Valérie Perrin e la grazia dei cimiteri

Quando, qualche anno fa, è morta la mamma della mia migliore amica del liceo io non c’ero. Anche se non ci frequentiamo più molto assiduamente, mi è dispiaciuto proprio tanto. Oltre tutto lei mi è stata molto vicina quando io ho perso il mio babbo. Ho pensato spesso quindi a come rimediare a questa mia assenza e qualche tempo dopo, in occasione dell’anniversario, le ho proposto di andare insieme al cimitero.

Non vorrei apparire blasfema, ma ci divertimmo molto, checché se ne possa pensare. Il silenzio, i cipressi, i vasi di fiori da raddrizzare sulle tombe, lo scricchiolio della ghiaia, fecero da sfondo a una lunga passeggiata di ricordi e confidenze. Ci salutammo promettendoci che lo avremmo rifatto. E così è stato.

Conosco persone che alla sola idea del cimitero storcono la bocca o fanno i famosi gesti apotropaici. Per me non è così. Sarà per questo che quando ho iniziato a leggere “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin (e/o, 2019) tradotto da Alberto Bracci Testasecca, sono stata subito avvinta dalla lettura. Il romanzo, infatti, è ambientato interamente in un cimitero. Leggi di più a proposito di Valérie Perrin e la grazia dei cimiteri

Faber – Tristan Garcia

Non si può non lasciarsi trascinare dal linguaggio altamente evocativo, dalle mille sfumature di questo romanzo in cui la narrativa è solo un pretesto per parlare di filosofia, politica, linguistica, letteratura, denuncia sociale e non so quante altre cose che probabilmente mi sono sfuggite, perché quello di cui ho appena chiuso l’ultima pagina ma la cui copertina non riesco a smettere di guardare è uno dei romanzi più densi e poliedrici che mi sia capitato di leggere. Leggi di più a proposito di Faber – Tristan Garcia

Il paese delle prugne verdi – Herta Müller

Come esprimere una realtà tragica, fatta di violenza, orrore, repressione? Herta Müller lo fa al meglio in questo piccolo romanzo ermetico e involuto, scegliendo un linguaggio che tende a nascondere più che a rivelare, ma che nascondendo rivela – molto più efficacemente che con una cruda descrizione -qualcosa che non è possibile descrivere a parole. Leggi di più a proposito di Il paese delle prugne verdi – Herta Müller

Canto della pianura – Kent Haruf

Dopo Benedizione, che mi aveva catturata per lo stile asciutto e la rudezza dei personaggi, leggere questo romanzo mi è sembrato come visitare un’altra cittadina, una Holt raccontata da un altro. È vero che l’atmosfera è sempre quella: sembra di muoversi nella povere delle strade delle campagne statunitensi, ed anche in questo caso, come in […]

Il senso di una fine – Julian Barnes

Questo romanzo è un busillis. Succedono poche cose basilari e molte ne vengono nascoste. E tutte le curiosità del lettore vengono bellamente ignorate, le domande che il protagonista/voce narrante dall’ego smisurato e dalle ridotte capacità intuitive si pone rimangono senza risposta. Una vicenda con un finale a sorpresa che lascia insoddisfatti, perché il senso è nella ricerca, e non nella soluzione. Leggi di più a proposito di Il senso di una fine – Julian Barnes

La venere di Urbino – Bernard Malamud

Innegabile la perizia tecnica di Malamud, che in questo breve romanzo composto da sei racconti raccoglie tutti gli stili, tutti gli stereotipi, tutte le stravaganze e tutti i riferimenti artistici che riesce a riunire: troppo contenuto, secondo me, per una struttura che a volte scricchiola rischiando di cedere. Leggi di più a proposito di La venere di Urbino – Bernard Malamud

Dolore – Zeruya Shalev

Niente a che vedere con tutto quello che mi sarei aspettata. Una scrittrice israeliana apprezzata da Amos Oz e spesso paragonata ad Abraham Yehoshua, un titolo durissimo, un argomento profondo: tutto lasciava ben sperare, così non ho avuto dubbi quando l’ennesima offerta lampo si è proposta ai miei occhi, e con curiosa frettolosità non ho esitato a “comprare con un click”. Leggi di più a proposito di Dolore – Zeruya Shalev

Luce perfetta – Marcello Fois

Ed ecco confermata ancora una volta la mia teoria sulle trilogie, secondo la quale il terzo libro è meno potente del secondo che è meno potente del primo. Persino uno bravo come Fois ha dovuto sottostare a questa regola, che peccato! Leggi di più a proposito di Luce perfetta – Marcello Fois

Gli indifferenti – Alberto Moravia

Non potevo continuare a snobbare uno dei più grandi romanzieri italiani dell’ultimo secolo, non volevo più portarmi dietro una lacuna così grossa. Non so da dove sia nata la mia antipatia epidermica verso questo pilastro della letteratura, del teatro, dell’intellighenzia e della politica, ma almeno adesso so dove va a finire. Leggi di più a proposito di Gli indifferenti – Alberto Moravia

Poiché ero carne – Edward Dahlberg

Ancora un libro faticoso. Per fortuna, almeno nella lettura se non nella corsa, ho una resistenza da maratoneta! E per fortuna ho letto e studiato Bibbia e classici greci da giovane, perché altrimenti non so cosa avrei apprezzato di questa opera obiettivamente pesante, carica di riferimenti veterotestamentari e classicheggianti, ma gustosissima, ironica e affascinante, ad avere la forza di stare al gioco. Leggi di più a proposito di Poiché ero carne – Edward Dahlberg