“Donne di oggi” sempre più “Donne di ieri”

Sembra che in una società come la nostra troppo veloce, troppo “smart”, troppo egoistica, troppo… le grandi storie del passato corrano alla stessa velocità come a voler dire: “Fermatevi! Poco o nulla è cambiato tra noi e voi”. Omero, Saffo, Teocrito, Eschilo, Sofocle, Euripide, Cicerone, Seneca… hanno un potere pazzesco, ti entrano dentro e ci […]

La casa delle belle addormentate – Yasunari Kawabata

Riconosco il pregio della finissima cesellatura di un personaggio – il protagonista – i cui pensieri e sensazioni emergono man mano che il romanzo si srotola davanti ai nostri occhi come un tatami preparato per la notte. Riconosco la delicatezza delle descrizioni di atmosfere ovattate, che cullano pensieri in equilibrio tra sonno e veglia, vita e […]

“Ho alzato il cappello e ho salutato l’Estate…”

Iniziamo dal nome e dal logo: chi c’è dietro JagannathPremaGiovBertacchi?Jagannath Prema siamo io (Francesca Scialpi) e Giovanni Bertacchi (in foto), compagni nella vita e nel lavoro; Raffaella, la nostra collaboratrice alla vendita, e le nostre preziose sarte che producono per noi diversi modelli di cappelli in tessuto. Il cappellaio matto è Giovanni, per tutti Gianni, da tempo artigiano ed esperto del cappello, precisamente da quando il Sig. Campagni, storico cappellaio di Siena, chiuse l’attività una ventina d’anni fa e gli trasmise la passione per questo lavoro, ma soprattutto gli strumenti per la realizzazione del cappello. Possediamo più di 200 antiche forme in legno che hanno attraversato tutto il ‘900 su cui modelliamo i cappelli a mano, e altrettante forme disegnate da noi in alluminio che utilizziamo con la pressa a pedale e idraulica.

Sul vostro profilo Instagram, si leggono frasi molto concise, ben diverse dai soliti slogan commerciali o dai seducenti richiami di content marketing. Vi andrebbe di spiegare ai lettori di CasiQuotidiani, partendo dalle quattro frasi seguenti, il perché di una tale scelta “narrativa”?
1. Artigiani per passione
2. Mestiere da generazioni
3. Il nostro lavoro è vita realizzata
4. Non compriamo followers

È una sintesi di quello che siamo anche se è difficile spiegare in poche parole la passione per il lavoro, la memoria del passato, la gioia nel fare ciò che ci piace fare e l’essere apprezzati per quello che facciamo.
La nostra più grande passione è la ricerca dei materiali con cui si può dare forma al cappello, oggetto dimenticato per anni e tornato oggi tanto di moda da riempire le vetrine di tutti i negozi delle città. La maggior parte di questi è però di carta o di plastica e poche persone conoscono davvero l’importanza della materia prima che andremo a mettere in testa.

Ogni anno viaggiamo in Europa per le antiche fabbriche di lavorazione della lana e del pelo di coniglio ottenuto esclusivamente dalla tosatura, in Ecuador per la paja toquilla da cui deriva il famoso panama (in foto lavorazione della Carludovica palmata dalla quale deriva il panama) e in tutto il mondo, perché la ricerca è continua ed entusiasmante. Un’altra passione è creare manualmente il feltro seguendo l’intero processo, cioè dalla tosatura della pecora e dal lavaggio della lana fino alla tintura e alla trasformazione in feltro con acqua calda e sapone.

Cardatura (lana e feltro) fatta a mano
Cardatura (lana e feltro) fatta a mano

È un mestiere davvero affascinante, basti pensare ai famosi cappelli di paglia di Firenze, intrecciati a mano dai primi del ‘700 sino alla metà del secolo scorso dalle trecciaiole (donne contadine della zona di Signa e Campi Bisenzio che con particolare maestria intessevano gli steli del grano marzuolo creando trecce pregiatissime con cui si confezionavano cappelli unici ed eleganti), diventati un prodotto artigianale tipico della Toscana.
Gianni ha iniziato dapprima come ambulante rivenditore di cappelli prodotti in Italia; ha aperto il primo negozio a Siena quasi dieci anni fa e un altro a Vancouver, e dopo varie vicissitudini familiari e di salute, con tanto impegno è riuscito a creare una produzione propria.

Così dal 2017 siamo in uno dei posti più belli del mondo – nel vicolo di San Pietro (foto a sinistra) cioè in piazza del Campo – e con il nostro laboratorio visitabile a 200mt. Per questo il nostro lavoro è vita realizzata: un mestiere non si può improvvisare, ci vogliono anni, esperienza e tanto amore. Dal nostro negozio, nella bellissima Siena, passano migliaia di persone provenienti da tutte le parti del mondo: un’immensa ricchezza culturale che permette di confrontarci ogni giorno con la bellezza della diversità.
I “followers” ci interessano se dietro esiste un contatto personale perché, per noi, è importante instaurare relazioni di questo tipo dove, per farla breve, non si parla di “clienti”, ma di amici con i quali esiste uno scambio, un rapporto di fiducia anche se a distanza.

