L’intervista letteraria – Enzo Randazzo

rubrica a cura di Daniela Balsano

A Sambuca di Sicilia, piccolo borgo dell’agrigentino eletto “borgo dei borghi” nel 2016, ogni anno si tiene il Premio Internazionale Navarro, quest’anno giunto alla sua XII edizione. L’ideatore di questa kermesse letteraria è lo scrittore, autore di testi teatrali e poeta sambucese Enzo Randazzo. È facile incontrarlo in giro per Sambuca e riconoscerlo dalla sua andatura distinta e dai suoi modi eleganti. Se poi hai modo di fermarti a chiacchierare con lui, non ti accorgerai nemmeno del tempo che scorre, talmente tanto avrai da imparare…
Dopo la consegna degli ultimi premi navarriani dell’edizione 2021, mi sono intrattenuta proprio con lui, il mio maestro Enzo Randazzo, per un’intervista per Casiquotidiani.

Chi è Emanuele Navarro della Miraglia e come nasce il premio in suo onore?
Emanuele Navarro della Miraglia è uno scrittore di origine sambucese vissuto in parte a Sambuca, ma buona parte della sua vita fuori Sambuca. Dopo avere iniziato a scrivere per il giornale “l’Arpetta”, diretto dal dottor Vincenzo Navarro, medico e padre dello scrittore Emanuele, gira il mondo e in particolare Milano e Parigi dove vive per un decennio e frequenta i circoli culturali insieme a Dumas, a Flaubert e ai pittori impressionisti. Nella capitale francese apprende tantissimo del Naturalismo e del Verismo per poi portare questi schemi letterari in Italia, dove svolgerà prevalentemente l’attività di giornalista su “La Fronda”, “La frusta” e “Rivista minima”. Sarà suggeritore e propulsore del Verismo dal quale trarranno spunto i maggiori teorici e scrittori del Verismo italiano quali Verga e Capuana. Nelle opere di Navarro non c’è solo un atteggiamento preverista e prenaturalista ma c’è anche un atteggiamento predecadente. Al magistero di Roma sarà collega di Pirandello oltre che di Capuana, e nei suoi scritti anticiperà anche il pirandellismo, la morale del parere, la falsa gelosia dei siciliani, la capacità di sofisticare la morale sessuale tradizionale siciliana, tutte tematiche che troveremo nel Pirandello più adulto. Il Premio Internazionale Navarro nasce con l’intento di celebrare i Navarro nei luoghi in cui vissero la loro più intensa stagione creativa. In armonia con il team di “Sicilia my love” e allo scopo di contribuire allo studio e alla valorizzazione di autori non ancora noti il “Lions Club di Sambuca Belice”, il “Centro Studi Adranon” e il “Team Sicilia my love” hanno creato il Premio Internazionale Navarro.

Il premio Navarro non è dunque soltanto una realtà locale ma ha varcato i confini nazionali e internazionali. A cosa deve tanta fama?
Indubbiamente il Premio Navarro è cresciuto tantissimo in vent’anni perché è diventato un punto di riferimento della cultura italiana ed europea liberal, quella di quegli scrittori, per intenderci, che non subiscono la dittatura delle case editrici. Essendo un premio libero ha avuto la forza e la capacità di valorizzare tantissimi scrittori nuovi e nello stesso tempo tantissime esperienze grazie ai premi speciali della giuria che hanno esaltato valori di altruismo, di impegno professionale, di creatività anche scientifica in tanti settori che sono vicini alla cultura e alla letteratura ma non sono specifici del campo della poesia e della narrativa. È venuto fuori negli anni un premio che comprende anche giovanissimi poeti; tantissimi sono i ragazzi delle scuole che vi partecipano oltre a scrittori e poeti quasi affermati che hanno raggiunto l’apice del successo e altri che il Navarro sta scoprendo. Speriamo di poter continuare a dare forza e voce a una letteratura “liberal”.

Navarro, Sambuca di Sicilia, Sicilia my love, L’onorevole Liccasarda. Insomma la Sicilia il leitmotiv delle sue numerose attività. Quanto conta essere siciliano?
Sempre e solo Sicilia? Direi prevalentemente Sicilia, ma non solo Sicilia. La Sicilia è al centro delle mie riflessioni, dei miei libri, delle mie storie. Intanto, non è una Sicilia che si auto contempla narcisisticamente ma è una Sicilia aperta al mondo, al rapporto con gli altri, una Sicilia da sempre aperta al confronto come testimonia la sua lunga e millenaria storia che l’ha vista protagonista al centro del Mediterraneo con i fenici, con gli arabi, con i greci, i romani, insomma con le grandi civiltà che nel Mare Nostrum si sono sviluppate, che in Sicilia hanno portato il seme della loro cultura: il valore della tolleranza, l’accettazione della diversità, il senso dell’ospitalità, dell’amicizia che sono valori tipici della cultura siciliana che altre culture inseguono e studiano per poterli raggiungere. Una Sicilia dentro all’Italia, all’Europa, al mondo. C’è un aspetto della sicilianità a me particolarmente caro che è quello della Sicilia nel mondo, dei nostri emigranti, lavoratori onesti, seri che ovunque si lasciano apprezzare per le loro doti e le loro qualità. Non solo architetti e ingegneri, anche cuochi e operai che si spendono con generosità nei luoghi in cui vanno ma che poi portano ricchezza in Sicilia. Lavorano una vita per poter costruire una casetta o comprare un pezzetto di terra in cui ritirarsi nel loro paesino d’origine. Una sicilianità abituata a vivere con gli altri, a confrontarsi, abituata con flessibilità ad adattarsi ai posti, ai luoghi, alle regioni in cui i siciliani vanno a vivere. Questo segno di flessibilità è qualcosa che potrebbe essere studiato e applicato anche dai tanti immigrati che vengono in Europa e in Italia che, talvolta, subiscono il pregiudizio di chi li ospita, ma che talvolta hanno loro il pregiudizio della chiusura alla diversità e di non volere o faticare ad accettare le leggi e i costumi della società in cui vanno a vivere (dopo questa risposta sono rimasta a guardarlo e a pensare a quanto ancora abbia io da imparare da lui).

Ogni anno un filo conduttore lega i contributi dei diversi studiosi. Sa già quale sarà il tema del XIII premio Navarro? (mentre gli pongo questa domanda, sorride)
No, non c’è ancora un tema. Il tema conduttore ci sarà come c’è sempre stato, ma è troppo presto per individuarlo e per dirlo. Certo qualche idea la ho ma non basta. Il comitato scientifico e la giuria faranno il loro lavoro di cernita, di esame e quindi, poi, quando faremo uscire il bando, ci sarà descritta la prossima tematica del premio e del convegno studi navarriani.

Enzo Randazzo e Daniela Balsano

Un ringraziamento mio personale va al mio Maestro Enzo Randazzo e a chi riesce a mettere insieme le parole dando vita a delle magie.

Autore dell'articolo: Simona Merlo