Sweet Home Alabama? La settimana buia per le donne

In Italia, la scorsa settimana, l’opinione pubblica si è ulteriormente divisa nell’accesa polemica riguardante la bocciatura della Tampon Tax, la tassa “di lusso” applicata agli assorbenti e ai pannolini. L’Italia, infatti, è il paese con l’aliquota più alta, un 22% rispetto all’Olanda e alla Francia che da pochissimo tempo hanno ridotto questa imposta facilitando la spesa mensile sull’acquisto di beni per la cura della persona. Non appena è stata resa pubblica la notizia della bocciatura dell’emendamento, sul web e sui social si è scatenata l’apocalisse: chi urla al sessismo, chi urla contro l’inoperosità più totale della classe politica prettamente maschile, di tutto insomma. E da donna devo dire che questa volta il trambusto che si è scatenato ha il mio più totale appoggio. Leggi di più a proposito di Sweet Home Alabama? La settimana buia per le donne

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Se Dante fosse vissuto ai giorni nostri

“Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una metro oscura,
ché la diritta via per il Bosco Verticale era smarrita”.

Difficile negarlo, quante volte abbiamo pensato di poter vivere anche solo per pochissimo tempo in epoche passate? C’è chi predilige gli anni ’50 per poter rivivere i movimenti sociali rivoluzionari, chi nella Roma Imperiale (sperando di rinascere patrizio ovviamente). C’è chi addirittura si proietta nel futuro, immaginandosi una realtà fatta di auto volanti, teletrasporto, in cui le persone si manifestano attraverso le proiezioni olografiche. Io invece mi soffermo su altro. Una specie di gioco o passatempo che mi aiuta spesso a svagarmi un po’… quello di pensare a come potrebbero vivere i personaggi che hanno segnato la nostra Storia se fossero vissuti ai giorni nostri. Nell’epoca dei Millennials, degli smartphone, della realtà aumentata; delle sorelle Kardashian alla tv, della classe politica a tratti tragi-comica, dei social network e dei selfie. Immaginiamo insieme. Immaginiamo se Dante Alighieri fosse vissuto ai giorni nostri ritrovandosi a scrivere la Divina Commedia oggi. Leggi di più a proposito di Se Dante fosse vissuto ai giorni nostri

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Visioni e scrittura nel “Liber” di Ildegarda di Bingen

Il tema del femminile divino, il rapporto fra umanità e divinità, il significato dell’identificazione fra il settimo giorno della creazione e l’incarnazione proposto da Ildegarda di Bingen, badessa tedesca del XII secolo, sono alcuni degli aspetti “innovativi ed audaci” del libro di Teresa Lucente La Quadratura del cerchio Incarnazione e libertà nel ‘Liber Divinorum Operum’ di Ildegarda di Bingen che sarà presentato sabato 17 marzo alle 17.30 a Bolsena presso la Lib’Osteria Le Sorgenti (corso Cavour 75).

Con l’autrice dialogheranno l’editore Mario Papalini e la libraia Katia Maurelli. Leggi di più a proposito di Visioni e scrittura nel “Liber” di Ildegarda di Bingen

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Quando è la storia a dare il nome alle strade. Intervista a Roberto Cresti

A distanza del successo dello “Stradario/Stranario. Curiosità e stranezze nei toponimi di Siena” pubblicato nel 2004 e che ancora oggi vanta numerose ristampe, Roberto Cresti e Maura Martellucci sono tornati nelle librerie con un nuovo lavoro a due mani: “La Patria in Strada. Lo Stradario di Siena dal Risorgimento al Medioevo”, Betti editrice. In questo nuovo lavoro i due autori tornano a parlare di Siena attraverso le sue strade, con uno studio accurato sui cambiamenti nella toponomastica “…tra il 1860 addirittura fino al 2010”. Casiquotidiani ha raggiunto Roberto Cresti per saperne di più. Leggi di più a proposito di Quando è la storia a dare il nome alle strade. Intervista a Roberto Cresti

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Il terrore delle fiamme nel Medioevo

Il 21 dicembre 1296 il Consiglio della Campana approva uno statuto in base al quale ogni singolo cittadino doveva venire a conoscenza delle regole da seguire per prendere parte all’opera di spegnimento di un incendio. All’annuncio del fuoco, dato col suono della campana oppure da un banditore, un certo numero di persone che svolgeva mestieri quali i “portatores” di biada, gli asinai, i vetturali, i falegnami ed i muratori, che in precedenza avevano prestato giuramento per fornire la loro opera, si mettevano in moto per domare le fiamme. Leggi di più a proposito di Il terrore delle fiamme nel Medioevo

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