Tu, che fotograf* sei?

La figura del fotografo è l’argomento centrale del nuovo approfondimento sull’arte della fotografia. Il dibattito, lanciato da Luciano Valentini (in foto), riguarda sia i professionisti che gli amatoriali del settore, ed è naturalmente aperto ai vostri commenti.

Io sostengo che esistono due grandi famiglie di fotografi: quelli che vanno in giro con la fotocamera in cerca dell’immagine e quelli che, invece, l’immagine l’hanno in testa e devono solo “crearla”, renderla visibile.

È ovvio che una tipologia non esclude l’altra; anzi, dirò di più: non è assolutamente detto che chi fa fotografie per così dire “rubate”, poi non realizzi quelle “creative”, e viceversa. Tuttavia nella produzione di un fotografo, la maggior parte delle immagini fa parte di una o dell’altra “famiglia”.

Aggiungo, inoltre, che non è una questione di valore, cioè non c’è una categoria più importante dell’altra; si potrebbe dire, al contrario, che sono le due facce di una stessa medaglia.

Nel concreto, alla categoria delle “immagini rubate”, appartengono per esempio, i fotoreporter, i paesaggisti, i naturalisti.

Mentre a quella “creativa”, i fotografi di moda, chi fa fotografia artistica, i fotografi pubblicitari e così via.

Per gli appassionati come me, consiglio di andare a visionare il lavoro di entrambe le predisposizioni (o scelte) professionali. Nel primo approccio alla fotografia, vi propongo Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Steve McCurry; nel secondo, Oliviero Toscani, David Lachapelle, Man Ray (giusto per citarne qualcuno).

Personalmente, sento di appartenere di più alla seconda categoria se rifletto sul mio carattere e su come “sono”, giusto una questione di indole; e alla prima per professione, cioè per quello che ho potuto realizzare attraverso il lavoro.

Foto e testo di Luciano Valentini
(le prime due foto nel testo appartengono alla categoria “rubate”;
le ultime due a quella “creativa”).

Share and Enjoy !

0Shares
0 0

Autore dell'articolo: Simona Merlo