Gatti malati e abbandonati: come aiutare i Cassiopei

Pandaleo è un gatto. Abbandonato. Chi lo teneva in casa lo ha buttato in mezzo a una strada perché aveva delle croste al naso. Quelle croste (mai curate) sono risultate un tumore e nonostante varie sedute di chemio (sì, di chemio: anche i tumori degli animali si tengono a bada così) purtroppo il suo destino è segnato.

Però Pandaleo, nonostante abbia il musino mangiato dal male e soffra visibilmente, viene curato e anche se ci sono giornate buone e giornate brutte lui regge. E se regge si cura. Dove? All’oasi felina dei Cassiopei, una sorta di centro di accoglienza e di recupero per gatti abbandonati, maltrattati, ammalati (FIV e FELV la fanno da padroni) o, semplicemente, che nessuno ha voluto, o, peggio ancora, che dopo qualche tempo in una casa, quasi fossero peluche ormai tarmati, sono stati sbattuti fuori dalla porta perché non li si voleva più intorno, né si aveva più voglia di curarsi di loro.

Pandaleo ne è un esempio, ma poi ci sono tutti gli altri: Nappoleone (con due “p”,

volutamente) con il naso devastato – anche lui – da un tumore che viene tenuto sotto controllo dopo tre costosissimi cicli di chemio. Ma anche lui regge. E anche lui, se regge, si cura.

Omero che viene dall’Aquila: uno dei tanti mici che dopo il terremoto sono stati lasciati a se stessi. Un fungo gli sta letteralmente consumando una parte del muso perché si è insediato dietro l’occhio.

L’ultimo in ordine di tempo è Mr. Big: la rottura del diaframma,il muscolo che normalmente separa la cavità toracica dall’addome ha fatto sì che gli organi contenuti nella cavità addominale siano entrati nel torace andando a comprimere cuore e polmoni. Le scelte erano due: sopprimerlo o operarlo? Per ognuna di queste situazioni (e per tutte le altre: l’elenco sarebbe dolorosamente lungo) Cristina e Anna, che gestiscono i Cassiopei, non hanno dubbi: si curano. Ma queste cure costano, costano moltissimo e le volontarie dell’oasi, da sole, non possono farcela.

Non servono cifre astronomiche, ma ogni aiuto è prezioso e fondamentale. Ecco il senso di questo appello: un piccolo aiuto a chi legge di sottoscrivere quello che vuole (ogni euro è un euro in più) per salvare queste povere creature che, dalla vita, a parte dolore e malattia, hanno avuto ben poco altro.

Donare è semplicissimo basta andare sul sito dei Cassiopei alla pagina delle donazioni. Grazie per quello che potrete e vorrete fare. I mici dei Cassiopei ringraziano a fusa.

 

Autore dell'articolo: A cura della Redazione