Il Mediterraneo al di là dei suoi confini

Astarte Edizioni si racconta

Astarte Edizioni, una nuova casa editrice toscana che mette “il Mediterraneo al centro”, quando nasce e perché?
Astarte Edizioni è un progetto creato nel 2019 che del racconto del mar Mediterraneo, da sempre punto di incontro fra popoli, ha fatto il cuore della propria missione. Il Mediterraneo (da latino mediterraneus, ‘in mezzo alle terre’), è stato per secoli luogo di incontri, scontri e anche di contaminazioni, che noi intendiamo come valore e arricchimento reciproco tra culture.
Crediamo nella possibilità e nella responsabilità di ciascuno di noi di scoprire il mondo in cui viviamo e di conoscerlo attraverso gli occhi di chi ci sta accanto. Siamo infatti convinte che tramite la conoscenza si possa superare ogni barriera, permettendo a tutti di riscoprire, attraverso l’altro, la propria appartenenza a una comunità più ampia.

La scelta del vostro nome è molto indicativa: vi va di raccontare qualcosa in più sul suo significato?
La figura di Astarte, divinità fenicia anche nota come ‘Ashtart, ‘Atar’ata, Ishtar, Athtar, è diffusa in tutto il bacino mediterraneo. Assimilata talvolta ad Afrodite Urania, talvolta a Iside o a Cibele, è la dea madre, creatrice di vita, e la stella del mattino, che porta la luce nell’oscurità. Ci è sembrato quindi che fosse il nome più adatto a raccontare il nostro desiderio di unire le sponde del Mediterraneo, tanto più che si tratta di una divinità femminile.

Tre donne, due sorelle Anita e Carolina Paolicchi + una Francesca Mannocci: qual è la vostra storia?
Da tempo sentivamo l’esigenza di un progetto che ci rispecchiasse e che mettesse in pratica le competenze che avevamo acquisito durante la formazione universitaria. I nostri percorsi sono stati diversi, ma tutti in ambito umanistico, e siamo profondamente convinte che i libri possano essere strumenti meravigliosi per aprirsi verso nuovi orizzonti e conoscere altre culture.

Online sul vostro sito ci sono due sezioni molto interessanti: “corsi” e “Byblos – blog”. Mi hanno colpita in particolare i workshop e i laboratori di traduzione. E il pubblico come risponde? Ha richieste specifiche?
Il blog è stato il primo a nascere: cercavamo uno spazio che accogliesse approfondimenti sulla cultura dei paesi mediterranei, sull’attualità del Mediterraneo o su autori, pubblicati da noi o meno, così da offrire anche a chi per la prima volta si avvicinava alla letteratura di Paesi del Nord Africa e del Mediterraneo Orientale una visione quanto più completa possibile.
La formazione invece è un’attività collaterale che abbiamo avviato l’anno scorso: venendo dall’ambito universitario crediamo molto nel valore formativo dei laboratori di traduzione in cui traduttori e traduttrici più esperti guidano i colleghi più giovani nella traduzione di alcuni testi. Progressivamente, per rispondere alle richieste, il numero di lingue si è ampliato: siamo partite dal francese ma ora le lingue con cui lavoriamo sono quattro (si sono infatti aggiunte inglese, spagnolo e arabo).

Le collane Astarte: che cosa “sono” in realtà?
Ogni collana rappresenta il nostro desiderio di rivolgerci a una tipologia di lettore o lettrice, dallo studente all’accademico, da chi preferisce la narrativa a che cerca invece oggetti particolari, da chi ha già familiarità con il mondo mediterraneo a chi invece si affaccia per la prima volta su altre latitudini. Le nostre collane sono anche spazi collettivi: i comitati che le seguono ci aiutano a scegliere i testi e a prepararli per essere letti dal pubblico italiano.

Quali obiettivi a lungo termine e quali novità a breve. 
Fra le più importanti novità abbiamo senza dubbio la nascita di due nuove collane dedicate a tematiche che ci stanno molto a cuore: le migrazioni mediterranee e le questioni di genere. La prima, Hurriya (parola araba che significa “libertà”) è stata avviata pochi mesi fa con un volume della geografa e sociologa francese Camille Schmoll, Le dannate del mare. Donne e frontiere nel Mediterraneo. La seconda nascerà invece entro la fine dell’anno: si chiamerà Manifesta e raccoglierà testi davvero sorprendenti.
Fra gli obiettivi a lungo termine abbiamo invece la creazione di collane di fumetti/graphic novel e di testi per l’infanzia, per i quali ci avvarremo di collaborazioni con case editrici francesi e del mondo arabo.

Simona Merlo

Autore dell'articolo: Simona Merlo