Quando è la storia a dare il nome alle strade. Intervista a Roberto Cresti

A distanza del successo dello “Stradario/Stranario. Curiosità e stranezze nei toponimi di Siena” pubblicato nel 2004 e che ancora oggi vanta numerose ristampe, Roberto Cresti e Maura Martellucci sono tornati nelle librerie con un nuovo lavoro a due mani: “La Patria in Strada. Lo Stradario di Siena dal Risorgimento al Medioevo”, Betti editrice. In questo nuovo lavoro i due autori tornano a parlare di Siena attraverso le sue strade, con uno studio accurato sui cambiamenti nella toponomastica “…tra il 1860 addirittura fino al 2010”. Casiquotidiani ha raggiunto Roberto Cresti per saperne di più. Leggi di più a proposito di Quando è la storia a dare il nome alle strade. Intervista a Roberto Cresti

Lo stradario del 1932 che unì le radici storiche di Siena e il mito del Risorgimento

Il 23 dicembre 1931 viene pubblicato il manifesto con le denominazioni del nuovo stradario di Siena voluto dal podestà Fabio Bargagli Petrucci. Lo stradario sarebbe entrato in vigore a decorrere dal 1° gennaio 1932. Leggi di più a proposito di Lo stradario del 1932 che unì le radici storiche di Siena e il mito del Risorgimento

La capacità narrativa del pittore Amos Cassioli

Il 17 dicembre 1891 muore a Firenze il pittore Amos Cassioli. Nasce il 10 agosto 1832 ad Asciano da Domenico, caffettiere, e Assunta Mazzoni; viene iniziato agli studi dallo zio Ottavio Cassioli, organista della cattedrale di Arezzo, che voleva indirizzarlo alla carriera ecclesiastica. La morte improvvisa del padre lo costringe a cercare lavoro ad Asciano per mantenere la famiglia, ma grazie all’interessamento dei monaci di Monte Oliveto Maggiore, e alla generosità di alcuni privati, riprende gli studi e la pittura per quale mostra un innato talento. Leggi di più a proposito di La capacità narrativa del pittore Amos Cassioli

La storia del valoroso Luciano Raveggi

Il 12 dicembre 1837 nasce ad Orbetello Luciano Raveggi. Di famiglia senese, il padre si trasferisce in Maremma dove apre un forno. Luciano, malato, nel 1859 (ha 22 anni), scappa a Livorno e si arruola nell’esercito piemontese, combattendo nella sanguinosissima battaglia di San Martino (II Guerra d’Indipendenza). L’anno successivo si imbarca a Talamone diretto in Sicilia dove si unisce alle Camicie Rosse di Garibaldi e partecipa a tutte le battaglie combattute nell’isola: Marsala, Calatafimi, Palermo, Milazzo, fino allo scontro finale del Volturno vicino Caserta. Leggi di più a proposito di La storia del valoroso Luciano Raveggi