Il bambino della Yurta e il topo che lo intervistò

Le guardo da quaggiù quelle pietre sospese tenute insieme dal fil di ferro. Rimango perplesso. Dovrei salire fino in cima per scattare alcune foto – un reportage degno di TopoNational Geographic – ma ho paura. Certo raccontare storie è il mio mestiere, le mie TopoTen news vanno alla grande. Il mio blog spacca. Eppure non […]

“Viaggio nell’anima”, la mostra per chi sceglie di disconnettersi

Si inaugura oggi alle 18.30 “Viaggio nell’anima – Journey into the soul”, la personale di pittura del senese Daniele Zacchini, visitabile fino al 13 ottobre al sesto piano del Complesso Museale del Santa Maria della Scala a Siena. La mostra di Zacchini è un vero e proprio itinerario per tappe emozionali che invita alla contemplazione, […]

Tu, che fotograf* sei?

La figura del fotografo è l’argomento centrale del nuovo approfondimento sull’arte della fotografia. Il dibattito, lanciato da Luciano Valentini (in foto), riguarda sia i professionisti che gli amatoriali del settore, ed è naturalmente aperto ai vostri commenti. Io sostengo che esistono due grandi famiglie di fotografi: quelli che vanno in giro con la fotocamera in […]

Le sorprese del light painting

Nel 2019, durante un workshop organizzato da Luciano Valentini, ho usato la tecnica del light painting in esterno.La chiesa presente in tutte le fotografie è quella di Ponte allo Spino a Sovicille, Siena. Lucia Lungarella A seguire, i precedenti articoli sull’arte della fotografia, presenti nella sezione “Media” di CasiQuotidiani, di Luciano Valentini, Giovanni Cangemi e […]

Body painting di luce

Continuano gli approfondimenti dedicati alla fotografia. Oggi è il turno di Lucia Lungarella e della sua particolare interpretazione della tecnica del light painting utilizzata per il progetto WOW. Lucia ha scelto di “illuminare” i corpi di 27 donne attraverso la proiezione di figure colorate, una “luce caleidoscopica”. Sui corpi di queste donne, quindi, Lucia ha […]

“Ho alzato il cappello e ho salutato l’Estate…”

Iniziamo dal nome e dal logo: chi c’è dietro JagannathPremaGiovBertacchi?Jagannath Prema siamo io (Francesca Scialpi) e Giovanni Bertacchi (in foto), compagni nella vita e nel lavoro; Raffaella, la nostra collaboratrice alla vendita, e le nostre preziose sarte che producono per noi diversi modelli di cappelli in tessuto. Il cappellaio matto è Giovanni, per tutti Gianni, da tempo artigiano ed esperto del cappello, precisamente da quando il Sig. Campagni, storico cappellaio di Siena, chiuse l’attività una ventina d’anni fa e gli trasmise la passione per questo lavoro, ma soprattutto gli strumenti per la realizzazione del cappello. Possediamo più di 200 antiche forme in legno che hanno attraversato tutto il ‘900 su cui modelliamo i cappelli a mano, e altrettante forme disegnate da noi in alluminio che utilizziamo con la pressa a pedale e idraulica.

Sul vostro profilo Instagram, si leggono frasi molto concise, ben diverse dai soliti slogan commerciali o dai seducenti richiami di content marketing. Vi andrebbe di spiegare ai lettori di CasiQuotidiani, partendo dalle quattro frasi seguenti, il perché di una tale scelta “narrativa”?
1. Artigiani per passione
2. Mestiere da generazioni
3. Il nostro lavoro è vita realizzata
4. Non compriamo followers

È una sintesi di quello che siamo anche se è difficile spiegare in poche parole la passione per il lavoro, la memoria del passato, la gioia nel fare ciò che ci piace fare e l’essere apprezzati per quello che facciamo.
La nostra più grande passione è la ricerca dei materiali con cui si può dare forma al cappello, oggetto dimenticato per anni e tornato oggi tanto di moda da riempire le vetrine di tutti i negozi delle città. La maggior parte di questi è però di carta o di plastica e poche persone conoscono davvero l’importanza della materia prima che andremo a mettere in testa.

Ogni anno viaggiamo in Europa per le antiche fabbriche di lavorazione della lana e del pelo di coniglio ottenuto esclusivamente dalla tosatura, in Ecuador per la paja toquilla da cui deriva il famoso panama (in foto lavorazione della Carludovica palmata dalla quale deriva il panama) e in tutto il mondo, perché la ricerca è continua ed entusiasmante. Un’altra passione è creare manualmente il feltro seguendo l’intero processo, cioè dalla tosatura della pecora e dal lavaggio della lana fino alla tintura e alla trasformazione in feltro con acqua calda e sapone.

