Il senese Tozzi fra i grandi della letteratura italiana

Il 1° gennaio 1883 nasce Federigo Tozzi. Rimasto orfano di madre molto presto, sviluppò un rapporto difficile e conflittuale con il padre, Ghigo del Sasso, padrone di un’osteria all’arco dei Rossi, che Tozzi descrisse come violento e intrattabile.La sua biografia è nota come sono noti i suoi scritti, ma vale la pena sottolineare come il suo stile di scrittura e la sua struttura narrativa sono del tutto fuori dai canoni, tanto che alcuni critici letterari si sono chiesti se (o comunque in quale accezione) si possa definire Tozzi un romanziere nel senso proprio del termine.

Di certo è non convenzionale la sua lingua. Non casualmente, quando le opere di Tozzi sono state pubblicate qualche anno fa in un Meridiano da Mondadori, i curatori hanno dovuto mettere in appendice un glossario che permettesse a chi non è senese, anzi a chi non conosca un linguaggio senese ormai ignoto alla più parte dei senesi stessi, di orientarsi all’interno di termini e modi di dire poco o per niente conosciuti.

Tozzi fu un innovatore anche nella struttura narrativa perché i suoi romanzi sono innovativi per l’epoca in cui furono scritti. Basti pensare ai finali “aperti”, una tecnica di scrittura che Tozzi condivideva con scrittori del calibro del suo coetaneo James Joyce, più vecchio dello scrittore senese di meno di un anno (era nato il 2 febbraio 1882).

Tozzi morirà giovanissimo di polmonite, a Roma, il 21 marzo 1920.

L’anno 2017 si è chiuso con la notizia che il Ministero dei Beni e delle attività Culturali ha approvato il finanziamento per la realizzazione dell’edizione critica delle opere di Tozzi, un riconoscimento che colloca definitivamente lo scrittore senese fra i grandi della letteratura nazionale.

Luigi Baldacci concluse con queste parole l’intervento al convegno di studi tozziani che si tenne a Siena nel giugno del 1970: “Non saprei dire se il Novecento italiano abbia avuto o no narratori maggiori di Tozzi. Ma credo che si possa affermare che il fronte di esperienze sul quale Tozzi ha lavorato, non sia stato portato più oltre in seguito”.

 

Maura Martellucci, Roberto Cresti

 

 

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Autore dell'articolo: A cura della Redazione