L’ambiente è fine e causa delle mie foto

“Io sostengo che esistono due grandi famiglie di fotografi: quelli che vanno in giro con la fotocamera in cerca dell’immagine e quelli che, invece, l’immagine l’hanno in testa e devono solo ‘crearla’, renderla visibile, queste parole di Luciano Valentini hanno aperto da Nord a Sud dell’Italia un’interessante riflessione sulla figura del fotografo.
A dire la sua, questa volta, è Genny Ferro, fotografa e praticante giornalista siciliana. Scopriamo insieme che cosa “svelano” i suoi scatti.

Scendere per strada e scattare, è sempre stato questo il mio primo impulso, è così che ho cominciato ed è quello che ancora oggi continuo a fare. Il mondo esterno mi affascina, è innegabile, conoscerne e catturarne gli innumerevoli e labili aspetti mi fa sentire stranamente viva. Eppure questo non è tutto, c’è di più. Fotografare, infatti, non mi permette soltanto di documentare la realtà, ma anche di modificarla, di partire dalla stessa per crearne una nuova.

L’ambiente esterno è per me fine e causa allo stesso tempo, è il soggetto delle mie fotografie e la matrice da cui parto e traggo ispirazione per la realizzazione di una visione personale. Una fotografia del resto, si sa, non è mai una rappresentazione obiettiva della realtà circostante, non ne è una riproduzione fedele, ma è il risultato di una personale interpretazione dell’autore di una parte infinitesimale della medesima. Con ciò non voglio dire che non abbia un valore documentale, ma che è comunque il frutto di un atto creativo.

Ed è proprio per questa sua caratteristica, per questa sua capacità di portarmi al di là di ogni apparenza, che la fotografia è una parte molto importante della mia vita. Non è un caso se nei miei scatti le persone sono costantemente, o quasi, presenti. È attraverso l’altro che io amo scoprire me stessa, confrontarmi con situazioni di volta in volta diverse e, oltrepassando confini visibili e non, memorizzarne la lezione entro una cornice ristretta.

Quindi, qualora dovessi definirmi come fotografa, direi di appartenere alla categoria precedentemente suggerita da Luciano Valentini dei fotografi “non creativi”, in quanto nelle mie fotografie il legame con la realtà è molto forte, più che in altri generi fotografici, anche se, come ho appena sottolineato, per me tutti i fotografi nel momento dello scatto, ma in verità anche prima e dopo, fanno appello alla propria immaginazione e creatività.

Genny Ferro (in foto. Scatto di Toni Palazzolo)

Autore dell'articolo: Simona Merlo