Valentina Restivo, la disegnatrice dal segno netto e asciutto

Una prima domanda di presentazione “ufficiale” giusto per chi segue CasiQuotidiani ma (ancora per poco) non sa nulla di te: chi è Valentina Restivo? 
Per rispondere a “chi sono”, userò la mia mini-bio che in pochissime righe racconta le tappe salienti della mia vita fino ad ora. Nasco a Livorno il 20 maggio 1983. Dopo la laurea in Cinema e immagine elettronica con una tesi illustrata su “Salò o le 120 giornate di Sodoma” di Pier Paolo Pasolini, frequento la Scuola Internazionale di Arte Grafica Il Bisonte a Firenze. Ho illustrato per puro piacere diversi film, ritratto numerosi personaggi che avrei voluto conoscere, partecipato a mostre più o meno felici e sto dando vita a una stamperia casalinga a Livorno insieme al mio compagno fotografo Filippo Boccini (a seguire una sua foto).

Sul tuo profilo Instagram – “la_restivo” – si legge: painter, illustrator, printmaking. Ti va di descrivere questi tre aspetti del tuo lavoro?
Avrei potuto raccogliere queste tre parole in una sola: disegnatrice. La base di tutto il mio lavoro è il disegno e la conseguente ricerca di un segno netto e asciutto. Anche se ho a che fare con un mezzo “morbido” come la pittura, è il segno che mi guida. Le tecniche adoperate (pittura, illustrazione, incisione) hanno inoltre un comune soggetto che è la figura umana. Le diverse tecniche mi danno la possibilità di affrontare i soggetti in maniera più ampia.

Persona”

In che modo scegli i soggetti delle tue opere e perché?
I soggetti che scelgo sono per lo più “personaggi famosi”, facce legate al cinema e alla letteratura, che non ho conosciuto se non attraverso la parola scritta o l’immagine fotografica o cinematografica. Disegnarli mi consente di instaurare una specie di dialogo silenzioso con loro. Credo che questa scelta sia dovuta al mio stile di vita, poiché due delle attività che amo, forse anche più del disegno stesso, sono leggere e guardare film.

“Teorema”

Quali tecniche “illustrative” e di riproduzione prediligi?
La banale biro nera è già un mezzo perfetto per fare ritratti e perdermi nei segni. Amo il bianco e nero. Quindi la xilografia che, oltre a portarmi verso l’amata sintesi, mi porta a lavorare con un materiale bellissimo e vivo come il legno (vengo da generazioni di falegnami: padre, nonno, bisnonno). Inoltre adoro illustrare film, un procedimento abbastanza lungo ma che ti porta a smontare un film fotogramma dopo fotogramma e a una comprensione più alta dell’immagine.

“Scolpire il tempo”

Ne “Il volto #1”, un progetto in 5 puntate di Marco Bruciati (un “mikro film” di 5 minuti) racconti le tue “ossessioni artistiche”. Ti andrebbe di svelarne qualcuna in più per il nostro blog? (O naturalmente ripetere le stesse del film…).
Nel corto di Marco parlo di alcune mie “fisse”. Sono alcune facce per le quali provo piacere nel ritrarle. David Lynch, Pier Paolo Pasolini e Silvana Mangano sono tre di queste.

Il Volto_con Valentina Restivo_MikroFilm #1

“L’allievo di Giotto”

L’ultima mostra che hai fatto e la prossima che farai proprio a Siena…
L’ultima è stata a Parigi, alla libreria italiana “La Tour de Babel” e cadeva per i cento anni dalla nascita di Pasolini, autore che amo particolarmente al quale ho dedicato una grossa parte della mia produzione artistica. E ora Siena, e di nuovo una libreria (a seguire la locandina dedicata all’evento di domenica 29 maggio). Non posso che essere contenta di essere sempre in mezzo ai libri.

“Ritratti per Rebecca”

Progetti futuri, novità “sperimentali” che ti girano in testa: che cosa puoi anticiparci? 
Ho in mente da diverso tempo un progetto che lega il cinema di David Lynch alla letteratura americana al quale sto lavorando, ad intermittenza, da un po’ più di un anno. 

“LYNCH

Simona Merlo


Autore dell'articolo: Simona Merlo