Il bambino scambiato – Kenzaburo Oe

Un romanzo libero da ogni schema, che parte in sordina e va avanti in un continuo crescendo di immagini, situazioni e sviluppi, con un ritmo sempre più incalzante. L’elemento autobiografico, che in Oe non manca mai, è stemperato dall’uso della terza persona, ed è ancora una volta una solida base per l’analisi dei concetti più […]

Lacci – Domenico Starnone

Un libro alla Sandor Marai senza la perizia di Sandor Marai, alla Nemirowski senza la potenza di scrittura della Nemirowski. La struttura è tripartita, una prima parte epistolare, la seconda narrativa, la terza epifanica. Avrebbe dovuto essere la forza del romanzo, una specie di visione tridimensionale della realtà, ma in realtà il tutto mi sembra gestito […]

A sangue freddo – Truman Capote

Cos’è che determina un capolavoro? Non si può negare che questo sia un caposaldo della letteratura contemporanea, il primo “reportage narrativo” propriamente detto, frutto di un impegno più che notevole da parte dell’autore e oggetto di critiche entusiastiche da ogni dove. Ciò detto, le emozioni che ho provato leggendolo sono state pari a zero, non […]

La casa delle belle addormentate – Yasunari Kawabata

Riconosco il pregio della finissima cesellatura di un personaggio – il protagonista – i cui pensieri e sensazioni emergono man mano che il romanzo si srotola davanti ai nostri occhi come un tatami preparato per la notte. Riconosco la delicatezza delle descrizioni di atmosfere ovattate, che cullano pensieri in equilibrio tra sonno e veglia, vita e […]

Kruso – Lutz Seiler

Le edizioni Del Vecchio mi riservano spesso delle belle sorprese. Stavolta è un autore tedesco che non conoscevo, poeta e saggista rinomato in patria, al suo primo romanzo. Lutz Seiler attinge dalla letteratura classica (Defoe e Mann sopra tutti) per creare un romanzo moderno e innovativo. Un linguaggio evocativo e poetico, a volte impenetrabile, che […]

#Covid19 – Diari dal mondo – Letizia Lusini da Monteroni d’Arbia (SI)

Forse un giorno guarderò a questa stanza come a qualcosa di lontano nel tempo; e il ricordo si poserà su una mattina come questa. Il suo silenzio, solo uccelli che cantano negli alberi di fronte mossi dal vento calmo, un cielo azzurro come nei quadri, gli oggetti fermi al loro posto, prima che la mia […]

Valérie Perrin e la grazia dei cimiteri

Quando, qualche anno fa, è morta la mamma della mia migliore amica del liceo io non c’ero. Anche se non ci frequentiamo più molto assiduamente, mi è dispiaciuto proprio tanto. Oltre tutto lei mi è stata molto vicina quando io ho perso il mio babbo. Ho pensato spesso quindi a come rimediare a questa mia assenza e qualche tempo dopo, in occasione dell’anniversario, le ho proposto di andare insieme al cimitero.

Non vorrei apparire blasfema, ma ci divertimmo molto, checché se ne possa pensare. Il silenzio, i cipressi, i vasi di fiori da raddrizzare sulle tombe, lo scricchiolio della ghiaia, fecero da sfondo a una lunga passeggiata di ricordi e confidenze. Ci salutammo promettendoci che lo avremmo rifatto. E così è stato.

Conosco persone che alla sola idea del cimitero storcono la bocca o fanno i famosi gesti apotropaici. Per me non è così. Sarà per questo che quando ho iniziato a leggere “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin (e/o, 2019) tradotto da Alberto Bracci Testasecca, sono stata subito avvinta dalla lettura. Il romanzo, infatti, è ambientato interamente in un cimitero. Leggi di più a proposito di Valérie Perrin e la grazia dei cimiteri

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Faber – Tristan Garcia

Non si può non lasciarsi trascinare dal linguaggio altamente evocativo, dalle mille sfumature di questo romanzo in cui la narrativa è solo un pretesto per parlare di filosofia, politica, linguistica, letteratura, denuncia sociale e non so quante altre cose che probabilmente mi sono sfuggite, perché quello di cui ho appena chiuso l’ultima pagina ma la cui copertina non riesco a smettere di guardare è uno dei romanzi più densi e poliedrici che mi sia capitato di leggere. Leggi di più a proposito di Faber – Tristan Garcia

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Il paese delle prugne verdi – Herta Müller

Come esprimere una realtà tragica, fatta di violenza, orrore, repressione? Herta Müller lo fa al meglio in questo piccolo romanzo ermetico e involuto, scegliendo un linguaggio che tende a nascondere più che a rivelare, ma che nascondendo rivela – molto più efficacemente che con una cruda descrizione -qualcosa che non è possibile descrivere a parole. Leggi di più a proposito di Il paese delle prugne verdi – Herta Müller

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Canto della pianura – Kent Haruf

Dopo Benedizione, che mi aveva catturata per lo stile asciutto e la rudezza dei personaggi, leggere questo romanzo mi è sembrato come visitare un’altra cittadina, una Holt raccontata da un altro. È vero che l’atmosfera è sempre quella: sembra di muoversi nella povere delle strade delle campagne statunitensi, ed anche in questo caso, come in […]