Simona Merlo
Ho deciso di zompettare un po’ in giro, non so sento un’aria strana, questo cosiddetto giovedì sembra un giorno pesante, zeppo come il mio pelo dopo un tuffo in piscina. L’acqua mi piace poco, lo sanno tutti, la sopporto soltanto quando il sole è così forte che persino le lucertole del Grand Casato se ne lamentano. Loro però non si sciolgono, io sì! Il mio amico Johnny Walker, quel maledetto camminatore inglese, adora sguazzare e recuperare oggetti in modalità soccorritore subacqueo anche con la burrasca in corso o con 4 gradi Celsius. Crazy dog! Ma se ho imparato a galleggiare è merito suo. Devo confessare che anche la mia più grande conquista da caliente latin lover, la figlia del fratello di un amico di Sandy e Muick, gli ultimi due Corgi della Regina Elisabetta II, è merito di Johnny: senza le sue lezioni di inglese mi sarei fermato a: My name is Muffin, The cat is on the table, I hate cats and you? e, soprattutto, I am hungry!
Devo girovagare un po’ e schiarirmi le idee perché questa faccenda del tempo per i bipedi è proprio bizzarra. Cos’è questo rumore? Da dove viene? Un cicaleccio potente al pari di quello della famiglia Merli Grigi durante la grande réunion di primavera: “Colpi di testa con Antoine – Salone di bellezza Unisex”, chissà se Nino versione francese acconcia pure i barboncini… Sono curioso.
“Devo farti i miei complimenti: hai creato un ambiente proprio rilassante”.
“Grazie Cinzia. Tutto per il vostro benessere”.
“Vorrei ben vedere: se anche tagliarsi i capelli si trasforma in stress…”
“A proposito di tagliare: come li facciamo questa volta?”
“Come sempre, voglio solo eliminare le punte sfibrate e i capelli bianchi”.
“Va bene, anche se potresti lasciar perdere e tenere il tuo colore naturale”.
“Antoine, Antoine…”
“Cosa?”
“Sei giovane, si capisce, e non sei una donna”.
“Non sottovalutare la mia sensibilità. Lo dico perché lo penso: non tutti possono permettersi di scegliere. E mi riferisco anche ad alcuni uomini”.
“Non sono d’accordo”.
“Dimmi pure”.
“Quanti commenti hai sentito su uomini brizzolati, che sembravano proprio vecchi per i loro capelli grigi o bianchi, per qualche chilo in più, inadatti a un look troppo casual o troppo elegante per la loro età? Quante frasi negative contro l’apparire degli uomini hai sentito in giro, nei locali, dai tuoi colleghi? Quante ne hai formulate tu stesso? E sulle donne?”
“Ma…”
“Le attenzioni a cui veniamo sottoposte fin da bambine sono una limitazione mortifera. Spesso sono espressioni ataviche che riportano a pensieri lontanissimi nel tempo, costrutti che andrebbero smontati per ricominciare daccapo, proprio come si fa quando si costruisce male qualcosa, qualunque cosa”.
“Se però ti fai il colore, alimenti il pensiero di chi critica i capelli bianchi. Gliela dai vinta, no?”
“Io non lo faccio per nessuno se non per me. Il tempo che passa è inevitabile, crudele e benedetto insieme. La mia lotta non sono i capelli bianchi, ma le mie malattie. Ci sono cose che non puoi contrastare né arginare. Poi ci sono i capelli che si colorano d’argento”.
“E saresti comunque bellissima”.
“Tu oggi vuoi lavorare di meno o guadagnare di meno!”
“Il mio lavoro è cogliere i punti di forza della persona e metterli in evidenza. I difetti li abbiamo tutti e gli anni passano, che dico? volano via in modo quasi sempre democratico. Tuttavia esiste un ma…”
“Sarebbe?”
“Non sempre ciò che osservo è tangibile, spesso è un modo di essere, un’aurea luminosa, gesti unici che rivelano la particolarità di quella donna o di quell’uomo. Si tratta di qualcosa che ha a che fare con la capacità di sedurre senza volerlo; è un miscuglio di forza attrattiva e spontaneità. Di carisma”.
“Sono d’accordo, ma cosa c’entra col mio colore?”
“Perché chi ha questo dono non ha bisogno di altro”.
Appunti sul giovedì
Mi è parso di capire che ci sono persone come la signora Cinzia che vivono il passare del tempo da combattenti. È interessante la sua idea che affaticarsi per contrastare ciò che non si domina non ha significato in sé. Certo ho anche registrato un po’ di fissazione maniacale per far sparire dai capelli i colori grigio e bianco, la qual cosa è incredibile dato che gli esseri umani hanno una netta preferenza verso cuccioli di cane e gatto dal pelo bianco o a macchie chiare. Sarà che loro non hanno i pedigree che ne attesti la razza…
Antoine mi ha fatto simpatia: è un grande professionista anche se parla sempre e non pettina i cani.
Immagine realizzata con AI da Elena Casi