“Ho alzato il cappello e ho salutato l’Estate…”

Iniziamo dal nome e dal logo: chi c’è dietro JagannathPremaGiovBertacchi?Jagannath Prema siamo io (Francesca Scialpi) e Giovanni Bertacchi (in foto), compagni nella vita e nel lavoro; Raffaella, la nostra collaboratrice alla vendita, e le nostre preziose sarte che producono per noi diversi modelli di cappelli in tessuto. Il cappellaio matto è Giovanni, per tutti Gianni, da tempo artigiano ed esperto del cappello, precisamente da quando il Sig. Campagni, storico cappellaio di Siena, chiuse l’attività una ventina d’anni fa e gli trasmise la passione per questo lavoro, ma soprattutto gli strumenti per la realizzazione del cappello. Possediamo più di 200 antiche forme in legno che hanno attraversato tutto il ‘900 su cui modelliamo i cappelli a mano, e altrettante forme disegnate da noi in alluminio che utilizziamo con la pressa a pedale e idraulica.

Sul vostro profilo Instagram, si leggono frasi molto concise, ben diverse dai soliti slogan commerciali o dai seducenti richiami di content marketing. Vi andrebbe di spiegare ai lettori di CasiQuotidiani, partendo dalle quattro frasi seguenti, il perché di una tale scelta “narrativa”?
1. Artigiani per passione
2. Mestiere da generazioni
3. Il nostro lavoro è vita realizzata
4. Non compriamo followers

È una sintesi di quello che siamo anche se è difficile spiegare in poche parole la passione per il lavoro, la memoria del passato, la gioia nel fare ciò che ci piace fare e l’essere apprezzati per quello che facciamo.
La nostra più grande passione è la ricerca dei materiali con cui si può dare forma al cappello, oggetto dimenticato per anni e tornato oggi tanto di moda da riempire le vetrine di tutti i negozi delle città. La maggior parte di questi è però di carta o di plastica e poche persone conoscono davvero l’importanza della materia prima che andremo a mettere in testa.

Ogni anno viaggiamo in Europa per le antiche fabbriche di lavorazione della lana e del pelo di coniglio ottenuto esclusivamente dalla tosatura, in Ecuador per la paja toquilla da cui deriva il famoso panama (in foto lavorazione della Carludovica palmata dalla quale deriva il panama) e in tutto il mondo, perché la ricerca è continua ed entusiasmante. Un’altra passione è creare manualmente il feltro seguendo l’intero processo, cioè dalla tosatura della pecora e dal lavaggio della lana fino alla tintura e alla trasformazione in feltro con acqua calda e sapone.

Cardatura (lana e feltro) fatta a mano
Cardatura (lana e feltro) fatta a mano

È un mestiere davvero affascinante, basti pensare ai famosi cappelli di paglia di Firenze, intrecciati a mano dai primi del ‘700 sino alla metà del secolo scorso dalle trecciaiole (donne contadine della zona di Signa e Campi Bisenzio che con particolare maestria intessevano gli steli del grano marzuolo creando trecce pregiatissime con cui si confezionavano cappelli unici ed eleganti), diventati un prodotto artigianale tipico della Toscana.
Gianni ha iniziato dapprima come ambulante rivenditore di cappelli prodotti in Italia; ha aperto il primo negozio a Siena quasi dieci anni fa e un altro a Vancouver, e dopo varie vicissitudini familiari e di salute, con tanto impegno è riuscito a creare una produzione propria.

Così dal 2017 siamo in uno dei posti più belli del mondo – nel vicolo di San Pietro (foto a sinistra) cioè in piazza del Campo – e con il nostro laboratorio visitabile a 200mt. Per questo il nostro lavoro è vita realizzata: un mestiere non si può improvvisare, ci vogliono anni, esperienza e tanto amore. Dal nostro negozio, nella bellissima Siena, passano migliaia di persone provenienti da tutte le parti del mondo: un’immensa ricchezza culturale che permette di confrontarci ogni giorno con la bellezza della diversità.
I “followers” ci interessano se dietro esiste un contatto personale perché, per noi, è importante instaurare relazioni di questo tipo dove, per farla breve, non si parla di “clienti”, ma di amici con i quali esiste uno scambio, un rapporto di fiducia anche se a distanza.

L’essere umano è anche ciò che indossa. Il cappello è quel dettaglio che crea un’identità. Qual è la caratteristica più unica e più apprezzata dei vostri cappelli?

Principalmente la versatilità perché le nostre forme seguono uno stile classico rivisitato e, soprattutto, la qualità del materiale, da cui derivano di conseguenza traspirazione e confort.

L’attuale situazione di emergenza da Coronavirus sta mettendo a rischio intere categorie professionali. I mezzi online, tramite ad esempio sistemi di e-commerce e siti web dedicati, sono al momento l’alternativa per movimentare il commercio. In che modo JagannathPremaGiovBertacchi si relaziona oggi con i propri clienti? Chi desidera acquistare un vostro prodotto, può farlo? Come?

Il sito web è attualmente in costruzione, ma grazie all’iniziativa “Solidarietà digitale” promossa dal Governo, è possibile acquistare da casa propria attraverso un link di pagamento che inviamo tramite email o social collegato direttamente al nostro Pos, per cui un metodo sicuro e immediato.
Per chi volesse maggiori informazioni, ecco i nostri contatti:  telefono 0577 283982 e-mail jagannathprema@hotmail.com e Instagram @JagannathPremaGiovBertacchi.

Online o in presenza, presto avremo bisogno di cappelli estivi: quali sono i vostri modelli più venduti? Un suggerimento per i lettori del nostro blog così non solo eviteranno look
démodé, ma potranno scegliere la qualità dei cappelli a firma JagannathPremaGiovBertacchi.

