Il linguaggio della nostalgia

Una circostanza sicuramente fortunata per chi si approccia all’analisi della conversazione è costituita dal rendersi conto del valore che hanno i propri dati. Il linguista raccoglie dati di parlato in forma di registrazioni audio e/o riprese video: il setting può essere più o meno formale (da una cena, a una lezione universitaria a un processo in tribunale); il numero dei parlanti può variare da due a indefinito (con la possibilità di situazioni comunicative molto complesse in cui nonostante l’interazione avviene fra molti partecipanti, si assiste spesso a una divisione interna in gruppi separati di parlanti ognuno con un topic che si lega e si distacca da quello che era il topic principale di interazione comune); i dati sociolinguistici dei parlanti (età, sesso, provenienza geografia, istruzione, ecc.) possono essere disomogenei. Leggi di più a proposito di Il linguaggio della nostalgia

Il rapporto tra Analisi della conversazione e schizofrenia

Dai precedenti articoli di Virginia Calabria è emerso un quesito stimolante sul ruolo che l’analisi della conversazione potrebbe ricoprire in qualità di strumento diagnostico e di comprensione del mondo. Ma in che modo è possibile avvalersi dell’analisi della conversazione non solo come mero strumento epistemologico-speculativo? Leggi di più a proposito di Il rapporto tra Analisi della conversazione e schizofrenia

Analisi della conversazione: di cosa si tratta?

L’Analisi della conversazione (AC) è una branca della linguistica che si occupa dello studio dell’interazione tra parlanti condotto (in modo empirico) sulla base di dati registrati (audio e video) del loro comportamento linguistico orale nei contesti ordinari e quotidiani in cui si trovano ad interagire. L’AC aiuta, quindi, a rivelare aspetti del comportamento che sono […]