Così parlò #Serafinogattobirbante

Che strafiGatto mio nonno, ne convenite? Si, è vero sembra avere l’aria un po’ altezzosa, distaccata, quasi a dire “Io son io e voi non siete un MIAO”. Ma questa è la sua immagine pubblica, costruita. Se notate bene, sotto le zampe e la coda scivola un rivolo rossastro, il risultato della lotta con il boss dei Big Cats.A nulla è servita la preghiera di mia nonna Regina a Chat Sauvage: “Dipingine il corpo, ma non le ferite”. “Je ne puex pas ma chérie. Sono i segni della conquista. C’est bien comme ça. Monsieur LeChat ha vinto il rispetto per tutti noi”.

“Il gatto” Lino Selvatico (1920)

Altri tempi quelli. O forse no. Certo la mia immagine è più moderna e “social” ma mi sento così simile a lui nelle movenze, nella voce, nelle scelte gattesche – non me ne voglia mio padre, ma almeno in questa vita, io nelle vene non ho il rhythm and blues! – comunque permettetemi di presentarmi sono Serafo, meglio noto come #Serafinogattobirbante e se avete a cuore la storia, l’arte, il nostro passato (compreso il ritratto di mio nonno) e la città di Gattopoli alle prossime elezioni votate #Serafosindaco perché “YOU CAT!”.

 

 

 

 

Autore dell'articolo: A cura della Redazione

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