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#Covid19 – Diari dal mondo – Luciano Valentini da Siena

Luciano Valentini è un fotografo di Siena, un artista delle immagini. Le sue fotografie raccontano delle storie. Oggi, al centro di una narrativa fatta di silenzi e di assenza, resiste comunque la voglia di comunicare. Per i lettori di #CasiQuotidiani, ecco che cosa svelano le strade di Siena. Sul #Coronavirus per Luciano solo scatti fotografici, […]

Tutte le novità de “Il Mercato nel Campo 2018”

Il Natale sta per arrivare e già dal primo dicembre a Siena si respira aria di festa. “Il Mercato nel Campo” che rievoca il “mercato grande” medievale già descritto nel Costituto Senese del 1309, infatti, non solo segnerà l’inizio di dicembre, ma darà il via ad una stagione ricca di eventi e di emozioni: dal 6 dicembre al 6 gennaio La Fortezza Medicea, infatti, ospiterà il “Regno di Babbo Natale” mentre ai Giardini della Lizza ci saranno attrazioni e mercatini con la torre panoramica e la pista del ghiaccio. Leggi di più a proposito di Tutte le novità de “Il Mercato nel Campo 2018”

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“A cavallo di una fiaba. I cavalli si raccontano” arriva a teatro

Un libro che diventa spettacolo. “A cavallo di una fiaba. I cavalli si raccontano” di Massimo Biliorsi (ed. Extempora), andrà in scena a Siena, al Teatro comunale dei Rinnovati, il 28 novembre alle 21,15. Il testo, adattato dall’autore insieme a Maurizio Bianchini, ha come protagonisti i cavalli, diciassette, che racconteranno ben 17 storie di Palio, una per ogni contrada. L’incasso della serata (i biglietti costano 10 euro e si trovano in prevendita presso la libreria Senese in via di Città e la Mondadori in via Montanini) sarà interamente devoluto al pensionario dei cavalli del Palio di Radicondoli. Leggi di più a proposito di “A cavallo di una fiaba. I cavalli si raccontano” arriva a teatro

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Il Palio attraverso le immagini: riprende il cartellone di eventi all’Orto de’ Pecci

Sabato 24 febbraio, dalle 20 in poi, riprende il ciclo “(E)Venti forti All’Orto de’ Pecci” la rassegna di conversazioni, filmati, musica e buona tavola curata da Massimo Biliorsi. Il cartellone riprende con un appuntamento imperdibile: una serata dedicata al lungo lavoro cinematografico dello studio senese Moviement HD di Riccardo Domenichini che ha scelto per l’occasione alcuni spezzoni del lavoro svolto negli anni sul Palio e sulle Contrade. Leggi di più a proposito di Il Palio attraverso le immagini: riprende il cartellone di eventi all’Orto de’ Pecci

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Quando è la storia a dare il nome alle strade. Intervista a Roberto Cresti

A distanza del successo dello “Stradario/Stranario. Curiosità e stranezze nei toponimi di Siena” pubblicato nel 2004 e che ancora oggi vanta numerose ristampe, Roberto Cresti e Maura Martellucci sono tornati nelle librerie con un nuovo lavoro a due mani: “La Patria in Strada. Lo Stradario di Siena dal Risorgimento al Medioevo”, Betti editrice. In questo nuovo lavoro i due autori tornano a parlare di Siena attraverso le sue strade, con uno studio accurato sui cambiamenti nella toponomastica “…tra il 1860 addirittura fino al 2010”. Casiquotidiani ha raggiunto Roberto Cresti per saperne di più. Leggi di più a proposito di Quando è la storia a dare il nome alle strade. Intervista a Roberto Cresti

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Il perché dei colonnini in Piazza del Campo

Il 16 gennaio 1808 iniziano i lavori per l’istallazione, intorno a Piazza del Campo, di 71 colonnini, oltre ad altri 19 che vengono posti di fronte al Palazzo Pubblico. Tra i colonnini che, a lavoro ultimato, circonderanno tutta la Piazza, durante i Palii venivano montate delle catene che avevano lo scopo di contenere gli spettatori; […]

Piazza del Campo: quando venne terminata la pavimentazione?

Il 30 dicembre del 1346 viene terminata la pavimentazione di piazza del Campo. Agnolo di Tura del Grasso, descrive così l’evento: “El Canpo di Siena si finì di siliciare a mattoni a dì 30 di dicembre [1346] ed è tenuto lo più bel Canpo, co’ la bella e abundante fontana, co’ li belli e nobili casamenti d’intorno e buttighe, che altra piaza d’Italia”. Leggi di più a proposito di Piazza del Campo: quando venne terminata la pavimentazione?

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La sfortuna della Chiocciola e il Santo nel pozzo

Il 19 dicembre 1891 “emigra” da Firenze a Siena Edoardo Farsetti, figlio di Angelo. Due anni dopo, lo troviamo già annoverato tra i fantini di Piazza con il nome di Mugnaino: corre, infatti, nella Tartuca lo straordinario del 1893. Nel Campo disputa sette Carriere (partecipa anche al Palio alla Romana dell’agosto del 1894) senza mai vincere. Leggi di più a proposito di La sfortuna della Chiocciola e il Santo nel pozzo

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“Fonte Gaia”, la (nuova) fonte per il Campo di Iacopo della Quercia

Il 15 dicembre 1408 gli ufficiali di Balia e il capitano del Popolo affidano a “magistro” Iacopo della Quercia la realizzazione della nuova fonte per il Campo, fonte che andrà a sostituire quella del 1343, realizzata da Iacopo di Vanni Ugolini e posta più in basso, vicino al Gavinone attuale. Leggi di più a proposito di “Fonte Gaia”, la (nuova) fonte per il Campo di Iacopo della Quercia

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