Worrying for two countries…

While Italy has been home for the last 7 years, my ‘home’ will always be in Yorkshire. This now means worrying for two countries and also keeping up with the news there.

Masks were introduced far too late in the UK, however the ‘rule of 6’ was introduced much earlier than here in Italy. Restaurants, bars and pubs have had a curfew of 10pm for some time now.

Everyone was encouraged to download the track and trace app, allowing people to record their whereabouts and be contacted easily should they have come into contact with anyone positive for the virus.

The government has recently introduced a tier system to define the gravity of the situation and impose local lockdowns. My loved ones are in West Yorkshire, currently under tier 2 restrictions meaning: places serving food and drink must close between 10pm and 5am with take away being offered after closing, no mixing of households at all in an indoor setting, however you may see them outside as long as there are no more than 6 of you and masks are to be worn in all indoor situations.

At secondary schools, masks are only to be worn in communal areas, it’s not necessary in the classroom. As a result of this, my cousin has had to go into self-isolation for two weeks after a classmate of hers was confirmed positive for the virus.

The numbers are increasing rapidly, and talks have been had about West Yorkshire moving into tier 3 with much stricter restrictions. This would mean pubs not being allowed to open unless serving substantial food, no weddings, no meeting of people from outside your household or support bubble either indoors or outdoors and travelling into or out of a tier 3 area is not recommended.

There is a possibility of tier 4 which would include the closing of schools, gyms, restaurants and non-essential shops. People aren’t so much scared as frustrated because there doesn’t seem to be an end in sight, a sentiment felt by us all at the moment.

In pensiero per due Paesi

L’Italia è stata la mia casa negli ultimi 7 anni, però “casa mia” sarà sempre nello Yorkshire. Questo vuol dire che ormai devo preoccuparmi per due Paesi e seguire le notizie che riguardano entrambi. Le mascherine sono state introdotte troppo tardi nel Regno Unito, mentre la “regola di 6” è uscita molto prima in confronto all’Italia. É da un po’ che è stato istituito un coprifuoco per i ristoranti, bar e locali, con chiusura alle 22. Tutti sono stati incoraggiati a scaricare l’app “track and trace” che permette alle persone di registrare la loro posizione ed essere rintracciati facilmente nel caso di contatto con positivi.

Il Governo ha da poco pubblicato un sistema di controllo per chiarire le regole in ogni città. I miei cari abitano a West Yorkshire che, ad oggi, si trova a un livello 2. Questo significa che i locali che servono pasti devono chiudere dalle 22 fino alle 5 e dalle 22 in poi il cibo è disponibile solo da asporto. Alle famiglie (che non vivono sotto lo stesso tetto) non è consentito di trovarsi insieme in un ambiente interno, tuttavia possono vedersi all’esterno, fino a un massimo di 6 persone, e le mascherine devono essere indossate in tutti gli ambienti interni.

Nei licei non è obbligatorio indossare la mascherina a meno che non si è in gruppo. Come risultato di ciò, mia cugina dovrà trascorrere due settimane in auto isolamento perché un suo compagno di classe è risultato positivo al virus. I numeri dei positivi, infatti, aumentano velocemente e c’è la possibilità che proprio West Yorkshire passerà al livello 3, un livello che presenta restrizioni molto più stringenti. Ciò significherebbe, ad esempio, che i pub non potranno più aprire se non per fornire cibo; niente matrimoni, nessun incontro tra persone al di fuori della propria famiglia o di support bubble sia all’interno che all’esterno; inoltre, in tale situazione, i viaggi all’interno o all’esterno da e per un’area di livello 3 sono ovviamente sconsigliati. Infine, c’è la possibilità di raggiungere il livello 4 che includerebbe la chiusura di scuole, palestre, ristoranti e negozi non essenziali.

La gente non è tanto spaventata quanto piuttosto frustrata perché la fine sembra essere ancora lontana, ed è un sentimento condiviso da tutti.

Rebecca Sharp
(in foto)

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Autore dell'articolo: Simona Merlo