Cardatura (lana e feltro) fatta a mano
Cardatura (lana e feltro) fatta a mano

È un mestiere davvero affascinante, basti pensare ai famosi cappelli di paglia di Firenze, intrecciati a mano dai primi del ‘700 sino alla metà del secolo scorso dalle trecciaiole (donne contadine della zona di Signa e Campi Bisenzio che con particolare maestria intessevano gli steli del grano marzuolo creando trecce pregiatissime con cui si confezionavano cappelli unici ed eleganti), diventati un prodotto artigianale tipico della Toscana.
Gianni ha iniziato dapprima come ambulante rivenditore di cappelli prodotti in Italia; ha aperto il primo negozio a Siena quasi dieci anni fa e un altro a Vancouver, e dopo varie vicissitudini familiari e di salute, con tanto impegno è riuscito a creare una produzione propria.

Così dal 2017 siamo in uno dei posti più belli del mondo – nel vicolo di San Pietro (foto a sinistra) cioè in piazza del Campo – e con il nostro laboratorio visitabile a 200mt. Per questo il nostro lavoro è vita realizzata: un mestiere non si può improvvisare, ci vogliono anni, esperienza e tanto amore. Dal nostro negozio, nella bellissima Siena, passano migliaia di persone provenienti da tutte le parti del mondo: un’immensa ricchezza culturale che permette di confrontarci ogni giorno con la bellezza della diversità.
I “followers” ci interessano se dietro esiste un contatto personale perché, per noi, è importante instaurare relazioni di questo tipo dove, per farla breve, non si parla di “clienti”, ma di amici con i quali esiste uno scambio, un rapporto di fiducia anche se a distanza.

L’essere umano è anche ciò che indossa. Il cappello è quel dettaglio che crea un’identità. Qual è la caratteristica più unica e più apprezzata dei vostri cappelli?

Principalmente la versatilità perché le nostre forme seguono uno stile classico rivisitato e, soprattutto, la qualità del materiale, da cui derivano di conseguenza traspirazione e confort.

L’attuale situazione di emergenza da Coronavirus sta mettendo a rischio intere categorie professionali. I mezzi online, tramite ad esempio sistemi di e-commerce e siti web dedicati, sono al momento l’alternativa per movimentare il commercio. In che modo JagannathPremaGiovBertacchi si relaziona oggi con i propri clienti? Chi desidera acquistare un vostro prodotto, può farlo? Come?

Il sito web è attualmente in costruzione, ma grazie all’iniziativa “Solidarietà digitale” promossa dal Governo, è possibile acquistare da casa propria attraverso un link di pagamento che inviamo tramite email o social collegato direttamente al nostro Pos, per cui un metodo sicuro e immediato.
Per chi volesse maggiori informazioni, ecco i nostri contatti:  telefono 0577 283982 e-mail jagannathprema@hotmail.com e Instagram @JagannathPremaGiovBertacchi.

Online o in presenza, presto avremo bisogno di cappelli estivi: quali sono i vostri modelli più venduti? Un suggerimento per i lettori del nostro blog così non solo eviteranno look
démodé, ma potranno scegliere la qualità dei cappelli a firma JagannathPremaGiovBertacchi.

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#Covid19 – Diari dal mondo – Simona Pacini da Colle Val d’Elsa (SI)

Horror vacui da quarantena Se c’è una cosa che mi disturba, in questa quarantena, è il troppo. Il troppo di tutto. Troppo tempo a disposizione, troppo chiusi in casa, troppe cose da fare con tutto questo tempo a disposizione. Io, appena si è ventilata la possibilità di stare in casa tranquilli mentre il mondo si […]

#Covid19 – Diari dal mondo – Letizia Lusini da Monteroni d’Arbia (SI)

Forse un giorno guarderò a questa stanza come a qualcosa di lontano nel tempo; e il ricordo si poserà su una mattina come questa. Il suo silenzio, solo uccelli che cantano negli alberi di fronte mossi dal vento calmo, un cielo azzurro come nei quadri, gli oggetti fermi al loro posto, prima che la mia […]

#Covid19 – Diari dal mondo – Silvia Schiavo da Chiusdino (SI)

Dopo un mese di smartworking stamani devo andare in ufficio. Di solito quando vado a lavorare ripasso mentalmente se ho preso tutto, l’agenda, la chiavetta USB… Stamani il primo pensiero sono mascherina, amuchina e guanti… Li metto i guanti? Mi vesto, pettino e mi guardo allo specchio: sono diversa. E non sono i capelli, che […]

“I’m just a guitar player”, Lou Leonardi si racconta su CasiQuotidiani

Cosa si nasconde dietro il nome “Lou” (Leonardi)? Scopritelo in questa breve intervista dedicata un chitarrista tutto d’un pezzo. Sul tuo sito louleonardi.it ti definisci “nothing more than a guitar player loving music, guitars, life and dreams”. Una frase diretta che raccoglie tuttavia sfaccettature di un mondo ben più complesso. Ma esistono delle differenze tra […]