Il defunto odiava i pettegolezzi – Serena Vitale

È tutto chiaro, eppure non è chiaro niente. La morte di Majakovskij, un poeta difficile da inquadrare in una logica di partito, un uomo indomito, dalla vita esuberante e dalla personalità prorompente. Un suicidio che potrebbe essere un omicidio mascherato, ma quasi certamente è un vero suicidio. In entrambi i casi i motivi potrebbero essere vari: sentimentali, politici, ideologici.

Mille teorie analizzate con minuzia e nessuna certezza: l’autrice, a caccia di una verità sempre più evanescente, esamina i verbali, spulcia le testimonianze, consulta giornali dell’epoca, avanza ipotesi e propone dubbi. E nonostante tutto sembra che i fatti sfuggano: nulla coincide, le certezze si sfaldano, la realtà si trasforma.

Cosa significa quell’ultimo scritto che non sembra neanche vergato dalla mano del poeta, che manca della sua ironia e che smentisce tutto ciò che aveva sempre sostenuto? Le testimonianze si contraddicono, il cadavere non sta fermo un attimo, più irrequieto che mai, dentro una stanza che a quanto pare lo conteneva appena, e persino l’arma del delitto è affetta da una grave forma di trasformismo, cambia modello, posizione all’interno del luogo del ritrovamento, numero di proiettili nel caricatore.

L’analisi dei documenti ex post costringe l’autrice a compiere continue acrobazie nel tempo e nello spazio, a farsi strada in una giungla di contraddizioni, ad esaminare la vita politica, sociale, affettiva di questo gigante della letteratura che non sapeva sottostare ai dettami della dittatura.

Questa inchiesta la porta ad indagare tra le sue amicizie ed inimicizie, gli amori e le scappatelle, trascinando il lettore in una sarabanda di congetture e lasciandolo sfinito in un angolo della sala a chiedersi chi stia ballando con chi e perché. Quello che resta, insieme a una vivida immagine della vita degli artisti durante il regime stalinista e del clima che vi si respirava, è la certezza che nulla sia come sembra.

Ariela Faso

 

 

Autore dell'articolo: Simona Merlo

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