L’essere umano è anche ciò che indossa. Il cappello è quel dettaglio che crea un’identità. Qual è la caratteristica più unica e più apprezzata dei vostri cappelli?

Principalmente la versatilità perché le nostre forme seguono uno stile classico rivisitato e, soprattutto, la qualità del materiale, da cui derivano di conseguenza traspirazione e confort.

L’attuale situazione di emergenza da Coronavirus sta mettendo a rischio intere categorie professionali. I mezzi online, tramite ad esempio sistemi di e-commerce e siti web dedicati, sono al momento l’alternativa per movimentare il commercio. In che modo JagannathPremaGiovBertacchi si relaziona oggi con i propri clienti? Chi desidera acquistare un vostro prodotto, può farlo? Come?

Il sito web è attualmente in costruzione, ma grazie all’iniziativa “Solidarietà digitale” promossa dal Governo, è possibile acquistare da casa propria attraverso un link di pagamento che inviamo tramite email o social collegato direttamente al nostro Pos, per cui un metodo sicuro e immediato.
Per chi volesse maggiori informazioni, ecco i nostri contatti:  telefono 0577 283982 e-mail jagannathprema@hotmail.com e Instagram @JagannathPremaGiovBertacchi.

Online o in presenza, presto avremo bisogno di cappelli estivi: quali sono i vostri modelli più venduti? Un suggerimento per i lettori del nostro blog così non solo eviteranno look
démodé, ma potranno scegliere la qualità dei cappelli a firma JagannathPremaGiovBertacchi.

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Le cose che restano – Jenny Offil

In questo suo romanzo d‘esordio Jenny Offil racconta con leggiadria, fantasia e spericolata profondità un rapporto madre-figlia quasi da manuale, dall’amore viscerale alla frattura inscindibile, con uno stile molto più coerente e strutturato rispetto al suo ultimo (Sembrava una felicità) che a mio avviso, con una struttura troppo evanescente fa sentire la mancanza di una […]

(E)VENTI FORTI all’Orto de’ Pecci, ecco le novità

Con l’arrivo del freddo, riparte il cartellone di iniziative culturali e gastronomiche dell’Orto de’ Pecci a Siena. Si tratta di una serie di appuntamenti di cultura, musica, storia, Palio ideati dalla geniale creatività del giornalista e scrittore Massimo Biliorsi. Leggi di più a proposito di (E)VENTI FORTI all’Orto de’ Pecci, ecco le novità

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Riccardo Gambelli si racconta attraverso “Seme lontano”

Riccardo Gambelli, autore di “Seme lontano”, si racconta ai lettori di #casiquotidiani e non solo parla del suo ultimo libro, ma svela anche qualcosa in più di sé e dei suoi desideri. Sin da bambino Riccardo ha amato la letteratura: divorava decine di libri di ogni genere, anche i classici dell’Ottocento, e adorava scrivere. Si […]

Perché leggere “Il Palio di Siena. Una festa italiana”, il nuovo libro di Duccio Balestracci

Dopo aver ascoltato un’articolata presentazione sul nuovo e quanto mai interessante libro del professore Duccio Balestracci – “Il Palio di Siena. Una festa italiana”, edito da Laterza -, e aver colto tutta l’elettricità che si respira in città a ridosso del Palio del 2 luglio, rifletto su questa dimensione di una festa italiana (per l’appunto), eppure unica. Leggi di più a proposito di Perché leggere “Il Palio di Siena. Una festa italiana”, il nuovo libro di Duccio Balestracci

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Un sì, un no e una recensione spettinata

“La cantina” di  Thomas Bernhard: decisamente sì! Lo stile di Bernhard mi cattura sempre. E questo romanzo, con il suo procedere a spirale, è un continuo tuffarsi e riemergere dai flutti dello Stige: un respiro e poi giù all’inferno, una fuga in avanti verso la consapevolezza e poi due passi indietro, a descrivere la disperazione […]

Qualcosa sui Lehman – Stefano Massini

Quando ci si approccia a quest’opera senza preparazione, come è successo a me, ci si trova spiazzati da un testo difficile da catalogare: non è prosa, non è poesia, non è testo teatrale, pur essendo l’adattamento successivo della prima stesura di ciò che poi diventò “The Lehman Trilogy”, in scena sui palcoscenici di mezzo mondo. Leggi di più a proposito di Qualcosa sui Lehman – Stefano Massini

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Canto della pianura – Kent Haruf

Dopo Benedizione, che mi aveva catturata per lo stile asciutto e la rudezza dei personaggi, leggere questo romanzo mi è sembrato come visitare un’altra cittadina, una Holt raccontata da un altro. È vero che l’atmosfera è sempre quella: sembra di muoversi nella povere delle strade delle campagne statunitensi, ed anche in questo caso, come in […]