Simona Merlo
Wow, che confusione! Chi seguo? Troppa gente, troppo cibo: non riesco a pensare. Ma dai, chi ti trovo qui? Non ci credo, Augusto, sei proprio tu? Come stai? Dai, come non ti ricordi? Sono Muffin, non puoi essere ancora arrabbiato con me. Ho capito: ti ho ferito nell’orgoglio, scusami davvero; però tu non fare il topo permaloso, la mia era una battuta e inoltre eravamo entrambi di primo pelo! Per me era la verità? Come puoi pensare una cosa simile: ok, mi rimangio tutto e lo dico ad alta voce: la ricetta originale del film Ratatouille è la tua, quella che in punto di morte tuo nonno Gattovacciulo, certo che i suoi genitori gli volevano proprio male, rivelò soltanto a te. Pace fatta? Devo dirtelo con maggiore convinzione? Su, non fare il topolino dalla pelle rosa. A proposito, come stanno i tuoi 47 figli? Sei qui da solo? Tutti bene e operativi per la spesa. Il mercato del mercoledì è una fonte preziosa per le tue ricette e per sfamare la prole, chiaro. Senti un po’, ho bisogno di un consiglio, no, non sulle zuppe, sulle persone. Ok, sarò rapidissimo: sto partecipando al gioco della settimana, proprio quello inventato da BeccoGiallo, ma con questo caos non so chi ascoltare, chi seguire. Come tutti? Se fossi in me, cercheresti di passare inosservato e di cogliere l’insieme di siffatta moltitudine di ladri così da captare l’essenza reale dell’essere umano? Ladri, dici? Augusto, tu la devi superare questa cosa, devi andare avanti: tenta qualcosa di nuovo, un piatto originale, fresco, inventa, hai fantasia, sei bravo. Ah, tuo cugino ti ha pure soffiato la parte di Rémy… Nessun complotto contro di te, sono cose che succedono, no, per carità, anzi scusami per averti trattenuto. Promesso: li osserverò tutti.
Wow! Il mercato è stata un’esperienza multisensoriale. Ho seguito il flusso, mi sono lasciato trasportare, ma il mio naso non mi ha dato tregua: mi ha spinto a disegnare la mia personale analemma tra il macellaio e il droghiere. Subito dopo mi sono perso, cioè li ho persi questi essere umani urlanti alla ricerca di non so cosa. A ogni bancarella si raggruppavano in sei, in dieci, in quindici, mai in fila, alla conquista di una manciata di centimetri, in preda al totale stordimento degli acquisti d’occasione. Buste cariche di oggetti e di cibo. Ho provato a fare degli schemi per raggrupparli, che ne so, in base a com’erano vestiti, a cosa guardavano, a cosa compravano, all’odore dei loro ormoni: niente da fare, sono andato via col mal di testa. Mi sono accucciato ai piedi di un albero alla ricerca di un po’ d’ombra e di pace. Sulla panchina di fronte, in mezzo a due banchini ormai mezzi vuoti, si è fermata una ragazza, non so come spiegarlo, aveva qualcosa nei suoi movimenti, sembrava sapesse perfettamente cosa cercare dentro quel viavai colorato. Ha fatto scivolare dalla spalla al braccio fino a terra un enorme zaino, ha montato dei pezzi di legno su cui ha poggiato dei fogli ed è rimasta immobile, così, a fissare la folla. In totale silenzio. Potevo mai farmi sfuggire questo essere così strano? Mi ricordava BeccoGiallo in un qualche modo misterioso. Insomma l’ho osservata finché è rimasta, finché ho potuto vedere i suoi disegni: tutti diversi, tutti uguali. C’era un pezzo del mio albero, scorci dei banchetti, alcuni palazzi sullo sfondo, la folla, dettagli di un viso, espressioni, particolari di una mano, di un frutto. Su qualcuno c’ero anch’io, con le mie macchie.
Appunti sul mercoledì
Aveva ragione quel topastro: a volte nella confusione si coglie l’essenza. Aveva anche torto: non sono tutti ladri e non sempre al mercato recuperi del buon cibo!
Foto di Mailai