Pillole di un Natale inglese

Negli ultimi giorni sulle lavagne delle mie classi è rimasta la scritta “Natale sta arrivando” insieme a qualche disegno natalizio, giusto per portare un po’ di felicità agli alunni più piccoli che vivono ancora la scuola “in presenza”. D’un tratto, però, mi sono resa conto che è proprio vero (non solo per i più piccoli): il Natale sta arrivando… anche se quest’anno sarà molto diverso da quello a cui siamo abituati.

L’importante, però, è conservare i bei ricordi dei Natali passati e godere sempre, anche in questo surreale 2020, delle piccole cose. Per questo motivo, e anche per rispondere a una mia studentessa sulle differenze tra periodo natalizio in Italia e Inghilterra, ho pensato di raccontarvi un pezzetto del mio “Natale inglese”; si può proprio dire che sono riuscita a “prendere due piccioni con una fava”: “kill two birds with one stone”.

Natale significa stare con i propri cari; un pensiero che viene condiviso da molte persone. Ma quello di cui vorrei parlavi oggi ha a che fare con le tradizioni che sono importanti per me, quindi quelle inglesi, ma soprattutto quelle della famiglia Sharp.
Negli ultimi anni, il Natale per me iniziava sempre con un viaggio verso casa. Di solito dalla Sicilia verso Manchester dove trovavo i miei, mio fratello, i nostri cani e poi avanti tutta, verso lo Yorkshire! Quest’anno, invece, sarà un po’ diverso ma questa puntata ve lo racconterò nel 2021…

Dunque, il nostro Natale è semplice, tranquillo. Siamo sempre in 4 persone e adesso 2 cani. Ormai che sono più grande, do una mano a mia mamma e a Babbo Natale per sistemare i regali la sera della vigilia; però, lui trova sempre il tempo di lasciare un pensiero sul mio letto e su quello di mio fratello. Durante le feste, James resta da noi per qualche giorno.
Il 25 dicembre inizia aprendo il primo regalo, proprio quello che ha lasciato Babbo Natale sui nostri letti e che mio fratello ed io apriamo insieme. Poi andiamo a svegliare tutti gridando “Buon Natale” e mia mamma ha il primo e più importante compito della giornata: mettere il tacchino in forno! Da che ho memoria, la sera prima, mio papà prepare le verdure e mia mamma la zuppa per sfruttare al massimo il tempo in cui siamo insieme. La TV è accesa e le canzoni di Natale suonano mentre insieme scopriamo quello che ci ha portato Babbo Natale. Di solito, io do una mano a Remy e Poppy per aprire i loro regali, se non sono stati troppo monelli…

Da tempo, ho i miei compiti del giorno: preparare “lo stuffing”, un tipo di ripieno; “i pigs in blankets”, la salsiccia incartata di bacon e, infine, “il custard”, la crema per la zuppa inglese da fare il giorno di Santo Stefano. Aiuto mia mamma con il resto del pasto e poi vado a cambiarmi per essere “pronta per il cenone”.

Potreste avere un forte shock, ma ve lo confesso lo stesso: a Natale non mangiamo lo Yorkshire pudding, c’è già troppa roba!
Sul tavolo avremo infatti: tacchino, salsicce, stuffing, patate al forno, pastinache arrostita, carote, patate novelle (il cibo preferito del mio fratello), cavoletti di Bruxelles che dobbiamo mangiare per forza almeno uno a testa! Sottolineo che non è vero che tutte le tradizioni sono buone… E ovviamente tanta gravy! Per finire, c’è lo spettacolo del Christmas pudding infuocato.

Dopo tutto questo e prima della pennichella, c’è un selfie con i cappelli di carta! Una tradizione che abbiamo mantenuto nonostante il fatto che ora i saldi iniziano online il 24 dicembre, e bisogna svegliarsi veramente presto la mattina del 26 per combattere contro tutti e fare buoni affari!
Le piccole cose, come dicevo, fanno sempre la differenza e per la mia famiglia, rendono il Natale davvero speciale. Poter passare del tempo insieme senza avere i pensieri del lavoro, mangiare un po’ di più del solito, far spaventare mio fratello con il tappo mentre apro la bottiglia di spumante e aspettare le 20 per aprire la scatola di “after eights”.

