La svolta – Tim Winton  

Una raccolta di racconti che ho letto con gusto. Strano, perché i racconti in genere non fanno per me. Ci metto tempo ad entrare in una storia e il genere troppo breve mi impedisce di trovare il mio ritmo nella lettura. Stavolta invece, complice la scrittura potente e accattivante, complice il fatto che comunque i racconti sono tutti ambientati nello stesso luogo, complice il fatto che molti personaggi compaiono in più racconti da punti di vista diversi, sviluppando aspetti e completando personalità, sono rimasta intrappolata da queste storie che si incrociano, dalla narrazione asciutta ma non accidentata, dalla crudezza del narratore e dalla profondità del narrato. Leggi di più a proposito di La svolta – Tim Winton  

Qualcosa sui Lehman – Stefano Massini

Quando ci si approccia a quest’opera senza preparazione, come è successo a me, ci si trova spiazzati da un testo difficile da catalogare: non è prosa, non è poesia, non è testo teatrale, pur essendo l’adattamento successivo della prima stesura di ciò che poi diventò “The Lehman Trilogy”, in scena sui palcoscenici di mezzo mondo. Leggi di più a proposito di Qualcosa sui Lehman – Stefano Massini

L’alimentazione sostenibile contro il surriscaldamento della Terra

Far diminuire di soli 2°C la temperatura della Terra è un obiettivo che riguarda tutti noi. Dai micro comportamenti del singolo alle più ampie scelte internazionali, l’unica alternativa alla morte certa del nostro pianeta è la presa di coscienza e, quindi, sapere che cosa è giusto fare per difenderlo. Le strategie devono essere globali come l’uso di energie rinnovabili, il riciclaggio, la costruzione di impianti industriali a bassa produzione di anidride carbonica. E gesti semplici come la scelta degli alimenti da portare sulle nostre tavole. Leggi di più a proposito di L’alimentazione sostenibile contro il surriscaldamento della Terra

Voci del verbo andare – Jenny Erpenbeck

Smarriti nell’insensatezza delle frontiere europee, intrappolati dalla follia delle leggi tedesche, i migranti africani a Berlino declinano il verbo andare in tedesco una prima volta, ma per motivi contingenti sono costretti a sospendere le lezioni e quando possono riprenderle hanno dimenticato tutto e devono ricominciare dalla declinazione del verbo andare, e dopo essere andati avanti e indietro tra l’Italia e la Germania, tra un ricovero e un centro di accoglienza, cambiando quartiere nella stessa Berlino che è come cambiare città, si ritrovano punto e da capo: andare, andai, andato. Leggi di più a proposito di Voci del verbo andare – Jenny Erpenbeck