Disabilità e politica: l’analisi di Elena Casi #1

Ho letto attentamente i programmi elettorali dei principali partiti che si sfidano alle elezioni del 25 settembre per capire che cosa “si propongono di fare” i partiti per le persone con disabilità, per i loro familiari e per i caregiver che sono, in Italia, tra i 5 e i 6 milioni?
✅ In modo quasi sorprendente posso dire che “la disabilità” questa volta non è la “grande assente”, come nel 2018, ma c’è in tutti i programmi elettorali delle principali forze politiche.
Ovviamente poi andrà valutato se chi salirà al Governo manterrà le promesse fatte in campagna elettorale.
Ma analizziamo – senza giudizio alcuno ma solo a scopo informativo – come viene trattato questo tema dai vari schieramenti.
💡Oggi inizio con “l’Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra” firmato dalla coalizione che comprende Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Noi Moderati.
Nei 15 punti dell’accordo, la disabilità viene menzionata quando si parla di famiglia, lavoro e stato sociale.
➡ Nel punto 5 “Sostegno alla famiglia e alla natalità”, si promette “sostegno concreto alle famiglie con disabili a carico attraverso l’incremento dei livelli essenziali di assistenza sociale”.
➡ Nel punto 8 “Difesa del lavoro, dell’impresa e dell’economia” si parla di “rafforzamento dei meccanismi di decontribuzione per il lavoro femminile, gli under-35, i disabili, e per le assunzioni nelle zone svantaggiate”.
➡ Al punto 9 “Stato sociale e sostegno ai bisognosi” si fa riferimento”all’innalzamento delle pensioni minime, sociali e di invalidità”, al “controllo sull’effettiva applicazione degli incentivi all’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro” e al “potenziamento di politiche mirate alla piena presa in carico delle persone con disabilità, anche attraverso l’incremento delle relative risorse”.
Si fa riferimento anche a “maggiori tutele in favore dei lavoratori fragili, immunodepressi e con disabilità grave”.

Autore dell'articolo: Simona Merlo