{"id":3201,"date":"2021-07-25T07:57:51","date_gmt":"2021-07-25T06:57:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.casiquotidiani.it\/?p=3201"},"modified":"2021-07-25T07:57:51","modified_gmt":"2021-07-25T06:57:51","slug":"il-bambino-della-yurta-e-il-topo-che-lo-intervisto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.casiquotidiani.it\/oldcasi\/?p=3201","title":{"rendered":"Il bambino della Yurta e il topo che lo intervisto\u0300"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le guardo da quaggiu\u0300 quelle <strong>pietre sospese tenute insieme dal fil di ferro<\/strong>. Rimango perplesso. Dovrei salire fino in cima per scattare alcune foto &#8211; un reportage degno di <em>TopoNational Geographic<\/em> &#8211; ma ho paura. Certo raccontare storie e\u0300 il mio mestiere, le mie <em>TopoTen news<\/em> vanno alla grande. Il mio blog spacca. Eppure non riesco a decidermi. Come chi resta mentre tutto cambia forma. Li capisco, io, gli abitanti di questo luogo con l<strong>e strade serpeggianti come piste e una storia lunga custodita dentro il cuore e sussurrata dal vento<\/strong>. Una storia di esuli, un patto di solidarieta\u0300. Si resta immobili mentre un pezzo di te fugge via, mentre le parole costruiscono un pensiero e cio\u0300 che resta, tutt\u2019attorno, e\u0300 il silenzio. Questo e\u0300 il paese di mio nonno, il vecchio <em>TopoSauro<\/em>. E\u0300 magico, mi diceva in estate, ed e\u0300 tanto verde. Penso l\u2019avesse scelto per il colore. Mille tonalita\u0300 per non stancarsi mai. Comunque queste pietre ammassate mi impensieriscono. Non e\u0300 rassicurante scoprire che casa tua potrebbe non essere piu\u0300 la stessa e che le linee di una volta dei mattoni &#8211; dritte, perfette &#8211; a cui davi un nome, adesso sembrano i denti di riserva di mia zia <em>Topazio<\/em> (e\u0300 una femmina al di la\u0300 del nome, ve lo giuro, non vi prendo in giro).<br>Mi avvicino. Zompetto fino alla nuova <em>TreeNewsroom<\/em>. Li osservo: pero\u0300 sono alti \u2019sti giovani. Anche grossi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi squilla il cellulare &#8211; perche\u0301 sempre nei momenti sbagliati?! -, e\u0300 la <strong>redazione<\/strong>. Mi dicono che non devo fare il solito pezzo, di usare la mia sensibilita\u0300, il mio fiuto. E giu\u0300 a lodare le capacita\u0300 di mio nonno. Ma che ne sanno loro? Invidio <em>Emile<\/em> che il \u201cfiuto\u201d lo usa soltanto per trovare e mangiare di tutto, che poi con il fratello che si ritrova potrebbe vivere benissimo di sola <em><strong>Ratatouille<\/strong><\/em>. Le immagini pero\u0300 le hanno volute subito via <em>TopoTransfer<\/em>, topastri in malafede! Mi strapperei fino all\u2019ultimo baffo per sapere che cosa dire di nuovo e di piu\u0300. Mio nonno, incantatore di serpenti (e poi si lamentano che io faccio il <strong>video-topo-reporter<\/strong>!), figuriamoci se non sapeva sedurre tutti. Del coraggio ne ho parlato un anno fa e pure prima; della volonta\u0300 e della forza di ricostruire ogni giorno, in pratica e\u0300 il leitmotiv dei miei post. Ho parlato di esuli, di ritorno, di storia, di Siena, di Palio (sono stato ricoverato piu\u0300 di un mese per colpa di una cavalla: era una cavalla? Amnesia post traumatica); e poi del giuramento della pace cittadina, degli ambasciatori, dei simboli e della tradizione. Basta: ho bisogno di un doppio pecorino con tocchi di Raviggiolo!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi allontano in cerca di un\u2019idea. Devo fare in fretta o addio promozione &#8211; <em>Wild Rat<\/em> sara\u0300 affidato di nuovo a <em>Brad Tip<\/em> dal colore Himalayan e dal lungo viaggio in Tibet (io non mi fido, secondo me e\u0300 troppo vecchio per avere quei &#8220;capeli&#8221; e quegli addominali da <em>Biker Mice<\/em>). Sono preso dal sacro furore. Giro, giro, giro finche\u0301 qualcosa di strano, mai visto prima, attira la mia attenzione. Sembra una stanza, ma non puo\u0300 essere: e\u0300 piu\u0300 grande, sara\u0300 una casa. Ha una forma familiare, mi ricorda il <strong>Parmigiano Reggiano<\/strong> &#8211; da quando ho smesso di sgranocchiare fili elettrici penso sempre al cibo &#8211; chissa\u0300 se ci sara\u0300 qualcuno. Perdonatemi, sono un topo agitato, faccio un mestiere usurante.<br>Non sento alcun rumore, magari si stanno godendo la celebrazione e sono tutti al centro, io pero\u0300 devo sapere di che si tratta, che cos\u2019e\u0300 questa struttura nel verde dei Sibillini (nonno, avevi proprio ragione: questo colore e\u0300 ovunque). Dall\u2019esterno sembra accogliente. Shhhhh silenzio, sento dei passi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"620\" height=\"400\" src=\"http:\/\/www.casiquotidiani.it\/oldcasi\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Yurta_light.