrivere, scrivere.
Sperando che, un giorno, le parole che ho accumulato durante questi tre mesi, vengano tolte dal cassetto per essere abbracciate da una copertina vera.
Faccina con occhi a cuore, grazie.

Share and Enjoy !

0Shares
0 0

Autore dell'articolo: Simona Merlo