Premio Giacomo Matteotti 2020

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha indetto la 16a edizione del Premio Giacomo Matteotti dedicato alle opere che illustrano gli ideali di fratellanza tra i popoli, di libertà e giustizia sociale. Il Premio è suddiviso in tre sezioni. Sezione “saggistica” (premio euro 10.000) Possono concorrere le opere in lingua italiana di carattere saggistico di […]

Il gelato artigianale esiste ancora?

Il gelato è il re indiscusso delle stagioni più calde. Con quale allegria negli occhi, sia grandi che piccini scelgono i gusti preferiti: un momento di pura felicità sottolineato da sorrisi e visi luminosi. Ma può il gelato sostituire un pasto? Secondo alcuni esperti del settore, la risposta è sì, specie quello di produzione propria che contiene […]

Se Dante fosse vissuto ai giorni nostri

“Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una metro oscura,
ché la diritta via per il Bosco Verticale era smarrita”.

Difficile negarlo, quante volte abbiamo pensato di poter vivere anche solo per pochissimo tempo in epoche passate? C’è chi predilige gli anni ’50 per poter rivivere i movimenti sociali rivoluzionari, chi nella Roma Imperiale (sperando di rinascere patrizio ovviamente). C’è chi addirittura si proietta nel futuro, immaginandosi una realtà fatta di auto volanti, teletrasporto, in cui le persone si manifestano attraverso le proiezioni olografiche. Io invece mi soffermo su altro. Una specie di gioco o passatempo che mi aiuta spesso a svagarmi un po’… quello di pensare a come potrebbero vivere i personaggi che hanno segnato la nostra Storia se fossero vissuti ai giorni nostri. Nell’epoca dei Millennials, degli smartphone, della realtà aumentata; delle sorelle Kardashian alla tv, della classe politica a tratti tragi-comica, dei social network e dei selfie. Immaginiamo insieme. Immaginiamo se Dante Alighieri fosse vissuto ai giorni nostri ritrovandosi a scrivere la Divina Commedia oggi. Leggi di più a proposito di Se Dante fosse vissuto ai giorni nostri

Chi era Emilio Pasquale Gallori

Il 24 dicembre 1924, nella sua casa di Siena, muore lo scultore Emilio Pasquale Gallori. Nato a Firenze nel 1846, dopo aver studiato all’Accademia di Belle Arti della sua città, dedica la sua vita alla scultura e deve la sua celebrità all’aver vinto, nel 1883, il concorso per scolpire il monumento a Garibaldi, inaugurato il 20 settembre 1895, che si trova ancora oggi sul Gianicolo a Roma. Leggi di più a proposito di Chi era Emilio Pasquale Gallori

Lo stradario del 1932 che unì le radici storiche di Siena e il mito del Risorgimento

Il 23 dicembre 1931 viene pubblicato il manifesto con le denominazioni del nuovo stradario di Siena voluto dal podestà Fabio Bargagli Petrucci. Lo stradario sarebbe entrato in vigore a decorrere dal 1° gennaio 1932. Leggi di più a proposito di Lo stradario del 1932 che unì le radici storiche di Siena e il mito del Risorgimento

La capacità narrativa del pittore Amos Cassioli

Il 17 dicembre 1891 muore a Firenze il pittore Amos Cassioli. Nasce il 10 agosto 1832 ad Asciano da Domenico, caffettiere, e Assunta Mazzoni; viene iniziato agli studi dallo zio Ottavio Cassioli, organista della cattedrale di Arezzo, che voleva indirizzarlo alla carriera ecclesiastica. La morte improvvisa del padre lo costringe a cercare lavoro ad Asciano per mantenere la famiglia, ma grazie all’interessamento dei monaci di Monte Oliveto Maggiore, e alla generosità di alcuni privati, riprende gli studi e la pittura per quale mostra un innato talento. Leggi di più a proposito di La capacità narrativa del pittore Amos Cassioli

Arrigo Pecchioli e la rinascita culturale senese

Il 14 dicembre 1922 nasce a Siena, nel rione del Nicchio (scrive lui stesso: “in quell’imbuto di strada ch ‘è via dell’Oliviero, proprio ove questa forma un gomito spezzato”) Arrigo Pecchioli. Figlio di Brunetta Chellini e Raffaello, autista meccanico di gran competenza e passione con officina in via Pantaneto, è in realtà un contradaiolo, appassionato, della Torre che gli ha anche intitolato una piazzetta che si apre su via di Salicotto. Leggi di più a proposito di Arrigo Pecchioli e la rinascita culturale senese

La storia siamo noi

Il 7 dicembre 1867 muore a Viterbo Aurelio Mecatti. Aurelio Mecatti (1848-1867) tipografo senese, aderisce giovanissimo al movimento garibaldino. Mecatti a 18 anni (nel 1866) raggiunge Barletta per unirsi alle Camicie Rosse, ma non viene arruolato perché il suo fisico è ritenuto troppo fragile. Leggi di più a proposito di La storia siamo noi

La storia di Pastorino Pastorini, il pittore su vetro di Siena

Il 6 dicembre 1592 muore a Firenze e viene sepolto in Santa Maria Maggiore Pastorino Pastorini, abile e stimato pittore su vetro, nonché ottimo incisore. Nato a Castelnuovo Berardenga intorno al 1508, da Giovanni Michele d’Andrea Pastorini, calzolaio emigrato dal Ponte di Pontremoli, e dalla seconda moglie Francesca di Lorenzo, negli anni Venti del ‘500 si forma come pittore e maestro vetraio ad Arezzo con Guillaume de Marcillat (nel 1528 risulta suo “garzone”), che gli lascia in eredità “i vetri e le masserizie da lavorare et i suoi disegni”. Leggi di più a proposito di La storia di Pastorino Pastorini, il pittore su vetro di Siena

Carica di Porta Pia: storia del soldato che incitò i compagni a suon di tromba

Il 28 novembre 1959 il Comune di Siena delibera di intitolare una strada (in realtà una traversa di via Mentana) a Niccola (o Nicola) Scatoli, il valoroso soldato senese che con la sua tromba incitò i compagni alla presa di Porta Pia e per primo venne ferito durante l’azione. Leggi di più a proposito di Carica di Porta Pia: storia del soldato che incitò i compagni a suon di tromba