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3202\" srcset=\"https:\/\/www.casiquotidiani.it\/oldcasi\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Yurta_light.jpg 620w, https:\/\/www.casiquotidiani.it\/oldcasi\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Yurta_light-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.casiquotidiani.it\/oldcasi\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Yurta_light-110x71.jpg 110w, https:\/\/www.casiquotidiani.it\/oldcasi\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Yurta_light-420x271.jpg 420w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCiao, piccolino, chi sei?\u00bb.<br>\u00abSono un topo-giornalista\u00bb.<br>\u00abAhahah, perche\u0301?\u00bb.<br>\u00abPerche\u0301 i miei genitori erano topi\u00bb.<br>\u00abRidevo per l\u2019altra parola\u00bb.<br>\u00abFai bene a ridere, rido anch\u2019io sai. Vedrai che mestiere!\u00bb.<br>\u00abPerche\u0301?\u00bb.<br>\u00abQuanti anni hai?\u00bb.<br>\u00abQuasi cinque\u00bb.<br>\u00abEcco svelato il mistero. Lo sai che il \u201cperche\u0301\u201d si spiega sempre alla fine e solo c\u2019e\u0300 spazio?\u00bb.<br>\u00abIl \u201cperche\u0301\u201d di che cosa?\u00bb.<br>\u00abDelle notizie\u00bb.<br>\u00abSei un topo strano\u00bb.<br>\u00abE tu un bimbo stranissimo: come fai a capire la mia lingua? Parli il topanese?\u00bb.<br>\u00abUn po\u2019. Noi qui impariamo tutte le cose della natura. La studiamo come si fa nelle lezioni normali. Pero\u0300 anche tu parli con me, quindi quando non sei topo-giornalista studi la natura come noi?\u00bb.<br>\u00abSei sicuro di avere solo cinque anni? Spiegami, ma questa cosa tonda e\u0300 una scuola?\u00bb.<br>\u00abAnche. Si chiama Yurta. Sono quelle tende grandissime che usano le persone che non stanno mai in un posto\u00bb.<br>\u00abLe popolazioni nomadi asiatiche\u00bb.<br>\u00abL\u2019abbiamo costruita tutti insieme\u00bb.<br>\u00abA cosa vi serve?\u00bb.<br>\u00abAd avere un posto tutto per noi. A giocare. Senza paura\u00bb.<br>\u00abPerche\u0301 hai paura?\u00bb<br>\u00abHai detto \u201cperche\u0301\u201d, devi andare gia\u0300 via?\u00bb.<br>\u00ab(Troppo furbo). Non ancora, vorrei sapere pero\u0300 che cosa ti spaventa, in questo modo posso renderti il protagonista della mia topo-notizia piu\u0300 importante\u00bb.<br>\u00abChe bello, la topo\u2026 quello che hai detto tu e\u0300 una fiaba?\u00bb.<br>\u00abA volte. Come inizia la tua storia?\u00bb.<br>\u00abC\u2019era un\u2019astronave spaziale dentro la mia stanza. Aveva i motori cosi\u0300 forti che il mio letto faceva dei salti grandissimi. Tutta la casa era stanca di stare ferma e voleva piegarsi in avanti. C\u2019erano dei rumori metallici e dei rombi. Io ho pensato alle gare con le motociclette. Ma poi ho sentito la mamma urlare. Erano tutti agitati e allora mi sono preoccupato. Pure papa\u0300 e nonno erano nervosi, e quando sono cosi\u0300 qualcosa non va. Forse l\u2019astronave era guidata dai marziani cattivi?\u00bb.<br>\u00abForse. Poi?\u00bb.<br>\u00abNon ho fatto in tempo a controllare. Nella mia stanza e\u0300 venuta la mamma a vestirmi, e loro sono andati via senza farsi vedere. Pero\u0300 la mia mamma piangeva. E io ho chiesto: perche\u0301?\u00bb.<br>\u00abLei cosa ti ha detto?\u00bb<br>\u00abChe aveva un po\u2019 di sabbia negli occhi\u00bb.<br>\u00abMa io ho risposto: \u201cMamma, qui il mare non c\u2019e\u0300. Dove l\u2019hai presa la sabbia?\u201d. E ha iniziato a piangere di piu\u0300, non sapevo cosa fare e ho avuto paura\u00bb.<br>\u00abCome sta la tua mamma adesso?\u00bb.<br>\u00abNon piange piu\u0300. Pero\u0300 non ride come prima\u00bb.<br>\u00abTu invece ridi?\u00bb.<br>\u00abIo sono un bambino. Io posso ridere e piangere senza spiegare il perche\u0301. Ti svelo un segreto\u00bb.<br>\u00abQuale?\u00bb.<br>\u00abHo chiesto alla maestra se possiamo costruire tante yurta\u00bb.<br>\u00abCome mai hai avuto questa idea?\u00bb.<br>\u00abSe la mia mamma ha di nuovo la sabbia negli occhi, invece di avere paura, chiamo papa\u0300 e mettiamo la tenda in un altro posto\u00bb.<br>\u00abE le altre yurta?\u00bb.<br>\u00abNon lo so. Se poi la sabbia negli occhi ce l\u2019hanno anche le mamme degli altri bambini?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Simona Merlo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Dalla raccolta di AA.VV. &#8220;Il ritorno degli esuli. Racconti tra Siena e San Ginesio&#8221; &#8211; Betti editrice 2017<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le guardo da quaggiu\u0300 quelle pietre sospese tenute insieme dal fil di ferro. Rimango perplesso. 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