I dodici Palii e le “squalifiche” di Edoardo Furi

Il 2 dicembre 1883 nasce a Santa Fiora (in provincia di Grosseto) Edoardo Furi, conosciuto in Piazza come Randellone. Corre dodici Palii dal luglio del 1919, con i colori della Civetta, fino al luglio del 1928, quando entra in Piazza come fantino del Leocorno.

Vince un solo Palio, nell’agosto del 1923 nella Giraffa su Lola. In questa Carriera la Giraffa è favorita insieme all’Oca che monta Picino e i due fantini danno vita, in pista, ad un duello spettacolare durante il quale nessuno dei due lesina l’uso del nerbo.

Alla fine Randellone, vetturino di professione, ha la meglio sul grande Picino. Questo Palio porta anche delle polemiche nella Giraffa che, si dice, abbia sostenuto per vincere una spesa troppo elevata: la dirigenza si spacca, il Capitano Alfredo Pacini sparisce dalla circolazione lasciando in sospeso anche qualche partito.

Di Edoardo Furi sappiamo che nel periodo della leva militare si era arruolato nei carabinieri a cavallo e che dopo il 1911, per un breve periodo, emigrò addirittura in America del Sud. Essendo ancora nel clima caldo dei discorsi relativi alle squalifiche paliesche non si può non ricordare come termina la carriera di Randellone: viene, infatti, squalificato a vita per aver trattenuto alla mossa la Civetta (nel Palio di luglio del 1928 monta nel Leocorno) prendendo il cavallo per le briglie.

Furi, però, ci aveva rifatto: era già stato squalificato per due anni dopo la Carriera dell’agosto del 1919 (aveva corso nella Selva) per aver provocato durante la Provaccia una colluttazione, finita poi in rissa con Bubbolo, fantino della Tartuca.

 

Maura Martellucci

 

 

Autore dell'articolo: A cura della Redazione