Le cose che restano – Jenny Offil

In questo suo romanzo d‘esordio Jenny Offil racconta con leggiadria, fantasia e spericolata profondità un rapporto madre-figlia quasi da manuale, dall’amore viscerale alla frattura inscindibile, con uno stile molto più coerente e strutturato rispetto al suo ultimo (Sembrava una felicità) che a mio avviso, con una struttura troppo evanescente fa sentire la mancanza di una […]

Il linguaggio della nostalgia

Una circostanza sicuramente fortunata per chi si approccia all’analisi della conversazione è costituita dal rendersi conto del valore che hanno i propri dati. Il linguista raccoglie dati di parlato in forma di registrazioni audio e/o riprese video: il setting può essere più o meno formale (da una cena, a una lezione universitaria a un processo in tribunale); il numero dei parlanti può variare da due a indefinito (con la possibilità di situazioni comunicative molto complesse in cui nonostante l’interazione avviene fra molti partecipanti, si assiste spesso a una divisione interna in gruppi separati di parlanti ognuno con un topic che si lega e si distacca da quello che era il topic principale di interazione comune); i dati sociolinguistici dei parlanti (età, sesso, provenienza geografia, istruzione, ecc.) possono essere disomogenei. Leggi di più a proposito di Il linguaggio della nostalgia

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Due gelati, i miei nipoti e torno bambina

Una delle cose che amo di più al mondo è fare la zia. Ho due nipoti, la più grande ha 9 anni ed il piccolo quasi 2. Mi piace definirmi una zia non-convenzionale per almeno due motivi. Il primo è che vivo a più di cinque ore di distanza dai miei amati nipotini e quindi non me li posso spupazzare quanto vorrei; il secondo è che non mi comporto quasi mai da zia. Non fraintendete! I bambini adorano stare con me ed io adoro stare con loro quando ne ho la possibilità, ma anziché insegnare ad essere perfettamente educati, il più delle volte mostro come si fanno le facce buffe o i giochi stupidi, cose così insomma, ma non ditelo in giro perché proprio non dovrei. I miei nipoti poi mi imitano sempre, ma vabbè… Leggi di più a proposito di Due gelati, i miei nipoti e torno bambina

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La collina del vento – Carmine Abate

Conoscevo Carmine Abate in quanto cultore delle comunità albanesi in Calabria, del loro linguaggio e delle loro tradizioni. Qui invece niente arbëresh e poco dialetto, ma una scrittura piana e meditata, fresca e calibrata, ritmata dalla forza del vento e scandita dalla voce delle generazioni. Una saga familiare ambientata in un contesto rurale, a partire dai primi anni del secolo fino alla ripresa postbellica. Due guerre, il latifondo, la camorra, il fascismo, l’abusivismo edilizio. Contro questi grandi eventi una famiglia di lavoratori, la loro terra conquistata con fatica, una collina che è oggetto e simbolo del loro destino. Leggi di più a proposito di La collina del vento – Carmine Abate

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Francesco Bernardi, una vita di successi e solitudine

Il 27 novembre 1758 muore “d’accidente apopletico”, nella sua villa di San Giovanni a Cerreto, Francesco Bernardi, meglio noto come “il Senesino”, famosissimo cantante senese, che nel corso della sua carriera si è distinto in tutti i più rinomati teatri d’Europa. Leggi di più a proposito di Francesco Bernardi, una vita di successi e solitudine

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