I consigli di lettura su Casiquotidiani: per ripartire con il libro giusto…

“Un amore” – Dino Buzzati. Recensione di Ariela Faso. Come non restare sbalorditi da una scrittura così ricca, variegata, precisa e interessante, curata e trascinante, a partire dal sintetico e risonante incipit? E infatti, sempre più coinvolta, ammirata e incuriosita ho letto senza problemi di iperglicemia questa “storia d’amore” fuori dai canoni, possibile ma impossibile, […]

#Covid19 – Diari dal mondo – Il dialogo di Elga e Rutz

La sveglia automatica della mattina, fa aprire i miei occhi sempre alla solita ora: 7:28.  Un salto nel letto come se avessi da affrontare i mille impegni di una giornata qualunque, mentre invece il  mio cervello, in automatico, sta organizzando le ore da passare senza sentire il disagio di un giorno NON qualunque. Il mio […]

Valérie Perrin e la grazia dei cimiteri

Quando, qualche anno fa, è morta la mamma della mia migliore amica del liceo io non c’ero. Anche se non ci frequentiamo più molto assiduamente, mi è dispiaciuto proprio tanto. Oltre tutto lei mi è stata molto vicina quando io ho perso il mio babbo. Ho pensato spesso quindi a come rimediare a questa mia assenza e qualche tempo dopo, in occasione dell’anniversario, le ho proposto di andare insieme al cimitero.

Non vorrei apparire blasfema, ma ci divertimmo molto, checché se ne possa pensare. Il silenzio, i cipressi, i vasi di fiori da raddrizzare sulle tombe, lo scricchiolio della ghiaia, fecero da sfondo a una lunga passeggiata di ricordi e confidenze. Ci salutammo promettendoci che lo avremmo rifatto. E così è stato.

Conosco persone che alla sola idea del cimitero storcono la bocca o fanno i famosi gesti apotropaici. Per me non è così. Sarà per questo che quando ho iniziato a leggere “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin (e/o, 2019) tradotto da Alberto Bracci Testasecca, sono stata subito avvinta dalla lettura. Il romanzo, infatti, è ambientato interamente in un cimitero. Leggi di più a proposito di Valérie Perrin e la grazia dei cimiteri

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Faber – Tristan Garcia

Non si può non lasciarsi trascinare dal linguaggio altamente evocativo, dalle mille sfumature di questo romanzo in cui la narrativa è solo un pretesto per parlare di filosofia, politica, linguistica, letteratura, denuncia sociale e non so quante altre cose che probabilmente mi sono sfuggite, perché quello di cui ho appena chiuso l’ultima pagina ma la cui copertina non riesco a smettere di guardare è uno dei romanzi più densi e poliedrici che mi sia capitato di leggere. Leggi di più a proposito di Faber – Tristan Garcia

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Impronte – Hasan Ali Toptas

Quando mi approccio ad un libro, il primo sguardo è quello che do alla copertina: e per copertina intendo disegno, grafica, casa editrice e tatto. E qui c’era tutto ciò che mi piace: essenzialità, gusto, casa editrice interessante e coraggiosa (Del Vecchio), e una carta ruvidamente curata e solidamente gradevole al contatto. Leggi di più a proposito di Impronte – Hasan Ali Toptas

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Quando da una passeggiata nasce un racconto

                                                                           Evasioni

Era quasi primavera ed ero stata invitata a pranzo da un’amica. Una mattina surreale in verità di quelle in cui non capisci il perché ti ritrovi lì, in un luogo dove tutto ti sembra estraneo, dove tu non appartieni a niente. Quelle mattinate in cui pensi: “Meno male ci sono gli amici a cancellare quest’angoscia che sale dal centro dello stomaco e arriva su, in alto, fino alla testa e ti fa sentire senza bussola. Persa. Leggi di più a proposito di Quando da una passeggiata nasce un racconto

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