Un incantevole aprile – Elizabeth Von Arnim

Avevo sentito parlare di questa scrittrice come di una donna interessante e intelligente, perciò, visto che ho questo ebook parcheggiato da tanto tempo nella mia scatoletta magica, presa da curiosità mi lancio nella lettura.

All’inizio l’ambientazione british anni venti fa il suo dovere: due donne, i cui caratteri si disvelano piano piano, poi altre due donne, completamente diverse ma con lo stesso obiettivo. Andando avanti con la lettura, l’approfondimento psicologico lascia ben sperare. Inizia l’avventura, ci si sposta in un’Italia piuttosto idealizzata, ma – ok, è un’australiana che si mette nei panni di un gruppo di donne inglesi in vacanza in Italia – non stiamo troppo a sottilizzare.

A parte le descrizioni di un ambiente che sembra contenere tutte le specie botaniche esistenti in Italia, che in certi punti diventano veramente spossanti, la narrazione è scorrevole ma non banale, direi quasi accattivante: le interazioni tra le quattro protagoniste sono ben studiate, e progrediscono con un buon ritmo, l’atmosfera è romantica ma non troppo, ironia e leggerezza fanno da controcanto a una scrittura gradevole e una costruzione accattivante. Comincio a pensare che questa Von Arnim ha qualcosa da dire. Poi, da metà in poi, il decadimento e infine il crollo.

Ora, non è che mi aspettassi un trattato di cultura e società, e capisco che senza l’intervento degli uomini in quest’ambientazione idilliaca sarebbe stato difficile far avanzare l’azione, ma porca miseria, Elizabeth, eri riuscita a creare una situazione interessante all’interno di un contesto scontato e usurato, avevi portato avanti con ironia e un pizzico di sana cattiveria un discorso intrigante sui rapporti matrimoniali, sulla religione e il bigottismo, sulla borghesia e la nobiltà, la vecchiaia e la giovinezza, la bellezza e il desiderio… e vai a far crollare tutto in un finale da romanzetto rosa di terza categoria? Che delusione!

Ariela Faso

Autore dell'articolo: jamesvip65