Questo Natale 2020 sarà diverso per tutti, è vero, ma dobbiamo comunque cercare la gioia nelle cose più piccole. Come sobbalzare dopo aver visto l’albero di Natale in piazza per la prima volta, o guardare il nostro preferito film di Natale, preparare del buon vin brulé a casa, e tenerci stretto dentro di noi lo spirito natalizio… con le parole di Kevin McCallister: “Merry Christmas you filthy animals!”.

La famiglia Sharp. Da sinistra: James, Diane, Richard, Rebecca.

Snippets of an English Christmas

For the last few days I’ve had “Christmas is coming” along with some Christmas drawings to bring some Christmas cheer to our younger students still in the classroom. Then it dawned on me, Christmas is coming! Each and every one of us is aware that this Christmas will be different to those which we are used to. That’s why I think it’s even more important to keep the memories of past Christmases in mind. Which is why I decided to tell you about an English Christmas (and a student asked me to explain a few differences, so this way I can kill two birds with one stone).

For me, Christmas means spending time with your nearest and dearest, a thought shared by many. There are, however, some traditions that are ours: both English and those of the Sharp family. Christmas for me begins with a journey home. In recent years, from Sicily to Manchester where I find my parents, brother and the dogs waiting for me, and then onwards to Yorkshire! This year will be a little different, but I’ll tell you about that in 2021!

Our Christmas is a simple, quiet affair. It’s always the four of us and nowadays, both dogs. Now that I’m older, I give my mum and Santa a hand to sort out the presents on Christmas Eve. Santa does however, always find time to leave a present on my bed, and that of my brother who stays with us for a few days over the festive period. 

The 25th December always starts with a present, the one left by Santa Claus, which my brother and I open together. Then we go and wake everyone up and wish them a “Merry Christmas” and mum gets on with the most important job of the day: putting the turkey in the oven! For as long as I can remember, dad prepares all the vegetables while mum prepares the soup to start our Christmas dinner the day before, so we can spend as much time together as possible. The TV is turned on and Christmas songs play while we find out what Father Christmas has left for us. It’s usually me who helps Remy and Poppy open their presents, as long as they haven’t been too naughty!

I’ve had my designated Christmas jobs for a while now, I’m in charge of making the “stuffing” a filling for the Turkey, “pigs in blankets” sausages wrapped in bacon and I make the custard for the trifle which we have on Boxing Day. I give my mum a hand with the rest of the dinner and then go get my glad rags on. 

It may come as a shock, but there’s no Yorkshire pudding on our plates on Christmas Day. With everything else, there’s no room! Showcasing the plate is turkey, pigs in blankets, stuffing, roast potatoes, new potatoes, carrots, roasted parsnips and my brother’s favourite, at least one brussel sprout which we’re forced to eat. Not all traditions are good ones! And of course, gravy! Finally, there’s the Christmas pudding which we set alight. After all this, and before taking a quick nap, there’s the family selfie while wearing our paper hats

A tradition which we’ve kept despite the sales now starting online on Christmas eve, is waking up early on Boxing Day to head to the shops and into war to grab ourselves a bargain!

Small things make a difference and for my family, it’s these things which make Christmas special at our house. Spending time with one another without thinking about work, eating a bit more than normal, terrifying my brother with the cork when opening the spumante and waiting until 8 p.m. to crack open the “after eights”!

Christmas 2020 will be different for everyone, but if we try to find joy in the smallest of things: jumping for joy after seeing the Christmas tree in the main square for the first time, watching our favourite Christmas film, making mulled wine at home, then we can keep the Christmas spirit alive within us. In the words of Kevin McCallister: Merry Christmas you filthy animals!

Rebecca Sharp

Autore dell'articolo: Simona Merlo