Il linguaggio della nostalgia II parte

Virginia Calabria continua il suo viaggio nel mondo schizofrenico di Paola; lo fa attraverso l’analisi di un linguaggio fatto di nostalgia, di paura della solitudine e di elementi conducibili all’affetto familiare (mancante, inventato?). Scaricabile gratuitamente dal blog #CasiQuotidiani, l’approfondimento di Virginia nasce durante la preparazione della tesi del master ed ha come location una casa […]

Il linguaggio della nostalgia

Una circostanza sicuramente fortunata per chi si approccia all’analisi della conversazione è costituita dal rendersi conto del valore che hanno i propri dati. Il linguista raccoglie dati di parlato in forma di registrazioni audio e/o riprese video: il setting può essere più o meno formale (da una cena, a una lezione universitaria a un processo in tribunale); il numero dei parlanti può variare da due a indefinito (con la possibilità di situazioni comunicative molto complesse in cui nonostante l’interazione avviene fra molti partecipanti, si assiste spesso a una divisione interna in gruppi separati di parlanti ognuno con un topic che si lega e si distacca da quello che era il topic principale di interazione comune); i dati sociolinguistici dei parlanti (età, sesso, provenienza geografia, istruzione, ecc.) possono essere disomogenei. Leggi di più a proposito di Il linguaggio della nostalgia