Noi lo vogliamo salutare così…

Illustrazione digitale di Melania Merlo

Gigi Proietti è nato il 2 novembre del 1940 a Roma, giorno su cui scherzava spesso, ed è morto nella sua città proprio nel giorno del suo ottantesimo compleanno: ironia che vince persino sulla morte e lo trasforma immediatamente in mito. Attore, comico, cabarettista, doppiatore, conduttore televisivo, regista, cantante, direttore artistico, insegnante d’italiano (tanto per dirne alcune) riportiamo tre suoi interventi per noi di CasiQuotidiani carichi di significato.

“Per anni sono stato un ospite abituale di Taormina, soprattutto al Teatro Greco. Ultimamente mi muovo meno da Roma, ma quando facevo le tournée vere e proprie, la Sicilia era una tappa immancabile. È un’isola fantastica, è banale dirlo, ma è il primo pensiero che mi viene in mente. Insieme all’estrema varietà di cibi e di vino che sa offrire”.

Brancaleone (Vittorio Gassman): Chi è? Chi sie?
Morte (Gigi Proietti): Son la tua morte! Non mi chiamasti?
Brancaleone: I-io?
Morte: Sì. Fosti tu a invocarmi!
Brancaleone: Ah, aah sì… parole che sfuggono, nell’empito dei sentimenti… e che si sape mai furon prese a serietà.
Morte: D’ora innante lo saranno. Preparat’a morire!
Brancaleone: Lo come? In sull’istante?”

“Dalla crisi non si esce con l’odio, la rabbia: quelle sono solo le conseguenze. La soluzione, invece, è l’amore, e il far tornare di moda le personeperbene.”

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Autore dell'articolo: Simona Merlo