Intervista a Cinzia Fiaschi: Artista Visiva Performer

Cinzia Fiaschi ha una storia “artistica” che arriva da lontano. Allieva dell’Istituto Statale d’Arte di Siena, dove ha vinto il “Premio Duccio” nel 2007, frequenta successivamente la scuola di Pittura del Maestro Gustavo Giulietti all’Accademia Belle Arti di Firenze.
Un percorso che nasce dall’ammirazione per i Maestri della pittura italiana di metà novecento per poi “spingersi” oltre: dai colori “lirico” di Afro, “smembrato” di Vedova, “gestuale e indeterminato” di Scialoja; alla pittura d’azione americana di Pollock, espressionista di De Kooning, sino ai fulmini di Hartung e al dinamismo di Mathieu.
Lavora da anni anche nel settore della comunicazione collaborando con diverse agenzie non solo per la progettazione di grandi opere su tela ma anche di loghi pubblicitari.
Progetta e realizza “Azioni Pittoriche” in sinestesia con musicisti attori vocalist danzatori, in performance live d’improvvisazione pittorica in Italia e all’estero.

Abbiamo raccontato brevemente alcuni tratti del percorso artistico di Cinzia Fiaschi. Ma come si definirebbe “direttamente” lei, l’artista, se dovesse rivolgersi in particolare a un pubblico che ancora non la conosce?
Visionaria, esteta non sempre consapevole, amante delle buone maniere, credente da tempo nella giusta dose tra il “buon parlare” e il silenzio.
Dipingo per necessità pulsionale così facendo m’illudo di comunicare.
Non amo particolarmente le “serie” di ogni cosa, mi distrae il banale.

Da dove nasce la tua passione artistica?
Non riesco mai a rispondere a questa idea di “passione”, al patire con…, forse il tempo mi aiuterà almeno a seguire una possibile e chiara via di scoperta. “Conoscere è ricordare” dice Platone; i miei ricordi, però, sono ancora freschi per avere la piena consapevolezza di uno sguardo “artistico”. L’immagine del “mondo” è satolla di “immagini” e c’è la necessità di una “sintesi lineare” concreta e lo spazio dell’artefatto diventa vitale, precauzionale, identitario, forse sacro.

Maestà Cinzia Fiaschi cm100x140 2022

Chi ti ha influenzato di più nel tempo, e perché?
Afro, Burri, Scialoja, Stein, Hartung, Pollock per citarne alcuni che sono stati pietre miliari di una formazione per la storia dell’arte e la pittura. Ognuno per motivi diversi e pure lontani:
un aggettivo
un concetto
una sensazione
una giustificazione
un’empatia
un’affinità emotiva, un’arroganza.
Poi, il tempo, il quale permette di vivere nuove conoscenze, luoghi, persone e la sinergia degli incontri tra artisti musicisti danzatori scrittori sono vissuti come vere e proprie epifanie, altre come rivelazioni a cui sottrarsi.

Ogni tuo lavoro è un “racconto” a sé con caratteristiche differenti. Ma esiste un “fil rouge” che ti ha portato dove sei oggi?
Ogni opera è sempre un incontro nuovo, una chiacchierata, un racconto con un altro da te; un’esperienza di vita mai uguale, al di là della comune credenza che vede l’atto dell’esperienza, propria e altrui, come atto del “conosciuto”: non è così.
L’arte, se vissuta come esplorazione alla conoscenza di sé verso il mondo, è carattere. È sguardo dimensione sinestesia. È analogie, ripensamenti, tempi sublimi, sorprese, regressioni, cicli, dettagli, sentimenti.

E a proposito, dove sei “oggi”? Dov’è (se c’è) la tua base principale
Roma.
Eclettica cruda affascinante.

Qual è la regione d’Italia (o città, o luogo nel mondo) in qualche modo sempre presente nei tuoi lavori?
Firenze… una storia infinita, un’immagine viscerale.
Cresciuta in un territorio, la Toscana, dove a ogni passo, a ogni sguardo rivolto, gli corrisponde uno strato di storia di cui la comunità stessa ne porta afflati tra stupore e meraviglia.
Stendhal ci ricorda quanto potente è l’emozione di fronte alla bellezza – intesa qui come risultato alto di un livello dato – e ogni volta l’emozione tenta una ricognizione, immaginando una tavolozza, come frutto appunto, di un’immagine viscerale.

Che cos’è per te il “ritmo”?
Saper afferrare lo scorrere di qualsiasi cosa; è riconoscere il ritmo interno della realtà, della vita.

GOLD VIEWS Terre senesi Cinzia Fiaschi cm 90×120 2022

Le tue personali/collettive attualmente visitabili.
A Siena, fino al 30 settembre, negli splendidi locali che si affacciano su piazza del Campo di Siena Experience Italian Hub è possibile visitare GOLD VIEWS – paesaggi pittorici (personale curata dal prof. Fabio Mazzieri). Si tratta di dipinti su tela in tecnica mista di varie dimensioni.
Siena è la città che ha aperto la mia strada alla pittura, allo studio e alla lettura dell’opera d’arte, insegnandomi a riconoscere la bellezza, intrisa nella sua storia, nei suoi paesaggi e nella sua luce di “color oro”. GOLD VIEWS vuol essere il mio omaggio a Siena raccontata attraverso la pittura di cui lei stessa è Maestà, in un bagliore di azioni pittoriche su tela, tentando di restituire – attraverso un ritmo vitale – le mie suggestioni, e proponendo una lettura stilistica che si fa sempre più incalzante e vibrante come a suggerirne il grido della folla in piazza.
Sono presenti altre esposizioni in Toscana in Gallerie Resort Aziende Vinicole per tutto il 2022.

Progetti futuri?
Non sono mai riuscita a pensare ad un progetto “disteso” per poco più di qualche mese. Panta rei.

Per chi volesse conoscerti di più, quali sono i tuoi “canali” di contatto?
Online sul mio sito www.cinziafiaschi.com ci sono informazioni dettagliate sul mio lavoro, sulle mostre in corso, sulle performance; in ogni caso, per ogni curiosità, basta scrivermi a cinziafiaschi@gmail.com.

Simona Merlo

Autore dell'articolo: Simona Merlo